TRAMONTI: vi presento mio marito, IL PITTORE Peter Ruta. FOTO

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– TRAMONTI (SA), 15 AGO – Ci scrive Suzanne Ruta, moglie di Peter ed è lei stessa a presentarci questo singolare pittore:

 “Peter Ruta ha visto Positano sulla costa d’ Amalfi per prima volta nel 1949. A Tramonti, sui Monti Lattari della Costiera amalfitana, è arrivato solo nel luglio 2009. Negli anni sessanta tra un viaggio e l’ altro, è stato dieci anni a Positano (52-61), poi per diversi periodi a New York City – è cittadino americano, emigrato dall’ Italia nel 1936 – ha vissuto sei anni in Messico (Chiapas, lo Stato più povero e più verde del Messico) venti anni a 2000 metri nelle colline boscose del Nuovo Messico, alla frontiera sud USA.
    Nel 2001 Peter Ruta, dopo tanti anni in giro per il mondo, ritorna nell’ Italia della sua infanzia.
Non è proprio italiano però, è nato in Germania 1918 da genitori tedeschi anti-Nazi, ma presto, già nel 1923, l’ hanno portato a Milano. Al ritorno,  dipinge a Roma, a Positano e in ultimo, a Tramonti dove si trova attualmente come ospite dell’ azienda Agricola Monte di Grazia di Alfonso Arpino. A Tramonti sfrutta il suo occhio analitico, la sua mano libera, la sua anima un po’ romantica che ha sviluppato in tanti anni di lavoro. Così dipinge il paessagio con risultati sorprendenti per gli stessi cittadini di Tramonti e non solo. Loro sanno che la lora cittadina divisa in 13 frazioni o villaggi, sparsi per verdi colli e vallate dei Monti Lattari, è proprio bella, ma a differenza di altri posti della costiera è all’ interno della penisola. Tramonti non ha la tradizione e la storia, di essere stato un rifugio per artisti, nel settecento o nel novecento, come Maiori a 20 minuti in giù o Ravello ad altri 20 minuti in  sù. C’è stato però Carotenuto, bravo nel rittrato dei contadini e dei prodotti di quella terra di grazia. I suoi dipinti sono esposti nei corridoi del Municipio. Carotenuto è  un pò il pittore ufficiale della città.  I suoi amici di Tramonti  riconoscono in Ruta una qualità che, come contadini, figli e nipoti di contadini, sanno valorizzare – la  grande tenacia  al lavoro del  pittore che, a 93 anni,   dipinge ogni giorno della settimana, all’ aperto e  sotto il sole. E siccome, per fortuna a Tramonti d’ estate c’e molto sole, in tre anni di soggiorno estivo Ruta ha completato una serie importante di quadri,  dove si vedono scorci di due delle tante frazioni di Tramonti.  Corsano, via Solficiano, nei vigneti di due aziende vinicole che condividono una vallata bellissima – a Tramonti si chiama “la campagna” – e a Polvica, frazione centrale della città, a due passi dal Municipio dove quest’ anno nella settimana della festa del vino – Calici di Stelle – il sindaco di Tramonti, Antonio Giordano,  ha invitato Ruta a esporre, le sue ultime opere, nel corridoio dedicato a Carotenuto. Ma già nel 2009 l’ amico Alfredo Taiani di  Corsano ha avuto la bella idea d’ includere una piccola mostra di Ruta nella festa del borgo.
“I Tramontani sono molto accoglienti alla lora maniera.  “Non siamo come la gente della costiera,”  dice un amico di Polvica, “in costiera sono marinai  e pescatori, noi siamo contadini, siamo vicini  alla terra che dobbiamo coltivare.”
 Un’ abitudine  trasportata da New York, residenza attuale di  Ruta, che comincia il giorno leggendo il giornale, dove a metà agosto vede con piacere che su il Corriere della Sera dello scorso 11 agosto, una grande collezionista italiana di opere d’arte moderna,  ha scritto del talento di Peter Ruta nell’ articolo di Lucrezia De Domizio Durini.
“L’ arte ha bisogno di tempi lunghi. È come una pianta che va coltivata, accudita, amata: va potata, le si deve dare il concime, l’ acqua. Bisogna saper aspettare. La verità dell’ arte è nel tempo. Tutto si scoprirà”.  Quello che per la signora è metafora, a Tramonti è realtà quotidiana. Una piccola nota però: a Tramonti nella cultivazione biologica, al concime chimico si preferisce il letame, regalo delle vacche dei Monti Lattari.
 
La moglie del pittore
Tramonti 14 agosto 2011

qui di seguito la lettera nella lingua originale di Suzanne Ruta:

Peter Ruta saw Positano for the first time in 1949. He reached Tramonti on the Amalfi Coast  only in July 2009. Of the intervening sixty years he spent ten in Positano, various interludes in New York – he’s an American citizen, who emigrated from Italy in 1936 – six years in Mexico (Chiapas, the poorest, greenest state in the country) and twenty years in the wooded hills of New Mexico,   2000 meters above sea level, at the southern border of the US
 In 2001 after all his travels, Ruta returned to the Italy of his childhood (he’s not actually Italian, however, he was born in Germany in 1918, his German parents, early anti-Nazis, brought him to Milan and later Liguriain 1923).  On his return in 2001 Ruta painted Rome, Positano and finally Tramonti where he is currently a guest of the Azienda Agricola Monte di Grazia, with Alfonso Arpino.
 To Tramonti he brought the analytic eye, the free hand, the somewhat romantic soul developed in many years of work. He has painted the landscape with results that surprise the citizens of Tramonti, among others.  Tey know that their city, divided into 13 fractions or villages scattered among hills and valleys of the Monti Lattari, is a beautiful place but unlike other towns along the coast or inland, Tramonti never served as a  refuge for artists,  in the 17th or the 19th century – like Maiori, twenty minutes downhill, or Ravello, twenty minutes up and down from Tramonti along a beautiful and usually empty highway.  A local talent, Carotenuto has painted Tramonti, fine portraits of peasants and their bountiful harvests. His work can be seen in the corridors of the town hall. He’s sort of the city’s official painter.
 His Tramonti friends recognize in Ruta a quality that as peasants, or sons or grandsons of peasants, they value highly: the great tenacity of this 93 year old painter who works every day of the week outdoors under the sun. And as, luckily, in Tramonti there’s a lot of sunshine in summer, in his three years of summer residence Ruta has completed a large series of paintings, in two of Tramonti’s villages. Corsano, via Solficiano, in the vineyards of two winemakers who share a beautiful valley, known in Tramonti as“the countryside”, and in Polvica, the city’s central village, next door to the town hall where this year, during the wine festival Calici di Stelle, mayor Dr Antonio Giordana invited Ruta to show his latest works in the hallway alongside Carotenuto.
But already in 2009, Ruta’s friend Alfredo Taiani of Corsano had the lovely idea of including him, with a small show, in the local festival. “We in Tramonti are very hospitable, in our way. We’re not like the people on the coast,” says a friend in Polvica. “On the coast they’re sailors and fishermen. We are peasants, we’re close to the earth where we have to grow our crops.”
 A habit he brought with him from New York – his permanent residence – Ruta starts the day reading the newspaper, where in mid August, a great Italian collector of modern art spoke in words that could apply to Ruta in his current state. According to Lucrezia De Domizio Durini (Corriere della Sera 11 August 2011) “Art needs a long time to grow. It’s like a plant that needs to be cultivated, welcomed, loved; it needs pruning, you have to provide fertilizer and water. You have to know how to wait. The essential element with art is time. The truth will out.”In Tramonti Durini’s eloquent metaphor is the daily reality.  With one small amendment. In the organic farms of Tramonti, instead of chemical fertilizer, the soil isenriched with the manure of Monti Lattari cows.
 
Signed: The painter’s wife.