NEONATO SPARITO,PADRE: "DIRÒ TUTTA LA VERITÀ"

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ASCOLI PICENO -È morto o non è morto? Non è ancora chiara quale sia stata la sorte del piccolo Jason, il bimbo di due mesi e mezzo dell’ascolano scomparso da circa un mese, figlio del 30enne Denny Pruscino e della 24enne Katia Reginella, arrestati ieri dai carabinieri di Ascoli Piceno. E’ nato infatti un piccolo giallo intorno alla versione della scomparsa data dai due genitori, che hanno peraltro scelto di farsi difendere da due avvocati diversi. L’avvocato Felice Franchi, legale del papà, ha detto che il bambino «non è morto», riferendo delle risposte rese dal suo assistito durante l’udienza di convalida del gip di Ascoli Piceno Carlo Calvaresi. Secondo il legale, Pruscino avrebbe detto al gip Carlo Calvaresi di essere «convinto che il bambino sia vivo». Il padre di Jason ha infatti raccontato «di essere tornato a casa e di non aver più trovato il piccolo». E ha anche fornito indicazioni di luoghi e persone presso le quali ritiene che il figlio (da lui riconosciuto) sia stato trasferito. «Tutte affermazioni – ha sottolineato l’avv. Felice Franchi – che andranno verificate». Katia però, la mamma del piccolo Jason, ha confermato la sua versione originaria, ossia che il bimbo è scivolato dal letto mentre gli stava cambiando il pannolino. Jason, sempre secondo quello che sostiene la madre, che in quel momento era a casa da sola, sarebbe morto subito. In seguito si sarebbe sbarazzata del corpicino. All’invito del suo legale, l’avv . Francesco Ciabattoni, di ripensare alle sue dichiarazioni, la donna ha insistito nella sua versione. GIP: MORTE PER MALTRATTAMENTI O ABBANDONO Abbandono di persona minore o incapace e maltrattamenti in famiglia che abbiano avuto come conseguenza la morte, nonchè occultamento di cadavere in concorso. Sono i reati indicati nel capo di imputazione per Katia Reginella e Denny Pruscino, i genitori del piccolo Jason di due mesi e mezzo, scomparso «tra il 20 giugno e il 20 luglio 2011». L’ordinanza del gip Carlo Calvaresi che oggi ha convalidato il fermo dei due e ha disposto la custodia cautelare in carcere fa riferimento agli articoli del codice penale n. 110 (concorso), n. 591 terzo comma (abbandono di persona minore o incapace aggravato dalla morte), 572 (maltrattamenti in famiglia, anche in questo caso aggravati dalla morte) e inoltre l’art. 412 (occultamento di cadavere) e n. 61 (un’altra aggravante costituita dal fatto di avere agito per occultare un altro reato). I due in sostanza sono accusati di avere, in concorso tra loro, maltrattato ovvero abbandonato il piccolo Jason, cagionandone la morte, un fatto che il giudice fissa al 20 giugno 2011. Inoltre i due sono accusati di aver occultato il cadavere lungo la strada provinciale tra Ascoli Piceno e Valle Castellana, al fine di procurarsi l’immunità.( PADRE: DIRO’ VERITA’ «Voglio dire la verità, tutto quello che so». Così Denny Pruscino, operaio trentenne e padre del piccolo Jason – secondo quanto riferisce il suo legale, l’avv. Felice Franchi – ha cominciato a rispondere alle domande del gip Carlo Calvaresi durante l’udienza di convalida del fermo suo e della moglie Katia Reginella, per la scomparsa del loro figlioletto di due mesi e mezzo, di cui non si hanno notizie da un mese. In realtà Pruscino ha fornito varie versioni sull’accaduto: dalla prima insieme alla moglie – «l’abbiamo nascosto perchè non ce lo togliessero» -, all’ammissione di averlo trovato morto «disteso sul letto» al ritorno a casa dal lavoro fino a quella di oggi: secondo lui Jason è vivo, anzi ne è talmente convinto da avere fornito indicazioni ed elementi per rintracciarlo, su cui ha immediatamente cominciato a lavorare, nel più stretto riserbo, il sostituto procuratore Carmine Pirozzoli. Durante l’interrogatorio, Pruscino ha anche ammesso di non essere il padre biologico del bambino (nato da una relazione di Katia Reginella con un ragazzo di qualche anno più giovane, ndr.). «Non è figlio mio – ha detto -, ma è come se lo fosse». E ha dato anche una spiegazione sulle frasi intercettate tra marito e moglie in cui si parla di una possibile fuga o allontanamento di Katia: «speravo che lei partisse per andare da Jason». Il quale per altro, allattato artificialmente, non avrebbe comunque bisogno della presenza costante della madre. Pruscino, secondo il suo legale, «è una persona lucida che lavora e che non ha problemi di droga o alcol». le sue dichirazioni di oggi, «senza creare false illusioni», aprono uno spiraglio. «La speranza di tutti è che il bimbo sia ritrovato». GIP CONVALIDA ARRESTO Il gip di Ascoli Piceno Carlo Calvaresi ha convalidato l’arresto di Katia Reginella e Denny Pruscino, i genitori del piccolo Jason, il bimbo di due mesi e mezzo scomparso a Folignano. Il gip ha anche confermato la custodia cautelare in carcere per entrambi. INDAGINI ALL’ESTERO Si allargano all’estero, con tutta probabilità alla Svizzera, le indagini dei carabinieri per la scomparsa del piccolo Jason, due mesi e mezzo, per la quale sono in stato di fermo i genitori Denny Prusciano e Katia Reginella, abruzzesi, ma residenti a Folignano (Ascoli Piceno). Le ipotesi di reato vanno dall’abbandono di minore con possibile morte del bambino all’omicidio a seguito di maltrattamenti, e occultamento di cadavere. Quando è stata fermata, a casa dei suoi a Nereto (Teramo) la madre aveva una valigia e in Svizzera vive un fratellastro. Intanto sono riprese stamane le ricerche nei boschi presso Casteltrosino, dove la donna ha raccontato di avere gettato il corpicino del bimbo, che – nella sua versione – sarebbe morto in seguito ad un incidente domestico. Sempre oggi è prevista l’udienza di convalida dei fermi da parte del gip Carlo Calvaresi. I carabinieri continuano a sperare di trovare il piccolo vivo. LEGALI DIVERSI PER MARITO E MOGLIE Si «sdoppia» la difesa di Katia Reginella e Denny Pruscino, la coppia di origini abruzzesi, ma residente a Folignano (Ascoli Piceno), nella frazione di Piane di Morro, fermata per la scomparsa del figlioletto di due mesi e mezzo Jason, di cui non si hanno notizie da circa un mese. La donna continua ad essere seguita dall’avv. Francesco Ciabattoni, che l’ha assistita anche nell’udienza di convalida di oggi, mentre l’uomo è ora difeso dall’avv. Felice Franchi. Si tratta forse del segnale che i due, descritti come «totalmente affiatati» dai carabinieri che conducono l’inchiesta, seguiranno due diverse linee difensive. Davanti al gip Carlo Calvaresi, la venticinquenne ha ribadito la sua versione dei fatti: il piccolo Jason è morto a causa di un incidente domestico, dopo esserle scivolato dalle braccia durante una caduta della stessa madre in casa. A quel punto, sempre nella sua ricostruzione, lei avrebbe preso in braccio il corpicino e lo avrebbe portato fino a Casteltrosino, abbandonandolo sul ciglio della strada vicino ad un bosco. Il marito sarebbe venuto a conoscenza dell’accaduto solo successivamente. L’avv. Francesco Ciabattoni ha oggi smentito una frase che sarebbe stata intercettata e riportata dagli organi di informazione: «finalmente ce ne siamo sbarazzati. Siamo due menti criminali». «Non c’è niente del genere agli atti – ha insistito – qui siamo ancora nell’ambito dell’umano, non parliamo di animali». E interrogata dal gip Katia Reginella ha ricordato anche il suo passato difficile: una violenza sessuale subita a 9 anni in ambito familiare, l’affidamento ad un istituto, il rapporto con Denny Pruscino, l’unico a darle un’apparente stabilità. Solo apparente però, perchè nella storia ci sono altri due figli, di tre e cinque anni, diventati disabili in seguito ad incidenti domestici e tolti ai genitori. E lo stesso Jason non sarebbe figlio biologico di Denny, che però lo ha riconosciuto e successivamente ha sposato Katia, il 20 giungo scorso, circa una settimana prima del fantomatico incidente. L’udienza di convalida prosegue per Pruscino. La decisione del gip si conoscerà in giornata. FERMATI I GENITORI Più passano le ore più resta accesa una fiammella di speranza di ritrovare vivo il piccolo Jason, di appena due mesi e mezzo. Partorito il 9 maggio scorso da una donna di 24 anni, Katia Reginella, abruzzese residente a Folignano (Ascoli Piceno) che ieri «pallida e stremata» secondo il suo legale, avv. Francesco Ciabattoni, «determinata ma non completamente presente a se stessa», secondo chi ne ha seguito l’interrogatorio ha ammesso con i carabinieri di Ascoli che il bimbo è morto a seguito di una caduta accidentale. Ora è in carcere, in stato di fermo, con il marito Denny Pruscino, un operaio di 30 anni. La donna ha detto che il piccolo le è scivolato di mano, che ha tentato di rianimarlo, ma inutilmente. Allora ha preso il corpicino ed è andata a seppellirlo distante dal luogo in cui abita, sotto un albero in una bosco a Catel Trosino. Ma le ricerche non hanno dato ancora alcun esito. Inquietanti però le frasi captate da una ‘pulcè piazzata nell’auto della coppia: «Finalmente ce ne siamo sbarazzati, siamo davvero due menti criminali». La donna, poi, avrebbe aggiunto: «Adesso io scrivo una lettera in cui fingo di ammazzarmi e invece scappo in Svizzera». E in effetti, quando è stata fermata, la donna aveva con sè una valigia: in Svizzera vive un fratellastro. Del piccolo non si avevano notizie da alcuni giorni. Per questo erano scattate le ricerche, anche perchè quella di Katia e Denny è considerata una famiglia problematica, difficile. I due si sono sposati il 26 giugno scorso, poco dopo la nascita di Jason, che però non è il loro primo figlio. La coppia ne ha avuti altri due: una femminuccia che ora ha 3 anni e un bambino di 5, entrambi sottratti alla patria potestà dei genitori dal Tribunale dei minori di Ancona che proprio ieri aveva preso la stessa decisione per il terzogenito. Il fratello maggiore è rimasto praticamente invalido dopo essere scivolato nella vasca mentre la mamma gli faceva il bagnetto, questa la versione della donna; la bambina sarebbe nata con un problema congenito (una stenosi ipertrofica del piloro) che in pratica le impediva di mangiare. La bimba era denutrita e per questo, per il legale, era stata portata dai genitori da diversi pediatri e specialisti nutrizionisti. Era stata poi operata nell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona e successivamente anch’essa tolta ai genitori poichè ritenuti non in grado di crescerla. Sulla vicenda erano state aperte due inchieste, archiviate su richiesta dello stesso pm perchè non erano emerse responsabilità a carico della coppia. Per il più piccolino, i genitori si erano premurati di trovare un pediatra perchè il bimbo aveva l’ittero. Un comportamento adeguato, che non lasciava presagire il dramma che si sta consumando ora. Il bimbo piangeva, ricorda ora un vicino, poi, all’improvviso, il silenzio. «Se sono state ravvisate situazioni di fragilità in questa famiglia – dice adesso Ciabattoni – mi domando perchè non le sia stato assicurato un sostegno immediato dopo la nascita del bambino. È mancata una situazione di collegamento e di solidarietà». Ma il sindaco di Folignano Angelo Flaiani non ci sta, e dice che i servizi sociali si sono attivati subito (il 19 maggio), avvisando le autorità competenti, come pure il consultorio. Poche ore prima di finire in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, abbandono di minore e occultamento di cadavere, i genitori del piccolo avevano assicurato al loro avvocato che il bambino stava bene, e che lo avrebbero mostrato solo quando avessero avuto la certezza che non sarebbe stato tolto loro anche lui. Poi la situazione è precipitata. Il pm Carmine Pirozzoli ha disposto il fermo, e ora il gip deve convalidare l’arresto. La speranza è che i due parlino, dicano dov’è finito davvero il bambino. Magari lo hanno affidato o venduto, questo almeno si spera, come se fosse un piccolo pacco.

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