Nando De Napoli, l’ex mediano degli anni d’oro: “Dico agli azzurri forza ragazzi, è l’anno giusto”

0

È un doppio ex, ma solo sulla carta. Nando De Napoli ha legato la sua carriera al Napoli, per poi giocare 9 partite con il Milan dal ‘92 al ‘94. Arrivava da un paesino dell’avellinese, Chiusano San Domenico, lo chiamavano Rambo, era il motore di un centrocampo che sapeva costruire la manovra ma soprattutto aveva il compito di proteggere Diego Maradona. Nella sua bacheca due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, una Supercoppa. Con la maglia del Napoli, De Napoli ha giocato 186 partite di serie A e innumerevoli sfide contro i rivali rossoneri. «Al Milan mi infortunai e non ebbi tanto spazio. Comunque ringrazio la società rossonera, si è comportata sempre bene nei miei confronti». Il Napoli è un pezzo di cuore. Crede nello scudetto? «Conosco bene la scaramanzia e so che non dovrei parlarne. Ma devo dire la verità». Prego, la dica allora. «Il Napoli è forte, gioca bene da tre-quattro anni e con Sarri c’è stato il salto di qualità. Ha sfiorato spesso il traguardo, adesso potrebbe centrarlo sul serio». E la Juventus? «Non è meno forte dello scorso anno, ci mancherebbe altro. Forse ha qualche problema in difesa: subisce più gol. Il Napoli potrebbe approfittare di questo aspetto». Qual è il valore aggiunto degli azzurri? «L’organico mi piace e poi ha un buon allenatore come Sarri. Comunque avrei un consiglio per il tecnico. La mia non è una critica: ma deve sfruttare al meglio la rosa. Quando vincemmo il primo scudetto, Bianchi faceva giocare tutti. Caffarelli e Carnevale ebbero tanto spazio. Dovrebbe farlo pure Sarri, considerando gli impegni delle nazionali». Parliamo di sabato e giochiamo Napoli-Milan. Chi vince, secondo De Napoli? «Per me il Napoli arriva meglio all’appuntamento. Gli azzurri sono primi anche se reduci dal pareggio con il Chievo». Come si spiega lo 0-0? «Il Napoli era un po’ stanco dopo la partita di Champions contro il Manchester City ma resta più forte…». E il Milan? «Mi aspettavo qualche difficoltà. Ha cambiato parecchio e quindi bisogna aspettare prima di poter raccogliere». La colpa è di Montella? «Assolutamente no. Parliamo di un allenatore importante che ha già dimostrato il suo valore. Il Milan tornerà protagonista, ma non si possono accelerare le tappe». Lei ha giocato tanti Napoli- Milan. Quale ricorda di più? «Era la sfida per eccellenza tra le squadre che si contendevano il campionato. Non dimenticherò tanto facilmente la sconfitta al San Paolo». Era il primo maggio 1988. «Perdemmo 3-2 al San Paolo e di fatto dicemmo addio alla possibilità di vincere il secondo scudetto consecutivo. Ricordo ancora che ci guardammo con Maradona e nonostante la delusione facemmo i complimenti ai nostri avversari. C’era Sacchi in panchina e quel Milan disputò una grande gara». E da milanista invece qual è il più importante? «Nel Milan ho giocato troppo poco, davvero». (Pasquale Tina – la Repubblica)