Una rotatoria nell´incrocio killer

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Le autorità che custodiscono le strade hanno l’obbligo di attivarsi per metterle in sicurezza. Cominciamo con una rotatoria sull’incrocio “killer”

 

Ci sono delle strade, delle vie, degli incroci, dove le tragedie sono annunciate e dove la pubblica amministrazione che ha in custodia quei luoghi dovrebbe attivare tutte le misure possibili per evitare che accadano o si ripetano drammi della strada. Ma come al solito, la solita ragione o forse meglio la ricorrente scusa dell’aridezza dei bilanci, costringe a ritardare gli interventi di messa in sicurezza ed è spesso concausa di gravi sinistri, unitamente alle imprudenze, alla mancata osservanza delle norme prudenziali del codice della strada, degli stati d’ebbrezza che sono riscontrati troppo frequentemente, specie nei più giovani automobilisti.

Ed allora ben vengano le segnalazioni delle strade della morte da parte dei cittadini, dove qualche aggiustamento o modifica della carreggiata o dello stato dei luoghi a carico dell‘ente responsabile, può ridurre notevolmente l’incidenza della sinistrosità con benefici per tutta la collettività e costi che sono senz’alcun dubbio inferiori ai benefici che se ne ricaverebbero.

Incominciamo da un luogo e diciamo basta a morti e feriti nell’assurdo incrocio sulla SP 364 Lecce- San Cataldo, all’imbocco della provinciale per Frigole con la via di San Ligorio. Oggi, a distanza di poco più di un anno dall’ultima tragedia, dove persero la vita due giovanissimi campeggia il mazzo di fiori che da allora è sistemato sul palo del semaforo.

Lo chiede con forza Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” perché anche in occasione dell’ultimo incidente si sono evidenziate le problematiche di quella che è una delle più pericolose intersezioni poste sulla strade della provincia di Lecce anche in relazione all‘alto volume di traffico che la attraversa. La soluzione che sin da subito indichiamo, sarebbe la realizzazione di una rotatoria in sostituzione dell’attuale incrocio regolamentato da lanterne semaforiche troppo spesso non rispettate.

Insomma, riteniamo che bisogna correre al più presto ai ripari prima che succeda qualche altra tragedia e che, oltre ai feriti, un’altra croce si aggiunga in questo che è stato soprannominato, non a torto, «incrocio della morte».

La speranza è che questo appello non rimanga ancora una volta inascoltato perché le vite umane non hanno prezzo.

Al contempo, continueremo a raccogliere da parte degli automobilisti le segnalazioni delle strade più pericolose ed i suggerimenti per metterle in sicurezza che pubblicheremo sul nostro sito www.sportellodeidiritti.org.

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