Ferragosto a Positano. Un teatro stellato

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Neanche Mr. Walt Disney riuscirebbe a creare un’atmosfera così magica. Sì, perché ieri notte, Ferragosto, a Positano l’incanto è stato il leitmotiv. Un giorno che tanti desiderano trascorrere il più lontano possibile dalla nostra terra: Grecia, Baleari, Gallipoli (la moda dell’anno!). Io ho scelto Positano, una delle tante perle della nostra Campania Felix.

Si arriva in scooter in costiera amalfitana ed il panorama già vale la giornata. Il sentiero della statale è irto. Sulla sinistra i roccioni incombono con violenza, ma a destra lo sguardo si può riposare nel blu infinito del Tirreno. Rompono l’inamovibilità solo Li Galli, Vetara, Isca e il pensiero non può che andare ad Eduardo. Su lo scoglio di Isca decise di costruirsi una casa per avere un punto d’osservazione sulla sua terra a 360 gradi. Meta raggiunta. Ora tocca trovare parcheggio. Dramma! Anche con lo scooter. Che afa! Finalmente un tuffo a mare. Da qui hai una sensazione ben precisa: ti senti su un palcoscenico. Il paese è una quasi perfetta cavea teatrale e tu che sei in acqua ti ritrovi nel bel mezzo della scena. Che meraviglia. Tanti paesini si arroccano in questa maniera, ma non regalano lo stesso colpo d’occhio. È un mistero. Forse Positano è stata costruita seguendo i dettami della sezione aurea? Equilibrio. Terminata la kantiana meraviglia, faccio una riflessione più quotidiana. Una bella spiaggia quella di Positano. Non gigantesca ma molto comoda. Metà è in gestione ad un lido, l’altra è pubblica. E chi sceglie di andare al lido con circa 20 euro ha 2 lettini e ombrellone. Nei lidi tra Castellammare di Stabia – Sorrento, spesso paghi più del doppio. Tanto il tornado Bolkestein ci vendicherà entro il 2014! Comunque per l’argomento rimando all’articolo del 3 Agosto “Mare Nostrum – L’ingiustizia dei lidi campani”.

 

http://www.giornaleweekend.com/index.php?option=com_content&view=article&id=34:mare-nostrum&catid=14:societa&Itemid=18

 

La giornata di mare è conclusa. Prima di cena si ha un’oretta per passeggiare per i pergolati e i vicoletti. Quanta gente, ma non ne provo fastidio. Anzi. È una dimostrazione di vitalità. Sui volti degli stranieri cogli la felicità. Passeggiano spensierati e tramortiti: i loro sensi sono attaccati brutalmente. La luce così forte, gli odori così intensi, i sapori così mortali. Non sono abituati, ma si esercitano con impegno. In queste passeggiate è d’obbligo un giro nelle varie gallerie d’arte contemporanea. Soprattutto gli stranieri sono interessati. Osservano le sfere di Meggiato o le sculture “arcaiche” di Ugo Riva. Vorrebbero comprarle, ma costano caro. Gli italiani neanche ci danno un’occhiata. La spiegazione me la da una gallerista colombiana, che da straniera ci ha compresi: “Gli italiani sono reticenti alle novità”. Forse…

Dopo una cena tipicamente partenopea, impepata di cozze inclusa (ovviamente), ci prepariamo al momento topico e conclusivo di questa giornata di Ferragosto: i fuochi a mare. Il teatro stellato è pronto. Positano, teatro naturale, si è allestito. Le luci nella cavea sono accese. Io sono accomodato in un palchetto laterale. Tutti i palchetti sono gremiti e anche la platea – spiaggia è stracolma. La platea continua in mare: almeno 250 barche sono in prima fila per lo spettacolo. Al vociare prende posto il silenzio. Gli sguardi degli spettatori del teatro naturale sono tutti tesi verso l’oscurità del mare. Un silenzio fantasmagorico. Per alcuni secondi tutta Positano è muta. Partono i fuochi. Forme lente e variopinte immortalate da una distesa di flash. Positano brilla. I boati rimbombano nella cava. Tremano i vetri e palpitano i cuori. Che Ferragosto!