La magia di Nino Rota strega Villa Guariglia

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Grande successo per la prima de’ “Lo scoiattolo in gamba” prodotto dal conservatorio “G.Martucci” di Salerno. Assolute rivelazioni il soprano Carla Esposito e il baritono Biagio Pizzuti. Plauso agli strumentini e alle percussioni dell’orchestra diretta da Massimiliano Carlini

 

 

 

Di Olga Chieffi

 

Inaugurazione dal finissimo perlage, quella della XIV edizione dei “Concerti d’Estate a Villa Guariglia”, venerdì sera, con il vernissage della mostra curata da Enrico de Nicola, Lucia Avigliano e Anna Rita Fasano, dedicata all’iconografia dell’Abbazia Benedettina della Ss.ma Trinità, nelle raccolte dell’ambasciatore Raffaele Guariglia, tra Cava, Vietri e Cetara. Il taglio del nastro, che ha visto protagonista l’abate Giordano Rota, unitamente al Sindaco della cittadina ospite, Francesco Benincasa, ci ha introdotto in spazi, in cui da sempre si indica come uscita di sicurezza per l’umanità la “cura” del proprio essere, l’arte quale viatico unico per salvarci dall’erosione del tempo e dell’indifferenza, umanizzando le occasionali emozioni. Non v’è infatti “fenomeno”, ovvero “vissuto”, emozionale e non, che non sia tale perché è sentito come “mio”, proprio di un sé, e lo abbiamo toccato con mano nelle opere in esposizione e udito nell’esecuzione della favola di Eduardo De Filippo “Lo scoiattolo in gamba”, musicata da Nino Rota. Geniale la partitura del compositore milanese, proposta dall’orchestra e coro del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, diretti da Massimiliano Carlini, capace di caratterizzare da subito il tono e il ritmo della vicenda, con la sua cellula musicale incalzante, affidato al suono penetrante dell’ oboe, (un convincente Michele Franza), sbarazzino e un po’ monello che accompagna il verso e i lamenti del piccolo roditore. Vi è poi un altro segno musicale che accompagna tutta l’opera ed è quello che sostiene lo slogan dello scoiattolo “Sono in gamba!”, lanciato dall’educatissima voce del soprano Carla Esposito, gemma del magistero canoro di Chiara Artiano. Il Re, un convincente Biagio Pizzuti, allievo di Danilo Serraiocco, e il suo corteggio capeggiato dal ciambellano (un ancora troppo acerbo Antonio Cappetta) è, a sua volta, accompagnato e caratterizzato da una marcia e canta arie sopra scansioni ritmiche che richiamano il valzer lento, e lo pongono, anche musicalmente, quale  rappresentante della tradizione, del mondo impuro degli adulti. Il coro degli invitati alterna un’aria che ne caratterizza l’esotica provenienza, allo sviluppo pieno della marcia reale, per terminare con un dialogo concertato (aria, valzer, marcia) dove il Re descrive ai convitati la settimana di sua invenzione, nella quale si fa festa tutti i giorni. La pagina più sconvolgente dell’ intera opera è costituita dalla seconda scena, dove lo scoiattolo si lancia nella descrizione del pranzo reale sul ritmo di uno scatenato boogie-tarantella, che ha salutato in scena anche il regista, il noto baritono-basso Filippo Morace, in forza al nostro conservatorio, scatenato e dileggiato sguattero in cucina. In uno sfavillio di colori offerti dalle scene ed i costumi dell’Accademia di Santa Cecilia, gli allievi cantanti hanno fatto dimenticare il piccolo spazio offerto dal palco dei concerti d’estate, cimentandosi in un progetto che Filippo Morace gli ha  inappuntabilmente cucito addosso. Contenuta l’orchestra, anche se rinforzata da diversi ex-allievi della nostra istituzione, in particolare tra gli archi, scuola che nonostante qualche giovane promessa, langue da, ormai, quasi un trentennio, mentre sugli scudi gli “strumentini”, con i flauti Simone Mingo e Pasquale Occhinegro, diplomandi della classe di Domenico Giordano, e ancora l’oboe di Michele Franza, formato da Antonio Toriello, mentre il leggio dei corni ha visto la condivisione del M° Carlo Torlontano, con il suo allievo diplomatosi brillantemente appena “prima della prima”, Riziero Basile, unitamente alle percussioni, perfette in ogni contesto. Applausi calorosissimi e meritati dallo straboccante pubblico dei “Concerti d’Estate” e dal suo nutritissimo parterre, in cui abbiamo notato l’Assessore ai beni culturali della provincia di Salerno Salvatore Arena, l’Assessore al turismo del comune di Salerno Enzo Maraio, il sindaco di Vietri, Francesco Benincasa, il direttivo del conservatorio di Salerno, e diversi amici della rassegna da sempre, tra cui il  M° Giancappetti. Appuntamento al 13 luglio con l’inaugurazione della sezione jazz del cartellone, con il celebrato clarinetto di Gabriele Mirabassi.

 

by olga.chieffi@virgilio.it