Castellabate dopo Benvenuti al Sud "Siamo un santuario arrivano solo pullman.."

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(Servizio di Positanonews) Non c’è posto. Siamo a Le Gatte, locale imperdibile del Cilento, a Santa Maria di Castellabate (esiste una Castellabate marina e una in collina con tanto ci stupendo centro storico, ndr)  a pochi passi da Perdifumo dove alloggiamo, rilassati nel verde nell’agriturismo Eucalipto, non lontano da qui Vatolla con il museo dedicato a Gianbattista Vico, dove ci ha accompagnato  il nostro Cicerone-giornalista senza frontiere Giovanni Farzati, che si gira tutto il circondario a bordo della sua bicicletta e cura le notizie dal Cilento, e non solo, per Positanonews.

 Scendiamo giù Castellabate, passeggiamo lungo il corso, fino alla splendida villa dove troviamo artisti, mostre, e anche un processo a Gioacchino Murat. La  cittadina è piena di turisti, anche  a Le Gatte è tutto pieno e noi non abbiamo prenotato. Il locale è molto elegante, arredato con gusto, anche in sala c’è una bellezza cilentana, qui le donne sanno di mare, di natura incontaminata e florida..  qui giù a Castellabate si entra nel vivo dell’estate, della “stagione”, che però da queste parti dura ancora troppo poco. Non c’è posto, ma il proprietario ci fa trovare un angolo.. Ci basta per gustarci l’antipasto, a base di salumi e formaggi del Cilento ed un kleos di Maffini.

Non solo è difficile trovar posto nei locali “must” del posto. Qui i si fitti sono rialzati i prezzi dei lettini pure,  dieci euro a testa dove siamo stati a Ogliastro Marina noi vicino a Punta Licosa, più di Amalfi e Positano per intenderci, ma si respira aria di turismo in crescita e gli stessi stabilimenti si sono organizzati meritandosi i supplementi di prezzo.. però non tutti sono contenti “Siamo peggio di un santuario arrivano solo pullman – dice Luisa una signora che ci fa i panini da gustare in spiaggia –  e dire che il sindaco precendente non voleva dargli neanche l’energia elettrica e hanno lavorato con i generatori.. “.

Il  piccolo borgo cilentano ha ospitato dal 6 settembre al 10 ottobre del 2009 la lavorazione di un film comico nato senza pretese, Benvenuti al Sud, diretto da Luca Miniero, remake del transalpino Giù al Nord, la storia di un direttore delle poste, brianzolo, interpretato da Claudio Bisio che per punizione viene trasferito al Sud, a Castellabate, dove riuscirà a superare, anche grazie all’aiuto del portalettere Mattia (Alessandro Siani), pregiudizi e luoghi comuni dell’Italia disunita. Ebbene, ad oggi, non solo Benvenuti al Sud sta scalzando La vita è bella di Benigni nella classifica degli incassi dei film italiani di tutti i tempi (oltre 28 milioni di euro) ma è anche la pellicola che sta facendo conoscere Castellabate a tutt’Italia. Castellabate, dove c’erano Bisio e Siani ora c’è un bar, eppure in migliaia vengono qui per vedere il fantomatico ufficio postale e respirarne l’atmosfera..

Arrivano pullman carichi di turisti da Napoli, dalla Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria.. Un successo, forse, o turismo mordi e fuggi? Il sindaco Costabile Maurano però non ha potuto godere del presunto successo perchè il suo uomo, Marco Rizzo, non ha vinto (le malinge dicono che lo stesso uscente lo ha aiutato, ma non troppo..come spesso succede nella stessa “famiglia” politica)  ed ora il sindaco è un altro, Costabile Spinelli.

“Il nuovo sindaco sta lavorando bene – dice Giulia -, per esempio il mare e le spiagge sono più curate..queste servono di più non solo per attirare i turisti ma farli anche rimanere..Vista la location del film (dove non c’è la posta ma un bar!) la speranza è che qualcuno possa rimanere per il mare e l’accoglienza turistica..”

Ma il Cilento non è solo mare, anzi. L’interno è interessante, andiamo a Mojo della Civitella per “Mojota”, la cittadina è piena di saltimbanchi, mangiafuoco, la bambina, Anna, si diverte e rimane, miracolosamente, sveglia fino a tardi. Ma la strada è lunga e la segnaletica scarna. Già le strade sono benedizione e maledizione di queste contrade. Le vie di collegamento sono un problema che si sta risolvendo con molta lentezza. Le “Vie Fantasma” , per esempio, i finanziamenti della provincia di Salerno, denunciati dal compianto sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ci sono stati, ma i soldi se li sono intascati i funzionari.. altro che strade, “Fantasma”, appunto..

Manca una dirigenza e i cilentani sono indolenti? Come accusa Cappuccio che a Serramezzana dirige un Festival del Teatro che qui ha risalto sui media. Lui è molto vicino al sindaco, dicono qui, è bravo, però… Ma ci vorrebbe un impulso nuovo..Il sociologo  Domenico De Masi per esempio? “De Masi era bravo, ma quando disse agli operatori lasciate perdere le strade perchè il Cilento è bello così incontaminato, aspro, gli davano tutti addosso.. Il Cilento lo devono gestire i cilentani..”