LONDRA in fiamme: Le violenze arrivano a Birmingham, distrutti negozi e Mc Donald´s

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 – LONDRA, 9 AGO – Ieri è stata una giornata di fuoco. «La gente di Croydon si è chiusa in casa e la reazione della popolazione di fronte a questi disordini è di shock totale» dice Peter Truman, reporter del Guardian, alla Bbc. «La politica qui non centra niente queste sono bande di giovani che vogliono solo spaccare, rubare e divertirsi a modo loro. Tanto i negozi sono assicurati e loro non ci pensano che gli incidenti più gravi tipo gli incendi possono creare rischi per la gente» racconta la famiglia Hugh di Peckham all’Ansa.

Nel Regno Unito è guerra per le strade: 215 arresti, poliziotti feriti, palazzi in fiamme in periferia, vetrine frantumate, social network usati per darsi appuntamento e scegliere il prossimo obiettivo. Londra e ora anche Birmingham sono nel caos. Il premier David Cameron – fino al pomeriggio criticato per essere rimasto nella villa delle vacanze – è costretto a interrompere le ferie in Toscana perché la situazione in serata «è chiaramente peggiorata» nelle due principali città del Regno Unito. Domani il premier presiederà una riunione di emergenza.

Gli scontri tra polizia e bande di giovani incappucciati sono iniziati a Tottenham poi ad Hackney, quartiere ex malfamato nella parte orientale della città, e poi sono dilagati a sud, a Peckham e Lewisham, infine a Kilburn. In serata si sono spostati nella seconda città più popolosa del Paese, Birmingham, dove gruppi hanno attaccato alcuni negozi, rompendo le vetrine e rubando merce: è il primo episodio di questo tipo nel centro dell’Inghilterra, segno che le violenze iniziate nella capitale britannica negli ultimi tre giorni si sono diffuse anche fuori.

 Le violenze hanno ormai poco a che fare con il movimento iniziale e pacifico (la morte del 29enne, Mark Duggan, padre di quattro figli ucciso dalla polizia). In ebollizione i social network: su Facebook e soprattutto Twitter (uno degli hashtag più seguiti è #hackney), attraverso il sistema di messaggeria di Blackberry circolavano appelli a scendere in strada e appuntamenti per i ritrovi, tanto che Scotland Yard ha fatto sapere che chi incitava alle violenze rischiava l’arresto.

 La Bbc ha mostrato per ore dal vivo le immagini dall’alto degli scontri: a Mare Street, una delle arterie principali del quartiere londinese, con un tasso di criminalità tra i più alti nel Regno Unito: si sono visti giovani armati di spranghe e bastoni che rompevano le finestre di autobus e negozi, agenti in tenuta antisommossa lungo le strade, alcuni autobus che sembravano intrappolati, auto rovesciate e date alle fiamme, mentre gli elicotteri volteggiavano in cielo, chiuse le stazioni della metropolitana.

 Scotland Yard ha deciso poteri speciali in diverse aree, ma gli agenti sembrano abbastanza impotenti: la polizia ha già annunciato che aumenterà ulteriormente le forze in campo, aumentando di un terzo gli agenti in campo. «Non c’è alcuna scusa per le violenze, i responsabili saranno portati alla giustizia e ne affronteranno le conseguenze» ha preannunciato il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, rientrata precipitosamente a Londra dalle vacanze per incontrare i vertici della polizia. Finora – ha detto il governo – ci sono stati 215 arresti e 25 persone sono già state incriminate. Anche il sindaco Boris Johnson ha deciso di interrompere le vacanze e rientrare a Londra per far fronte agli sviluppi.

 

Fonte: Il sole 24ore

 

 

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