Sorrento mare inquinato per scarichi abusivi, divieto di balneazione a Marina Grande

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Escherichia coli ed enterococchi intestinali oltre i limiti di legge: a Sorrento scatta il divieto di balneazione nel tratto Sant’Anna-Marina Grande. Il prelievo incriminato risale al 18 agosto. L’ordinanza del sindaco Giuseppe Cuomo è di ieri mattina ma nel pomeriggio, in zona, tutti continuavano a nuotare come se nulla fosse. «A dire il vero — sosteneva anzi il titolare di uno stabilimento balneare — il mare oggi appare pulitissimo».
Non è la prima volta che l’Arpac rileva problemi di inquinamento a Marina Grande. Il 14 aprile, per esempio, era stata riscontrata una concentrazione di enterococchi intestinali pari a 6131 unità per 100 millilitri, valore trenta volte superiore ai limiti di legge. Gli Escherichia coli avevano toccato la punta di 24196 unità per 100 millilitri d’acqua, più di 40 volte al di là del tetto stabilito dalla normativa. Sintomi inequivocabili della contaminazione del mare con acque di provenienza fecale, dunque di scarichi abusivi o inadeguatamente disinquinati.
Già due anni fa, peraltro, come scrive Fabrizio Geremicca sul Corriere del Mezzogiorno, il responsabile del Wwf della costiera sorrentina, Claudio d’Esposito, aveva presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nell’esposto aveva sottolineato che il rivo che proviene dalle colline e arriva sulla spiaggia, teoricamente acque bianche, non di rado è contaminato da liquami e altre sostanze inquinanti. Potrebbe essere accaduto anche nell’ultima circostanza,quella che ha obbligato il sindaco ad adottare ieri l’ordinanza di divieto di balneazione. «Ho verificato — dice uno dei tecnici dell’Arpac impegnati nella campagna di prelievi — che il letto del corso d’acqua era umido, nonostante si sia in piena estate e non piova da giorni. Ciò mi fa ritenere probabile che qualcuno abbia sversato nel letto materiali inquinanti che poi sono arrivati a mare».
Emerge dunque ancora con prepotenza il tema dei controlli. Una questione particolarmemnte cara a Riccardo Scarselli, presidente onorario del sindacato italiano balneatori e gestore del Bikini, a Vico Equense. «Ormai le tecnologie consentono di individuare le sorgenti inquinanti anche dal satellite, perché ogni scarico determina una particolare colorazione», premette. E aggiunge: «I 62 sindaci che guidano i Comuni costieri della Campania devono dialogare con le forze dell’ordine e con le Procure, per potenziare le attività di prevenzione e di repressione sul territorio». Conclude con un appello: «Non ci si ricordi del mare solo ad agosto. La salute delle coste va tutelata per tutto l’anno».
Ciò che più sconcerta, in effetti, della vicenda di Marina Grande è l’ assoluta prevedibilità di quanto accaduto ieri. Sono anni, infatti, che quel rivo periodicamente ed impunemente è insozzato da scarichi abusivi. Poiché pare che proprio non si riesca a risalire agli inquinatori — ed è sinceramente sconcertante — si è da qualche tempo ipotizzato di collegarlo al depuratore di Marina Grande con un collettore. Quest’ultimo progetto non è peraltro mai partito. «Problemi di autorizzazioni che abbiamo dovuto richiedere agli altri enti, Regione in primis — dice il sindaco Cuomo — hanno ritardato l’intervento». Aggiunge: «Stavolta però ci siamo. Entro la fine del 2012 il rivo sarà collegato all’impianto di depurazione». Quest’ultimo, gestito dalla Gori, non gode peraltro di buona salute. I controlli effettuati a luglio dall’Arpac sullo scarico – prima che le acque entrino nella condotta sottomarina che le porta a 400 metri dalla costa ed a 75 metri di profondità – hanno evidenziato lo sforamento di alcuni significativi parametri biologici e chimici stabiliti dalla normativa. Si attende l’esito delle nuove analisi. L’impianto ha problemi soprattutto in estate, quando aumenta la popolazione residente a Sorrento e quando, di conseguenza, crescono i volumi di liquami da trattare. Quando sarà completato il depuratore di Punta Gradelle, a Vico Equense, gran parte delle acque di fogna di Sorrento saranno dirottate nel nuovo impianto. Perché quest’ultimo entri in funzione, però, complici gravi ritardi nei lavori, occorreranno ancora tra i due ed i tre anni. Aspettando il depuratore che non c’è, intanto, nel vallone di Seiano è spuntato un assurdo viadotto che attraversa vari terreni agricoli ed ha provocato l’abbattimento di centinaia di ulivi. Secondo il progetto, è una strada al servizio dei camion che devono evacuare i materiali di scavo dal cantiere e, in futuro,porteranno via i fanghi dal depuratore. «Colata di cemento inutile», replica chi ha a cuore il verde residuo della costiera. I lavori del viadotto ora sono fermi; la Procura di Torre Annunziata ha ordinato varie perizie sull’opera. Gran parte del danno, però, è stato già provocato. Unica speranza è che quell’ecomostro legalizzato prima o poi vada giù. Una speranza, appunto.
Fabrizio Geremicca 
 In merito al divieto di balneazione a Marina Grande, emanato con apposita ordinanza, il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo precisa che il provvedimento riguarda solo una zona circoscritta del borgo marinaro. “Il divieto è stato motivato a seguito delle analisi rilevate dall’Arpac – spiega Cuomo – Come già avvenuto, si tratta di una situazione provvisoria, causata con ogni probabilità dal mancato incanalamento del rivolo di scolo nella prevista condotta. Un’opera che ci vede impegnati come amministrazione e che sarà pronta entro la fine dell’anno, evitando così per il futuro problemi alla balneazione