Seiano, il Wwf denuncia ennesime opere in riva al mare.

1

Secondo l’ Associazione ambientalista opere edili illegittime sarebbero in corso di realizzazione all’interno di un noto stabilimento balneare a Marina di Seiano.

Ancora una volta il Wwf Terre del Tirreno si rivela essere l’unica valida sentinella nel contro il fenomeno mai debellato dell’abusivismo edilizio in penisola sorrentina. Mentre altresì di fronte ad evidenti situazioni di criticità si continua a rilevare in modo imbarazzante l’inerzia delle Autorità preposte. Secondo quanto rilevato dal Presidente, Claudio D’Esposito: all’interno della proprietà “Le Axidie” in località Marina d’Equa a Seiano, nel comune di Vico Equense, in zona 1/b del PUT (tutela ambientale di 2° grado art.17 l.r. Campania 35/87), tra il novembre 2016 e maggio 2017, sono stati realizzati diversi interventi edilizi che in nessun modo sono riconducibili a quelli consentiti dalla normativa del Piano Paesistico e, per tale ragione, segnalati sul nascere alle Forze dell’Ordine e alla Procura della Repubblica.
Ma la storia si ripete: attualmente, nella stessa area, sono in corso d’opera da giorni ulteriori lavori di sbancamento di terreno e realizzazione di volumi di servizio alla struttura privata. E’ il caso di ricordare che l’art.17 della legge regionale 35/87 consente di inquadrare la zona 1/b nei PRG comunali in 4 sottozone e per tutte è fatto obbligo di:
– assicurare la inedificabilità sia pubblica che privata;
– consentire, per l’eventuale edilizia esistente a tutto il 1955, interventi, secondo le norme tecniche di cui al titolo IV di:
1) restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria e demolizione delle superfetazioni;
2) adeguamento funzionale, una tantum, degli alloggi (ai fini della creazione dei servizi igienici).
Non è difficile comprendere come nessuno degli interventi eseguiti possa rientrare tra quelli consentiti per la zona 1/b. Infatti sono già state realizzate, previa predisposizione di massetto cementizio, trentadue cabine in cemento armato prefabbricate (in luogo delle preesistenti cabine in legno di cui è da verificare se fossero mai state autorizzate!), diverse nuove piscine, locali interrati di fatto adibiti a SPA, murature ed altro mentre, allo stato attuale, sono in corso d’opera nuovi lavori edili che hanno comportato un enorme scavo di terreno e realizzazione di fondamenta e muri in cemento armato. Il tutto, tanto per cambiare, senza che sul cantiere appaia affissa e/o visibile alcuna tabella come invece prescritto dalla legge. I lavori edili denunciati dal WWF sul nascere nel 2016, infatti, proseguirono per mesi senza che mai fosse affisso un cartello di cantiere. Tale circostanza, unita al fatto che l’ufficio tecnico del Comune di Vico Equense non ha mai concesso all’associazione del Panda l’accesso agli atti (nonostante la reiterata richiesta), in barba alle normative ed avallando pretestuose giustificazioni legate alla non “attinenza della materia urbanistica alle tematiche ambientali” tutelate dal WWF, contribuisce ad alimentare seri dubbi sulla vicenda urbanistica in questione. Tutte le opere segnalate chiaramente non potevano essere realizzate tenuto conto che in zona 1/b è vietata l’edificazione sia pubblica che privata e l’unica attività possibile è quella relativa ad opere riconducibili al titolo IV della legge 35/87 ovvero restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria e demolizione delle superfetazioni; adeguamento funzionale, una tantum, degli alloggi (ai fini della creazione dei servizi igienici).
Non possiamo non sottolineare come emerga in modo assolutamente chiaro che l’attività edilizia posta in essere sia di completa trasformazione del territorio e non abbia nulla che possa ricondurla a quella consentita dal piano paesistico.
Del resto anche il PRG di Vico Equense, art. 61, nell’area alberghiera, Z.O. H1.1, non consente le opere che sono state realizzate se ricadenti in zona 1b e in zona 2 del PUT.
Di fatto l’edificazione in atto, con grosso sbancamento di terreno e roccia e realizzazione di nuovi volumi, ci appare di enorme impatto ambientale e costituisce un gravissimo danno al paesaggio e alla linea di costa, in un’area dove già insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade, parcheggi, ecc… che hanno portato, nel tempo, ad una grave e irreversibile urbanizzazione dell’area che inevitabilmente confligge con i vincoli (urbanistici, paesaggistici, naturalistici, idrogeologici e demaniali) posti a tutela del sito.
Resta da comprendere chi e come abbia mai potuto autorizzare tale opere!!! – 29 novembre 2017
fonte: Facebook