Diversamente affabile Lezione di storia con sedia a rotelle

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MILANO, – Fiamma Satta, insieme con Fabio Visca, conduce da anni una trasmissione di punta di RadioRai, Fabio&Fiamma, la “posta del cuore di Radio2”. Fiamma, che da alcuni mesi scrive interventi sulla Gazzetta dello Sport, debutta anche su Gazzetta.it con “Diversamente affabile”, la rubrica di Fiamma che affronta con un pizzico d’ironia il tema della disabilità. Ecco come Fiamma ha spiegato la sua scelta. Perché “Diversamente affabile” su La Gazzetta dello Sport? Non passa giorno in cui, portando in giro la mia sclerosi multipla e i relativi problemi di deambulazione, non certifichi sulla mia pelle quanto la gente sia irrispettosa, indifferente, a volte aggressiva con i diversamente abili. Rendere noti, senza vittimismo ma con un pizzico di ironia, episodi di ordinaria inciviltà servirebbe forse a far scoprire quanto una piccola, a volte inconsapevole, mancanza di rispetto possa provocare disagi enormi. La Gazzetta, oltre ad essere un giornale diffusissimo, ha sempre avuto grande attenzione verso la disabilità (chi può dimenticare Cannavò?) e dentro il suo grande cuore rosa io mi sento a casa. Lezione di storia con sedia a rotelle Quella Lezione di storia all’Auditorium di Roma mi interessava. E sono andata. Con grande fatica, visto che, per chi ha problemi di deambulazione come me, l’Auditorium non è l’ideale, con gli scarsi ascensori, una gran quantità di scale e lunghi percorsi da fare a piedi, per non parlare dell’irraggiungibilità dei bagni. Così ho arrancato fino alla platea e quando la Lezione è finita, ho di nuovo percorso il corridoio appoggiandomi al muro, fermandomi due o tre volte per la fatica; sono scesa per la scalinata con un incedere ben diverso da quello di un’indossatrice. Arrivata stremata, ho chiesto a un addetto l’assistenza (traduzione: sedia a rotelle). Risposta: “È prevista solo per determinati eventi, le Lezioni di storia non sono fra questi”. Ma quando li ho guardati con occhi di fuoco, hanno tirato magicamente fuori dal “cilindro” una sedia a rotelle su cui mi hanno portato fino all’uscita. Avrei dovuto esigerla anche all’entrata, ma che posso farci? Tendo a sottovalutare la mia sclerosi multipla e a sopravvalutare l’intelligenza di architetti e organizzatori.