Penisola Sorrentina, migranti: il prefetto ordina 120 posti. Sagristani: sensibili a problema, ma non abbiamo siti

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Stamattina c’è stato un incontro a Piano di Sorrento, afferente all’invito del prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ai sindaci della Penisola Sorrentina ad un adesione all’intesa Anci-Viminale, il protocollo istituito con il ministro Marco Minniti, che prevede l’adesione su base volontaria allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). I comuni interpellati si dicono disponibili a risolvere il problema nelle loro possibilità, ma mancano le strutture. Come ha ribadito il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani: “anche se sensibili al problema, non abbiamo i siti per ospitare”.

L’emergenza migranti intanto si fa incombente sull’area metropolitana di Napoli. L’Arcidiocesi Sorrento-Castellamare di Stabia prima ha dato indicazione ai sindaci di accogliere, ma non si vede ancora un sostegno materiale dalle autorità ecclesiastiche, che non hanno fornito ancora alcuna struttura per la causa. I profughi da ospitare in penisola intanto sono 240, da assegnare in maniera proporzionale ai comuni di Sorrento, Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense, ma qualora questi comuni decidessero di voler aderire, il suddetto protocollo prevede un dimezzamento delle quote, portando solo a 120 i richiedenti asilo. I sindaci sorrentini hanno più volte in passato espresso delle perplessità nel poter colmare tale bisogno con i propri immobili, motivando anche l’accoglienza dei migranti in direzione opposta alla vocazione turistica di questi territori. Il prefetto intanto sta valutando quali sono le reali possibilità dei comuni, compiendo anche verifiche sulle disponibilità immobiliari degli enti. Come spesso in Italia, se non si trova un accordo la prefettura dovrà indire un bando per individuare dei privati.

 

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1 COMMENTO

  1. Il clero sorrentino, capitanato dal Vescovo, predica bene ma razzola male. Chiese abbandonate o sotto utilizzate, locali utilizzati solo sporadicamente sono collegati a quasi tutte le Parrocchie … sarebbe opportuno realizzare mini appartamenti nei quali ospitare piccole famiglie di immigrati e/o minori non accompagnati per i quali impegnarsi non più per fantomatiche e multiple adozioni a distanza, ma per adozioni reali. Tanti anni fa un parroco di Meta, don Stefano, accolse dei ragazzi – conosciuti in paese come e pupilli di don Stefano – e li accompagnò in un impegnativo iter educativo e culturale, li aiutò per immetterli nel mondo del lavoro e per dare il via a nuove famiglie. Altri tempi!

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