"Gesù è più forte della camorra", parola di don Aniello Manganiello

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Il 26 agosto alle 20 serata imperdibile nell’ambito degli incontri all’ombra del Tasso sul tema napolitudine…Caterina Vesta intervisterà, nel corso del salotto letterario allestito in via Tasso a Sorrento, il sacerdote don Aniello Manganiello autore di “Gesù è più forte della camorra”(Rizzoli editore), seguirà nell’ambito della rassegna “Cinestate sorrentina” la proiezione del divertente film di Nanny Loy “Pacco doppio pacco e contropaccotto”. L’opera del regista sardo, napoletano d’adozione,venne girata pochi mesi prima della sua scomparsa e  ci propone in chiave ironica e grottesca uno spaccato della città partenopea alle prese con i suoi mille problemi quotidiani di sopravvivenza e malcostume….Il film è diviso in vari episodi interpretati dai migliori attori della scuola napoletana.

 

Ma torniamo al libro di don Aniello Manganiello. Ci sono due modi di intendere la missione apostolica in un territorio difficile come Scampia: uno è chinare la testa, non esporsi, parlare solo se interrogati; l’altro è quello del padre guanelliano don Aniello Manganiello. Consiste nel vivere fianco a fianco con gli abitanti del quartiere e condividerne i problemi, spostandosi sempre a piedi perché “in macchina non puoi verificare se il tuo passo è cadenzato su quello dei ragazzi”. Sin dal primo giorno, don Aniello presta aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti, conduce battaglie sociali a favore di famiglie troppo frettolosamente etichettate come malavitose, visita le case di camorristi veri e li ascolta, ne ottiene la fiducia e talvolta vede persino compiersi conversioni e ripensamenti radicali. Con questi metodi, però, diventa un personaggio scomodo: nel quartiere è oggetto di continue minacce, fuori si fa nemici nell’Amministrazione comunale e negli alti ranghi ecclesiastici, a suo giudizio non sufficientemente impegnati – nonostante i proclami – dalla parte dei più deboli. Nel 2010, dopo l’ennesimo scontro, la Congregazione dei padri guanelliani rompe gli indugi e decide di allontanare don Aniello dal “suo” rione, riportandolo a Roma, in una parrocchia del borghese quartiere Prati, dove aveva operato per anni.

 

L’iniziativa promossa dal circolo Endas presieduto da Adele Paturzo con la direzione artistica di Antonio Volpe si concluderà il 1 settembre con un altro imperdibile evento.