Camorra, tre omicidi in meno di 24 ore Agguato a Casavatore, ucciso 29enne Due vittime in centro scommesse a Miano

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NAPOLI – Tre morti in meno di 24 ore. E ritorna la paura di una nuova faida di camorra. Il primo delitto in tarda serata, giovedì, a Casavatore, dov’è stato ucciso Emilio Forino, 29enne, ritenuto elemento vicino alla nuova ala del clan degli ‘scissionisti’ (Amato-Pagano) operante tra Secondigliano e Casavatore. La risposta non s’è fatta attendere: due uomini sono stati uccisi nel pomeriggio in un agguato avvenuto in una agenzia di scommesse sportive (e non in una sala giochi come si era appreso in un primo momento) alla periferia di Napoli, in via Miano 119.Le vittime sono Salvatore Scognamiglio, 46 anni, e Salvatore Paolino, di 34. Sul duplice omicidio indaga la polizia. Ancora poco o quasi nulla si sa sulla dinamica del delitto. Secondo quanto ricostruito al momento dalla squadra mobile, diretta dal vicequestore Andrea Curtale, due o forse più sicari sarebbero entrati nella sede dell’agenzia Premium avvicinandosi a passo sicuro a Salvatore Scognamiglio e Salvatore Paolino, ammazzandoli sul colpo. Sul luogo dell’agguato si è radunata una folla di parenti e amici delle vittime. Presente anche un ingente spiegamento di forze dell’ordine. La polizia sta ricostruendo il profilo delle due vittime, ed è in corso di verifica l’ipotesi di legami di uno dei due uomini uccisi con il clan Lo Russo. Se tale ipotesi fosse confermata, l’agguato potrebbe essere collegato all’omicidio avvenuto nella tarda serata di ieri a Casavatore, comune dell’hinterland poco distante dal luogo della sparatoria di oggi, dove è rimasto ucciso Emilio Forino, 29 anni, ritenuto vicino a una nuova ala dei cosiddetti ‘scissionisti’. E quindi questo duplice delitto potrebbe essere un prodromo di una nuova faida. Salvatore Scognamiglio, una delle due vittime dell’agguato, era ritenuto dagli investigatori vicino al clan Lo Russo: pluripregiudicato, arrestato più volte, era finito nel mirino della giustizia per varie accuse, dall’associazione camorristica alla rapina, dalla ricettazione al possesso abusivo d’armi. La seconda vittima, Salvatore Paolillo (e non Paolino come scritto in precedenza), ha a suo carico piccoli precedenti per ricettazione, truffa, uso di documenti falsi. I due risiedevano entrambi in via Cupa Capodichino, a Napoli. Secondo quanto si è appreso, nella zona dell’agguato esiste un impianto di videosorveglianza: la polizia sta esaminando le immagini alla ricerca di dettagli utili sull’identità dei sicari. Via Miano, dove i killer hanno sparato e ucciso questo pomeriggio, è una strada trafficata della periferia di Napoli vicinissima sia al quartiere di Secondigliano sia a quello di Scampia, che furono insanguinati negli anni scorsi dalla lotta tra il clan Di Lauro e gli ‘scissionisti’, nota come la faida di Secondigliano per il controllo del traffico di droga e delle altre attività illecite nel territorio.

IL MATTINO DI NAPOLI