MANOVRA, IL TESTO AL COLLE

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 ROMA – Il testo della manovra, a tre giorni dal varo da parte del consiglio dei ministri, è approdato questa mattina al Quirinale. Ancora novità al testo che ha subito limature fino all’ultimo momento e che comunque ancora non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Giallo sulle rinnovabili: la riduzione degli incentivi, con il conseguente alleggerimento delle bollette elettriche, figurava nel testo che questa mattina era stato trasmesso al Colle. Ma una seconda versione dell’articolo in questione, circolata nel tardo pomeriggio, risultava monca proprio di questa misura. Tra le novità ci sarebbe anche la possibilità di includere il Lodo Mondadori nella nuova norma sui risarcimenti. Una giornata dunque ancora convulsa con un testo che non sembra mai essere l’ultimo, tanto che anche al Quirinale, dopo la prima versione ne sarebbe arrivata una seconda. Prima di approdare in Gazzetta Ufficiale sarà comunque necessario attendere attendere almeno domani. «Ci vorrà tutto il tempo necessario per una attento e scrupoloso esame di tutti gli aspetti», affermano ambienti del Quirinale interrogati sui tempi. In ogni caso, la manovra è ora un testo di 39 articoli e due allegati. Un decreto corposo perchè ciascuno degli articoli è praticamente dedicato ad un settore e contiene a sua volta decine di misure.

Domani sarà il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a fare chiarezza sulla misure in una conferenza stampa; un incontro congiunto, come ha scritto il Tesoro, insieme ad altri quattro colleghi di governo: Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli, Paolo Romani e Renato Brunetta. Dal provvedimento spuntano i dettagli di nuove tasse: dal superbollo sulle supercar (10 euro per ogni kilowattora sopra i 225) alla tassa sulle comunicazioni relative ai conti titoli (bot compresi) che balza da poco più di 40 a 120 euro già quest’anno, per poi salire nel 2013 a 150 euro sotto i 50.000 euro di portafoglio investito e a 380 euro sopra questa soglia. Per i tagli, arrivano una serie di conferme, dalla stretta sulla rivalutazione degli assegni pensionistici al congelamento fino al 2014 per gli stipendi degli statali. E ancora giro di vite per ministeri ed enti locali. Proteste sono già state espresse dai sindacati. Anche la Cisl, meno dura in un primo tempo con le ipotesi sul tappeto, a partire dai tagli dei costi della politica, oggi ha sottolineato di non concordare su alcune misure contenute nella manovra, con particolare riferimento al blocco delle pensioni. A riguardo, il segretario generale Raffaele Bonanni, ha affermato come la questione «sia ingiusta» e ha annunciato: «Nelle prossime ore ci mobiliteremo come Cisl, sia a Roma, sotto il Parlamento, sia nei vari posti d’Italia, arriveremo a mobilitazioni dappertutto, sia per loro sia per il pubblico impiego». E invece la manovra di Tremonti incassa i primi «sì» a livello internazionale. L’adozione della manovra multi-annuale del governo italiano, ha detto il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari, è «positiva, poichè è in linea con le raccomandazioni, appena adottate, che chiedevano di prendere tutte le misure necessarie, senza ritardi, per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 e accelerare la riduzione del debito pubblico molto elevato». Plausi arrivano anche dall’Ocse: «Ora che il governo ha specificato i dettagli e gli strumenti, per arrivare all’equilibrio di bilancio, si dà più credibilità e fiducia ai mercati», ha commentato il segretario generale dell’Organizzazione di Parigi Angel Gurria.

Il testo al Quirinale

IL “SALVA-RISARCIMENTI” Nella Manovra messa a punto dal governo ‘spunta’ una norma che di fatto consentirebbe a Silvio Berlusconi di non pagare i 750 milioni di euro che deve alla Cir di De Benedetti, secondo quanto prevede la sentenza di primo grado del Tribunale di Milano sul lodo Mondadori. E, immediata, scoppia la polemica politica. Secondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani se la misura non venisse cancellata dal testo sarebbe «un insulto al Parlamento». Mentre per il leader dell’Idv Antonio Di Pietro si tratta di una norma «incostituzionale e criminogena». Pochi giorni prima che la Corte d’Appello di Milano si pronunci sulla vicenda (la sentenza di secondo grado è prevista per il fine settimana), il governo introduce all’ultimo momento una norma che modifica due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) con un unico obiettivo: obbligare il giudice d’appello a sospendere l’esecuzione di una sentenza se la condanna supera i 20 milioni di euro (10 se è in primo grado) e se la parte che deve pagare presta «idonea» cauzione. Il magistrato dovrà prendere tale decisione se la parte interessata ne farà richiesta. Le opposizioni attaccano a testa bassa e si rivolgono ad Angelino Alfano, stavolta non solo in veste di Guardasigilli, ma anche di neo-segretario del Pdl. A lui chiedono di cancellare quella che i più tornano a battezzare «l’ennesima legge ad personam». E se non lo farà, avverte il vicesegretario del Pd Enrico Letta, il ‘nuovo corsò ipotizzato per il Pdl di «partito degli onesti» di cui ha parlato Alfano nel suo discorso di insediamento, non sarebbe credibile. Ma c’è anche chi ironizza, come Vincenzo Vita (Pd): «Come mai oggi Alfano ha disdetto all’ultimo momento la sua partecipazione al workshop organizzato alla Bocconi dalla fondazione Rodolfo De Benedetti?».

Alfano, è invece la domanda che rivolge il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione, avrà «il coraggio e la forza di rompere questa protezione sfacciata di interessi privati tramite il potere dello Stato?». Il finiano Italo Bocchino e il Democratico Andrea Orlando si rivolgono direttamente a Giulio Tremonti. Il ministro dell’ Economia, è l’appello del primo, dovrebbe cancellare la misura salva-Fininvest anche per non «scalfire la sua immagine internazionale». Tremonti cancelli questa «vergognosa e inaccettabile norma», interviene il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando. Il fatto, interviene il capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti, è che la maggioranza continua, come se nulla fosse, con le sue «leggi ad personam». A prescindere da ciò che si dice e da ciò che si promette. E questo, nello stesso provvedimento in cui si chiedono «lacrime e sangue agli italiani» e si «salvano ancora una volta i produttori che non hanno pagato le quote latte». Più che di ‘leggi ad personam’, afferma il Verde Angelo Bonelli, forse sarebbe meglio parlare in questo caso di ‘manovra ad personam…«. È un »provvedimento da furbetti«, taglia corto il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Un »inaccettabile abuso di potere«, osserva il presidente del Pd Rosy Bindi. Rispedisce le critiche al mittente e tenta di fornire una giustificazione ‘tecnicà il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera Enrico Costa. La maggioranza, spiega, »in un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole« ha deciso semplicemente di »contemperare il diritto del creditore con le ragioni del debitore« quando le somme di denaro da corrispondere »hanno dimensioni di rilevante entita«. La polemica però non si spegne: questa manovra, insiste il leader di Sel Nichi Vendola è tutto »fumo, arrosto e dessert («da 750 milioni di euro»)«.

OK BONUS SALARIO PRODUTTIVITA’ Confermata anche per il 2012 la riduzione di tasse e contributi per il cosiddetto salario di produttività, sulla base di quanto definito da accordi o contratti aziendali. Lo prevede il testo della manovra consegnato al Quirinale, in cui vengono esplicitamente richiamati anche i contratti aziendali sottoscritti secondo il l’accordo interconfederale del 28 giugno siglato unitariamente da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Si prevede, dunque, una tassazione agevolata del reddito dei lavoratori ed uno sgravio dei contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro. La percentuale sarà fissata. Il Governo – si legge nel testo – sentite le parti sociali, «provvede entro il 31 dicembre 2011 alla determinazione del sostegno fiscale e contributivo» in questione «nei limiti delle risorse stanziate con la legge di stabilità».

TAGLIATE SPESE A CAMERA, SENATO E CONSULTA A partire dal 2012 saranno ridotte le spese, anche di «natura amministrativa e per il personale» di Camera, Senato e Corte Costituzionale. Inoltre saranno «ridotti del 20%» gli stanziamenti destinati al Cnel, Consiglio superiore della Magistratura, le Authority indipendenti «compresa la Consob» e «gli organi di autogoverno» della magistratura amministrativa, contabile, tributaria, militare«. Lo prevede l’art. 5 della Manovra. Per le riduzioni di spesa di Camera, Senato e Corte Costituzionale, la Manovra fa salvo »il rispetto costituzionale dell’autonomia« prevedendo che i tagli »saranno autonomamente deliberati entro il 31 dicembre 2013«. I risparmi ottenuti saranno versati al bilancio dello Stato e saranno destinati per »gli interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali«.

TORNANO TAGLI A INCENTIVI ENERGIA Il taglio del 30% di «tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni» presenti in bolletta torna nel testo della manovra inviato al Quirinale. «Allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese – dice l’articolo 35 – a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010». L’entità degli incentivi, dei benefici e delle agevolazioni sarà rideterminata dal ministero dello Sviluppo su proposta dell’Autorità per l’energia entro 90 giorni.

BENZINA, OK ‘NO-OIL’ E SELF SERVICE Nel testo finale della manovra ci sono anche le nuove norme sulla razionalizzazione della rete dei carburanti, con la possibilità di vendita di prodotti no-oil e l’estensione massiccia dei self service. Rispetto alle prime bozze, però, sparisce la possibilità di vendita di tabacchi, che viene invece sostituita con quella di ‘pastigliaggì, vale a dire caramelle, merendine e dolciumi preconfezionati. L’articolo 28 della manovra conferma invece le prime indiscrezioni: ogni impianto dovrà essere dotato di self service con pagamento anticipato che dovrà funzionare anche in presenza del gestore; i distributori potranno vendere alimenti, bevande, quotidiani, periodici e, appunto, pastigliaggi; vengono introdotte differenti tipologie contrattuali per l’approvvigionamento; il fondo per la razionalizzazione della rete potrà essere usato (massimo per il 25%) per contributi alla chiusura degli impianti; i comuni dovranno individuare gli impianti da chiudere.

CONFERMATI TAGLI ALLE AUTO BLU Confermati i limiti delle auto blu. Li prevede l’art.2 del testo della Manovra. «La cilindrata delle auto di servizio non può superare i 1600 cc». Fanno eccezione le auto in dotazione al Capo dello Stato ai presidenti del Senato, della Camera e della Corte Costituzionale, al Presidente del Consiglio e «le auto blindate adibite ai servizi istituzionali di pubblica sicurezza». Le auto blu attualmente in servizio «possono essere utilizzate solo »fino alla loro dismissione o rottamazione e non possono essere sostituite«. Con un Dpcm sono poi disposti »modalità e limiti di utilizzo delle autovetture di servizio al fine di ridurne numero e costo«.

CONFERMATO STOP TURN-OVER Confermata «la proroga di un anno dell’efficacia delle vigenti disposizioni in materia di limitazione delle facoltà assunzionali per le amministrazioni dello Stato», con l’esclusione di Polizia, Vigili del Fuoco, agenzie fiscali e enti pubblici non economici e confermata anche «la proroga fino al 31 dicembre 2014 delle vigenti disposizioni che limitano la crescita dei trattamenti economici anche accessori del personale delle pubbliche amministrazioni». È quanto si legge nel testo della manovra inviato al Quirinale.

STANGATA IRAP Stangata Irap per banche e assicurazioni. Per gli istituti di credito e per le altre società finanziarie l’Irap sale al 4,65% mentre per le assicurazioni passa al 5,90%. È quanto riporta la bozza del decreto con la manovra consegnata al Quirinale.

AEREI BLU SOLO PER 5 MASSIME CARICHE Aerei Blu solo per le 5 massime cariche dello Stato. Lo prevede l’art. 3 del testo della Manovra inviato al Quirinale dal titolo «Aerei Blu». «I voli di Stato devono essere limitati al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Corte Costituzionale» recita il primo comma. Il secondo comma prevede che le «eccezioni» siano «specificamente autorizzate, soprattutto con riferimento agli impegni internazionali e rese pubbliche sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato».

SUPERBOLLO PER AUTO POTENTI A partire dal 2011, «per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro 10 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato». Lo prevede il testo della manovra inviato al Quirinale.

-30% RIMBORSI PARTITI «Un ulteriore taglio del 10%» al finanziamento dei partiti politici «cumulando così una riduzione complessiva del 30%». Lo prevede l’art. 6 della manovra inserito nel capitolo dei «tagli alla politica» del decreto della manovra che è stato consegnato al Quirinale.

CONFERMATO BLOCCO RIVALUTAZIONE PENSIONI Confermato per il biennio 2012-2013 il blocco della rivalutazione delle pensioni «dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps». «Per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il predetto trattamento minimo Inps l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato nella misura del 45%». È quanto prevede il testo della manovra consegnato al Quirinale

fonte:leggo

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