Positano processione via mare della Madonna Nera

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 La leggenda narra che nel periodo iconoclastico, quando distruggevano tutte le immagini sacre, una di queste, una icona bizantina di una Madonna Nera, fece fermare proprio al largo di Positano le imbarcazioni che la trasportavano. I marinai non riuscivano a muovere le proprie imbarcazioni ma udivano una voce “Posa posa” e da qui furono costretti a posare quella Madonna che si era innamorata del nostro paese, che divenne da allora Positano. La processione mira a rievocare questa leggenda ma anche quella degli assalti saraceni quando i pirati, fra il 1500 ed il 1600, depredavano le coste che da Sorrento andavano a Amalfi, che portarono alla nascita delle torri antisaracene. Non solo, alla fine dela processione vengono deposti i fiori agli scogli “Mamma e Figlio” in ricordo di un episodio del 2 febbraio del 1943, quando un sommergibile inglese affiorò come per incanto nel mare di Positano. In pochissimi minuti furono affondate le navi Salemi e Valsavoia che erano partite da Napoli con un carico di grano e sbrecciati gli scogli “Mamma e Figlio”, due altissimi pinnacoli vicino la Spiaggia di Fornillo, che sembravano due invincibili sentinelle. Eppure in quel triste pomeriggio si compì un miracolo, solo tre uomini delle due navi morirono. Gli altri furono salvati dai pescatori locali. un ringraziamento alla disponibilità di Mauro Rispoli e alla sua Famiglia. Alfonso Fusco (alfpositano)

 La leggenda narra che nel periodo iconoclastico, quando distruggevano tutte le immagini sacre, una di queste, una icona bizantina di una Madonna Nera, fece fermare proprio al largo di Positano le imbarcazioni che la trasportavano. I marinai non riuscivano a muovere le proprie imbarcazioni ma udivano una voce “Posa posa” e da qui furono costretti a posare quella Madonna che si era innamorata del nostro paese, che divenne da allora Positano. La processione mira a rievocare questa leggenda ma anche quella degli assalti saraceni quando i pirati, fra il 1500 ed il 1600, depredavano le coste che da Sorrento andavano a Amalfi, che portarono alla nascita delle torri antisaracene. Non solo, alla fine dela processione vengono deposti i fiori agli scogli “Mamma e Figlio” in ricordo di un episodio del 2 febbraio del 1943, quando un sommergibile inglese affiorò come per incanto nel mare di Positano. In pochissimi minuti furono affondate le navi Salemi e Valsavoia che erano partite da Napoli con un carico di grano e sbrecciati gli scogli “Mamma e Figlio”, due altissimi pinnacoli vicino la Spiaggia di Fornillo, che sembravano due invincibili sentinelle. Eppure in quel triste pomeriggio si compì un miracolo, solo tre uomini delle due navi morirono. Gli altri furono salvati dai pescatori locali. un ringraziamento alla disponibilità di Mauro Rispoli e alla sua Famiglia. Alfonso Fusco (alfpositano)

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