BIOTESTAMENTO, OK CAMERA. BEPPINO ENGLARO: "LEGGE PER VENDICARSI DI ELUANA"

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ROMA – Beppino Englaro non ci sta e usa parole dure contro l’approvazione della legge sul biotestamento, che ieri ha visto l’approvazione dell’aula della Camera. In un’intervista a Repubblica, il papà di Eluana ha definito la legge un «provvedimento da stato etico: loro decidono quello che è giusto o sbagliato per me». «Io come tutti i cittadini con questa legge diventiamo vittima dei conflitti di potere, vittime sacrificali di una vendetta contro la magistratura che ha avuto l’unica colpa di rispondere alle nostre domande citando la Costituzione e la convenzione di Oviedo. Che ha sottolineato come le decisioni non vanno prese al posto o per conto del malato», afferma Beppino, che aggiunge: «Spero che tutti lascino scritte le loro volontà e che questa legge venga impugnata, che alla fine venga riconosciuto a tutti il diritto a decidere sulla propria salute e vita». ROCCELLA: SANCITA ALLEANZA MEDICO-PAZIENTE «Questa legge ha tre punti centrali: il consenso informato, l’alleanza terapeutica medico-paziente, e la dichiarazione anticipata di trattamento. Non è un testamento biologico. Questo no». È quanto afferma alla Stampa il sottosegretraio alla Salute Eugenia Roccella commentando l’approvazione alla Camera del testo di legge sul fine vita. Alla domanda su a che cosa servano le dichiarazioni anticipate di trattamento, introdotte con il provvedimento, se non sono vincolanti per il medico, Roccella replica: «Se una persona è perfettamente lucida e informata e chiede determinati trattamenti al medico, questo non è tenuto a seguire pedissequamente queste indicazioni. Un medico agisce secondo scienza e coscienza e nessuno può imporgli niente». In caso di dispute inoltre, «il fiduciario può decidere di cambiare medico» aggiunge Roccella respingendo l’ipotesi che con la legge si rischia un eccesso di dispute e ricorsi. «Il parere del paziente conta e conta tantissimo – sottolinea poi il sottosegretario – ma la verità è che si vorrebbe il diritto a morire pagato dal servizio sanitario nazionale». Sull’ipotesi referendum promossa da Ignazio Marino, il sottosegretario invita «a non fidarsi troppo dei sondaggi visto come è andata a finire sulla legge 40 sulla fecondazione assistita». APPROVATO ALLA CAMERA Alla fine è stato approvato. Con una settantina di voti di scarto (278 i sì, 205 i contrari, 7 astensioni) il disegno di legge sul testamento biologico ha avuto il tanto atteso via libera della Camera, modificato nel suo impianto che lascia, in sostanza, l’ultima parola sul fine vita al medico. Una legge «saggia ed equilibrata» secondo il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, e che «riafferma il primato del Parlamento rispetto ai provvedimenti creativi della magistratura», come ha sottolineato anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che tanto si è speso in favore del provvedimento. Una legge al contrario tacciata come inutile dalle opposizioni, visto che, con tutti i nuovi limiti introdotti con le correzioni in Aula, di fatto le Dat saranno «vietate», come ha sottolineato la presidente dei democratici Rosy Bindi, e daranno il via a infiniti ricorsi alla magistratura. Dopo due anni di lavoro in commissione, infatti, il testo è stato modificato di nuovo in Aula, tra le proteste delle opposizioni che hanno ribadito fino alla fine il ‘no’ a un testo «oscurantista» che «di fatto toglie la libertà di decidere ai cittadini», che è solo «una vendetta dopo il caso di Eluana Englaro». Il nuovo testo, che ora dovrà tornare in terza lettura al Senato, prevede, tra le altre cose, il divieto di eutanasia, niente stop a idratazione e nutrizione se non per i malati terminali nei quali non siano più efficaci o addirittura dannose. E niente vincoli per il medico che non dovrà nemmeno più confrontarsi, in caso di controversia con il fiduciario, con un collegio di medici istituito ad hoc. Il cittadino che scrive la sua dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), peraltro, potrà solamente indicare i trattamenti che non vuole ricevere mentre le Dat stesse entreranno in gioco solo quando sarà accertata l’assenza di attività cerebrale. Proprio questa modifica, introdotta ‘fuori saccò dal relatore, ha fatto dire nei giorni scorsi al segretario del Pd che così si lasciano liberi i cittadini dalle macchine «solo da morti». Ma a nulla sono serviti gli appelli alla riflessione, alla «pietà e al senso di umanità », a «fermarsi». Forte di un consenso sempre molto ampio grazie al sostegno mai mancato dell’Udc, (in media un centinaio di voti di scarto nonostante i numerosi voti segreti) dopo innumerevoli rinvii, e polemiche, la maggioranza ha potuto procedere spedita nelle votazioni (un centinaio i voti solo oggi) dimostrando che la legge, come ha ribadito Roccella, «è largamente condivisa». E in effetti, nonostante qualche sporadico voto di coscienza (come quello di Calderisi) la maggioranza ha tenuto compatta, dando via libera alla legga, ha osservato ancora Sacconi «con ampio consenso nel segno di quella laicità adulta che si ancora ai valori della tradizione nazionale». Mentre il tema ha diviso le opposizioni al loro interno, in particolare il Pd, dove le spaccature sono state abbastanza evidenti fino all’ultimo voto, quando 14 deputati, in testa Pierluigi Castagnetti, hanno optato per non votare. Intanto fuori da Montecitorio il senatore del Pd, Ignazio Marino, annuncia che se il testo sarà approvato in via definitiva «consentendo al medico di sospendere le terapie quando il paziente è morto» partirà subito una raccolta di firme per un referendum abrogativo, certo di «un consenso plebiscitario ancora più chiaro di quello sull’acqua o sul nucleare». COME CAMBIA LA LEGGE Dopo un iter di oltre due anni, la Camera ha approvato il disegno di legge sul testamento biologico, che ha avuto il primo via libera del Senato il 26 marzo 2009. Tra le modifiche principali rispetto al provvedimento uscito da Palazzo Madama, dove adesso il testo dovrà tornare in terza lettura, quella che prevede la sospensione solo in casi eccezionali e solo per i malati terminali di nutrizione e idratazione artificiale, limiti più stretti sul momento in cui si attiva la dichiarazione anticipata di trattamento, nella quale, tra l’altro, si potranno indicare «orientamenti» e non più volontà rispetto ai soli trattamenti che si desidera attivare e non anche che si vogliono rifiutare. È stato confermato, poi, il no all’eutanasia e il carattere non vincolante delle Dat. Scompare invece il collegio di medici chiamato a intervenire, in forma sempre non vincolante, in caso di controversia tra fiduciario e medico curante. Ecco in sintesi il contenuto del testo che prende il nome di ‘Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento’, 8 articoli, e non più 9, perchè è stato soppresso l’intero articolo 8, che prevedeva il via libera del giudice tutelare in caso di divergenza tra familiari (in assenza del fiduciario) e medico curante: – NUTRIZIONE: L’alimentazione e l’idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), ma potranno essere sospese in casi eccezionali, quando il paziente «in stato terminale» non è più in grado di assimilarle e quando «le medesime risultino non più efficaci» – PLATEA: La legge non è rivolta solo ai pazienti in stato vegetativo, ma anche appunto ai malati terminali. La Dat però assumerà valore solo nel momento in cui ci sarà «accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale» – SOLO DAT: sarà valida solo la Dat espressa nelle forme previste dalla legge (con un registro telematico nazionale con un unico archivio, di cui sarà titolare il ministero della Salute). Escluse altre dichiarazioni che non potranno essere utilizzate per ricostruire le volontà della persona. Nelle Dat si potranno indicare solo i trattamenti che si desidera attivare (fatti salvi quelli sproporzionati o sperimentali cui ancora si può dire no) – LEA: Ai pazienti in stato vegetativo sarà garantita «l’assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare» prevedendola tra i livelli essenziali di assistenza – FIDUCIARIO: In assenza della nomina di un fiduciario, la Dat prevede che i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari (a partire dai genitori, ndr) indicati dal Codice Civile – MEDICO: Le volontà espresse dal paziente nelle Dat rimangono non vincolanti per il medico curante.

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