Schianto con attore di Un Posto al Sole Raffaello gravissimo, lotta con la morte

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NAPOLI – «Da due giorni non vivo più. Ho sempre davanti agli occhi quei terribili, tragici, istanti e nelle orecchie sento ancora il rumore dell’impatto tra la sua moto e la mia auto. Quando l’ho visto non ho capito subito che si trattava proprio di Raffaello». A parlare è Ciro Capano , l’uomo che sabato notte era alla guida della Hyundai Coupe che si è scontrata, in via Nuova Poggioreale, con la moto, sui cui viaggiava il cantante neomelodico Raffaello. Ciro e Raffaello si conoscevano già. L’ambiente artistico, frequentato da entrambi i protagonisti del terribile incidente, anche se in ambiti diversi, aveva favorito tempo fa la conoscenza, seppur superficiale, di Raffaele Migliaccio, 24 anni in arte Raffaello e Ciro Capano 51 anni, napoletano, attore di teatro e di cinema, molto noto e non solo a Napoli. Nel suo curriculum infatti spiccano partecipazioni a film di grandi registi: da Marco Risi a Corsicato, da Squitieri a Scola, da Vanzina a Neri Parenti, da Martone a Liliana Cavani e a Christian De Sica. Dopo un debutto negli anni ’70 con la sceneggiata di Mario Merola e il teatro dei fratelli Maggio, Ciro Capano è stato interprete di numerose fiction. Neo acquisto della notissima soap napoletana «Un posto al sole» per la quale ha di recente firmato un contratto di un anno, Capano è da poco entrato a far parte anche del cast della serie televisiva ispirata al clan dei Casalesi intitolata «Il clan dei camorristi» e prodotta dalla Taodue per Mediaset, di cui ieri sono iniziate le riprese a Roma. Tra i suoi tanti impegni anche il teatro con Sal da Vinci. Raffaello (che 15 giorni fa fu arrestato e poi rilasciato), è ancora ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale Loreto Mare. Dopo l’asportazione della milza gli è stata indotta una sedazione farmacologica. Il cantante è stato anche sottoposto a numerosi accertamenti medici, tra cui una Tac che ha confermato la pericolosità del trauma toracico riportato e i prelievi per effettuare le analisi obbligatorie, previste dal Codice della strada dopo un incidente stradale, per stabilire l’eventuale assunzione di alcol o sostanza stupefacenti. Gli inquirenti hanno sentito anche numerosi testimoni, sia automobilisti che transitavano in quel momento (nello scontro è rimasta parzialmente coinvolta un’Audi A3, ferma al semaforo, colpita da un pezzo di metallo staccatosi durante impatto), sia residenti di via Monfalcone, scesi in strada sabato notte, subito dopo il violentissimo impatto tra la Hyundai Coupe dell’attore e lo scooter del cantante, che ha generato un vero e proprio boato. «Sembrava come se un missile mi fosse entrato nell’auto. È un miracolo se siamo ancora vivi entrambi e nessun altro sia rimasto ferito» dice ancora sotto choc Ciro Capano, che ricostruisce mentalmente le fasi, immediatamente precedenti il violento scontro. «Io ero stato a cantare a Villa Letizia a Barra. Un impegno che per Sant’Anna onoro già da tre anni. Alle 23,30 mi sono avviato verso casa. Allo svicolo con la tangenziale ho salutato una coppia di amici che, dopo la serata trascorsa insieme tornavano a bordo della loro auto a casa e ho guidato fino a che sono arrivato all’incrocio tra via Nuova Poggioreale e via Caramanico dove ho atteso l’accensione del semaforo verde. È stato un attimo – ricorda l’attore – stavo per immettermi nella carreggiata cheporta a casa mia quando ho sentito un botto violentissimo». Secondo una prima ricostruzione pare che la moto di Raffaello, sia giunta a gran velocità dalla zona del cimitero, percorrendo la corsia preferenziale. L’urto ha generato un testacoda dell’auto che ha sfondato la ringhiera della fermata del tram, terminando la sua corsa contro la saracinesca di un edificio, mentre la moto si è schiantata sul marciapiedi a poca distanza da un chioschetto di bibite. «Mi ha salvato l’air bag – aggiunge Ciro – e la mia fede in Dio. Ho chiamato subito il 118 e sono rimasto vicino a Raffaello finché non è arrivata l’ambulanza. Questa mattina (ieri per chi legge, n.d.r.) sono stato in ospedale e ho incontrato Pina e Salvatore, i genitori di Raffaello. Sono delle persone splendide, di un’umanità e una sensibilità rare. Il papà mi ha stretto forte la mano, comprensivo anche se ancora dilaniato dall’ansia per la sorte del figlio. I medici hanno detto che, seppur lentamente, da segni di miglioramento. Sto pregando per lui e so che ce la farà. Appena le sue condizioni lo consentiranno – conclude l’attore – andrò a trovarlo per dargli coraggio e dirgli che è stato davvero un miracolo se siamo ancora vivi».

IL MATTINO di AnnaMaria Asprone