LA COSTA DI AMALFI: FRUTTO D´AMORE TRA MONTAGNA E MARE

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Una ventina d’anni fa, o giù di lì, i Fratelli DE LUCA diedero alle stampe una antologia di gradevole e coinvolgente lettura dal titolo accattivante “AMALFI:PAGINE BELLE” a cura del collega, colto e sensibile, Sigismondo Nastri. L’origine degli editori e del curatore portò a privilegiare Amalfi, che, oltretutto, disponeva e dispone di ampio e ricco materiale da antologizzare. Da allora, però, è calato sulla produzione letteraria della città un silenzio tanto inspiegabile quanto assordante. Eppure se c’è una misura di giudizio, una cifra da esaltare per Amalfi  questa è di sicuro la “bellezza”, sopratutto quella , segreta e pudica,che solo la poesia sa cogliere Vale per Amalfi, ma anche per gli altri paesi della costa, i quali, al contrario della città/capoluogo hanno dato prova del culto della bellezza della cultura i generale e della poesia in particolare. Maggiore sensibilità al tema ha mostrato Positano, che  ha dato vita ad un Premio di Poesia “I moti dell’anima”, educando le nuove generazioni alle emozioni del bello. Lo ha fatto Maiori con valide iniziative e pubblicazioni sul tema. Si appresta a farlo Minori, la cui Proloco ha in cantiere una antologia “Minori in poesia”: Ravello esalta emozioni e bellezza sull’onda della musica. Solo Amalfi sembra essersi inaridita nel culto  del dio tarì più che della cultura, della poesia e, quindi, della bellezza, sottovalutando il contributo dell’arte, nella prismaticità della sua articolazione, anche nella promozione del turismo di qualità, che, ha anche una sua notevole forza di monetizzazione.

 

Forse anche per questo si registra un rifiorire di “guide” che puntano su percorsi gastronomici e/o d’ambiente finalizzati al commercio dei prodotti tipici,mentre non ce n’è una  che consigli percorsi sull’onda dell’emozione della parola poetica e letteraria. Anni fa era vivo e vitale un gruppo teatrale (ricordo un bravo Nicola Castello in coppia con Maria Fronda) che coltivava e spettacolarizzava la buona letteratura e la poesia. Oggi a Maiori opera Costantino Amatruda, dotato di grande sensibilità e capace di selezionare testi poetici validi e teatralizzarli. Spero che trasmigri presto da Maiori ad invasione di tutta la costiera.

 

A quanti amano la forza della poesia, che alita nell’anima del territorio, sottopongo la lettura di questo mio testo nella speranza di scatenare emozioni.

 

 LA COSTA D’AMALFI

 

La pietra grigia a sagomare l’orso

 

apre orizzonti a scialo di paesi

 

con case ardite a margine di mare

 

alla sfida di rocce a catapulta.

 

Maiori bella a vanto di palmizi

 

dilunga il suo costrutto alla collina

 

a contendere gloria di campagna

 

a Tramonti superba di casali,

 

di valichi, di torri e di conventi

 

a custodia gelosa di sapori

 

frutto sapiente di mestieri antichi.

 

Minori espone al rosso del tramonto

 

festoni di terrazze di agrumeti

 

a corona di case a girotondo

 

sul fiume pigro che cortese accolse

 

ville sontuose di romani colti.

 

La storia della nobile Ravello

 

si rincorre tra bifore di torri

 

campanili palazzi chiese e piazze

 

con decori di lapidi e fontane.

 

Dalle balze di Scala e di Pontone

 

ruina nella Valle del Dragone

 

e del Canneto ricca di mulini

 

di Fra Gerardo Sasso la memoria.

 

E dalla tolda della Maddalena

 

Atrani vara case, chiese e grotte.

 

Capodicroce a veglia degli affetti,

 

a sigillo di arcate a luci fioche

 

tende la mano al grappolo di case

 

Vagliendola sublime ad abbracciare

 

a dominio di Amalfi che trionfa

 

fasti antichi ed illustri ad evocare.

 

Conca s’accende al verde di smeraldo

 

a capricci di grotte e di fondali.

 

Furore spegne l’eco alla risacca

 

che gorgoglia a triangolo di fiordo.

 

Anticipa splendore a Positano

 

di Praiano ridente la collina.

 

 

 

Giuseppe Liuccio

 

g.liuccio@alice.it 

 

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