Agerola e Gragnano incertezza per dipendenti SITA

0

Monti Lattari Collegamenti interrotti con la costiera amalfitana, disagi per pendolari e turisti e un senso di incertezza che regna sul futuro dei trasporti pubblici in tutta l’area dei Lattari. Prosegue a oltranza lo sciopero dei dipendenti Sita, che protestano contro i tagli decisi da Regione e azienda. A ottobre infatti, la Sita dovrebbe licenziare 50 dipendenti, mentre è prevista una ulteriore riduzione delle corse anche sul versante stabiese. «La situazione è diventata insostenibile – dice un autista della linea Castellammare–AGEROLA – decine di famiglie del comprensorio rischiano di finire sul lastrico e pertanto, fino a quando non avremo garanzie sul proprio futuro occupazionale, continueremo a scioperare». Intanto si mobilitano anche le istituzioni locali e le associazioni per consumatori. Ad AGEROLA, per esempio, il consiglio comunale ha espresso un voto di solidarietà ai lavoratori. «Abbiamo sollecitato l’assessorato regionale ai Trasporti a risolvere quanto prima il problema – afferma il sindaco Luca Mascolo – anche perché questa situazione sta creando notevoli disagi ai cittadini e anche ai turisti, che vedono privarsi dell’unico mezzo di trasporto pubblico per raggiungere le località balneari della costiera amalfitana». A Gragnano invece l’associazione per consumatori Dimensione Civica ha avviato una raccolta di firme contro i tagli. «Invieremo la petizione al governatore Caldoro – afferma Terenzio Morgone, responsabile dell’associazione – Lo sciopero degli autisti sta creando gravi disagi ai pendolari, ma in questo momento non possiamo che essere vicini ai lavoratori. A ogni modo, con il documento sottoscritto da migliaia di cittadini, chiediamo che non vengano tagliate le corse sulla tratta Napoli–Castellammare–Amalfi e che, soprattutto, non si proceda con i licenziamenti annunciati per ottobre». Morgone rivolge poi un appello a tutti i sindaci dei Lattari. «Se si vuole difendere sul serio il trasporto pubblico su gomma in questo territorio – continua – è necessaria l’approvazione del piano triennale sui trasporti da parte dei Comuni, i quali devono anche farsi carico economicamente delle corse a rischio».