Stefano Di Battista in viaggio da Parker a woman´ s land

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Terzo appuntamento mercoledì 27 del Martucci Jazz Festival a Villa Guariglia con il quartetto dell’altista romano e gli Aura L Sculptures di Laura Winkler della Graz University of Music


Di Olga Chieffi 

Terzo appuntamento, domani sera, alle ore 21, con la sezione jazzistica de’ I “Concerti d’estate di Villa Guariglia” organizzati da Tonia Willburger,. E’ questo il secondo anno che il Conservatorio Statale di Musica di Salerno “G.Martucci”, sotto l’egida dell’AFAM, e grazie al programma Erasmus i concerti sono aperti dagli ensemble della massime scuole jazzistiche d’Europa. Mercoledì sarà di scena l’Austria con gli Aura: L Sculptures della Graz University of Music, formazione capitanata dalla vocalist Laura Winkler, con Adrian Kleinlosen al trombone, Benny Omerzell al pianoforte, Michael Ringer al contrabbasso e Valentin Schuster alla batteria i quali dopo il seminario che verrà tenuto in mattinata nell’auditorium di Villa Guariglia, proporranno intorno alle ore 21, il loro progetto groovy Nu jazz, ovvero l’uso dei soli e dell’improvvisazione quale motore creativo per nuovi ordini sonici, quale asse portante su cui si innestano tutte le correnti musicali attuali, come il downbeat, il lounging, la etnica, il future funk e la nu bossa, concretizzando quei nuovi panorami musicali che vengono definiti, appunto, nu jazz. Parentesi enologica con la presentazione del raffinato e profumato vini della Casa di Baal, di Montecorvino Rovella, a cura del presidente dell’Enoteca Provinciale di Salerno Ferdinando Cappuccio, affidata alle due figlie di Annibale Salerno, Francesca e Giusy, in rappresentanza dell’azienda che prende il nome dal padre, che a noi piace immaginare come il Dio Baal identificato dai Fenici come l’energia della vita, che dalla madre terra si sprigiona per alimentare l’essere natura; favorendo la fertilità dei campi, regolando le piogge e le falde freatiche, unitamente al Caulì, dell’ Azienda “O’ Cammariello” di Chiara Strianese  che coltiva un piccolo vigneto di Fiano, Falanghina e Biancolella, sincera espressione del territorio vietrese.

La ribalta di Villa Guariglia, sarà lasciata poi, ad una delle massime espressioni del jazz italiano, il sax contralto di Stefano Di Battista, che si presenterà in quartetto con Roberto Terenzi al pianoforte, Roberto Pistolesi alla batteria e Francesco Puglisi al contrabbasso, per accompagnarci in un viaggio musicale che parte dal suo Charlie Parker, sino ad un assaggio del suo ultimo lavoro dedicato alle grandi donne di ogni tempo. Un confronto aperto quello che Stefano Di Battista  instaura con la storia del jazz e i suoi protagonisti, in cui il sassofonista romano si mette infatti sulle tracce del leggendario Byrd e ne segue amorevolmente le orme. Tra assoli torrenziali e ritmi vertiginosi, funambolici fraseggi e lunghe cavate melodiche, si tratta di pagine complesse e affascinanti e memorabili, quali “Night in Tunisia” o “Donna Lee”,che raccontano di un jazz giocato tra pathos e sentimento, suonato con tecnica straordinaria e grande cuore; rimanendo sempre fedeli al linguaggio, ma soprattutto allo spirito libero con cui Parker viveva il jazz, sino ad arrivare ad oggi, per  rendere omaggio alle figure femminili, reali o letterarie, che si fossero distinte nel secolo scorso per affermazione di talento e lotta per il superamento degli steccati in cui la società maschile le aveva relegate, per regalarci un piccolo assaggio di Woman’s land. Le muse ispiratrici di Stefano Di Battista per questo progetto sono state molteplici: da Rita Levi Montalcini, a cui viene dedicata una bossa-nova con la collaborazione di Ivan Lins, a Coco Chanel, omaggiata con un brano a metà strada tra café chantant ed una ironica rilettura degli stilemi swing. Poi ci sono la boppistica “Ella” e la coltraniana dedica all’eroina dell’Ulisse di Joyce, Molly Bloom, e ancora  “Valentina Tereshkova”, robusta pagina di hard-bop che schizza la figura della storica astronauta sovietica, il tema scritto per  l’ominide preistorico Lucy, quello per Lara Croft, la prima eroina dei videogiochi, la melodia di Anna Magnani. Il leader conferma quella sua inconfondibile capacità di scrittura estremamente cantabile, sotto la quale si muovono sofisticazioni armoniche e salti cromatici, con quel modo disinvolto di spostarsi da un estremo all’altro del proprio registro strumentale, preservando però la voce suadente di un mainstream morbido e lussureggiante.

By olga.chieffi@virgilio.it