Da Positanonews al Corriere successo per l´assessore al Nulla Christian De Iuliis

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A chi contestava Positanonews, il quotidiano online della costiera amalfitana penisola sorrentina e Cilento, perchè dava spazio agli articoli (che hanno ingannato anche alcune testate cartacee come quella sull’opera trafugata di Soto mi cago..) dell’Assessore al Nulla (alias Christian De Iuliis) oggi ha avuto una risposta sul Corriere del Mezzogiorno prestigiosa testata della Campania inserto del Corriere della Sera con la prima firma di Francesco Durante. Un pezzo con richiamo in prima che occupa tutta la pagina di cultura.. Alla fine il nostro piccolo quotidiano della costa d’ Amalfi e Sorrento non fa scelte tanto balzane.. ecco il pezzo e complimenti a De Iuliis che speriamo non ci abbandoni per le testate nazionali che oramai lo reclamano..

Un’estate da Nulladi FRANCESCO DURANTE Minori: le irresistibili gesta virtuali di un fantomatico «assessorato»L a rete è un formidabile acceleratore di creatività. Fai una cosa, la schiaffi su YouTube o simili, e rischi di farti un nome nel pianeta. In questo modo, milioni di persone hanno potuto esibire i loro misconosciuti talenti. La rete è anche un’eccezionale palestra di satira, basti pensare a quel che è successo a Milano per l’elezione a sindaco di Giuliano Pisapia: armati d’ironia, i suoi supporter riuscirono a rintuzzare i più duri attacchi avversari, e in tal senso è esemplare la storia dell’immaginaria «Sucate di Sotto» e della sua moschea. I contenuti satirici della rete sono pressoché infiniti, e il contributo dato dalla Campania è notevole. Oggi avviamo una breve esplorazione di quest’universo, partendo dal caso, molto interessante, dell’Assessorato al Nulla di Minori. Nel piccolo centro della Costiera amalfitana, un architetto trentaseienne di nome Christian De Iuliis si dedica da anni alla fabbricazione di notizie verosimili ma infallibilmente false che formano ormai un corpus piuttosto robusto. Incominciò nel 2008 rubando l’ispirazione a Vittorio Sgarbi, ma ben presto si affrancò dal «maestro», che come sindaco di Salemi aveva per l’appunto varato un «assessorato al Nulla». Alle elezioni comunali del 2009, quando a Minori era in campo una sola lista, De Iuliis provvide ad affiancarle, nella sua realtà virtuale, una Lista del Nulla con relativo programma; e invitò a votarla con una campagna tanto battente quanto stralunata. Quell’esperienza s’è poi consolidata con una serie di altre iniziative, fino a quelle di quest’estate, aperta alla grande col lancio della campagna «Salviamo l’uccello della costa d’Amalfi» (in netto anticipo rispetto a Cecchi Paone). Confesso che anch’io, ai primi di luglio, rimasi interdetto davanti a un comunicato dell’Assessorato al Nulla che annunciava il calendario delle manifestazioni estive a Minori. Là per là m’era parso che quel comunicato contenesse una polemica arguta, e anche assai attuale, sulla cronica mancanza di fondi per la cultura. «In questo momento di particolare indigenza economica, nel quale tutti i fondi pubblici vengono destinati a opere di estrema importanza o a manifestazioni di esclusivo richiamo», così era scritto, «il programma degli eventi estivi nel Comune di Minori è stato inevitabilmente sacrificato. L’Assessorato al Nulla comprende e giustifica tale dolorosa scelta di austerità civile, severità economica e sobrietà etica. Tuttavia con la caparbia che ci contraddistingue e incalzati da continue sollecitazioni, ci siamo impegnati per stilare un cartellone di eventi rigorosamente a basso costo, per sostenere la concorrenza dei paesi viciniori e offrire al turista e al residente attrattive e alternative valide in un contesto paesaggistico sempre d’inimitabile bellezza». Seguiva il dettaglio della rassegna «Minori in… saldo», densa di «appuntamenti di elevato valore culturale e sociale», tra cui quelli legati al «movimento culturale spiaggista»: una «settimana dell’orgoglio spiaggista» nella prima decade di settembre. Il movimento spiaggista è una geniale invenzione di De Iuliis in combutta col suo socio Nico D’Auria. A quest’ultimo sono dedicati vari video su YouTube. Artista a metà tra concettuale e land art, D’Auria, gestore dello stabilimento balneare «Ambrogio’s Lido», è per l’appunto l’iniziatore del movimento: è squisita la sensibilità con cui posiziona gli ombrelloni sulla spiaggia di Minori. «Ci troviamo in questo momento immersi nell’ambiente stesso da cui D’Auria riesce a succhiare la linfa della sua ispirazione», dice un altro complice mentre si sente lo sciabordio del mare e si vede una struggente installazione di D’Auria: gli ombrelloni perfettamente allineati sul litorale. Spiaggismo, a parere del critico d’arte Maurizio Ruggiero, è denominazione quanto mai calzante: «Una forma di mimetismo silenzioso misto a inquietudine», un’arte nata da una sofferenza vera «che D’Auria conosce dall’interno», e che si esprime in opere dai titoli esemplari: Bocchetta per doccia, Ombrellone con vaschetta. Entusiasti i collezionisti: il mecenate Francesco Savastano trova che l’arte di D’Auria stia permeando l’intera Minori, imprimendovi un segno duraturo. È grande l’attenzione dell’Assessorato al Nulla alle forme più avanzate della ricerca artistica. Attualmente, l’Assessorato segue con viva partecipazione la sconcertante vicenda del trafugamento di un’installazione del grande maestro giapponese della Pop Art, Soto Mikago, intitolata Urgenti necessità. L’opera, come documenta YouTube, è sparita il giorno stesso dell’inaugurazione. In questa pagina potete ammirarne le forme essenziali, di un rigoroso minimalismo. Nel video c’è pure un appello del maestro nipponico, che si dice disposto a pagare un riscatto pur di rivedere Urgenti necessità al suo posto. Nei giorni immediatamente successivi al deflagrare della notizia del furto, all’Assessorato al Nulla sono piovute le segnalazioni di persone che si dicevano in grado di fornire utili informazioni. Fatte le opportune verifiche, si è appurato che per lo più si trattava di mitomani; giusto l’altro ieri, però, è arrivata una soffiata che pareva degna di maggior considerazione. Col cuore in gola, ci si è precipitati sul luogo del rinvenimento, ma grande è stata la delusione quando si è potuto constatare che sì, un’opera c’era, e presentava qualche compatibilità con il capolavoro di Soto Mikago. Purtroppo, però, non era che una volgare imitazione.