Sorrento, da facebook per il Sindaco: c’è posta per te!

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Una lettera non anonima, ma bensì firmata da due cittadini ed inviata anche al Sindaco, in cui si evidenziano legami tra una cooperativa, un dirigente ed amministratori compiacenti con ipotesi di voto di scambio, sta circolando in queste ore sui social network.

Sorrento –  Segnalazione anomalia amministrative, procedure pilotate, voto di scambio, è l’oggetto della missiva che sta circolando su facebook. La quale sarebbe stata inoltrata  alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al Comando Carabinieri ed alla Polizia di Stato di Sorrento, oltre  alla Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia ed infine al Sindaco di Sorrento, Avv.Giuseppe Cuomo. Chiaramente il condizionale è d’obbligo poiché se ciò risultasse vero e non frutto di una goliardata, per una cooperativa e le persone coinvolte (dirigente e amministratori), determinate insinuazioni rappresenterebbero un’accusa di una gravità molto rilevante. Per i fatti esposti e le persone citate, sebbene nutrendo forti dubbi in proposito, da parte nostra tuttavia non possiamo esimerci dall’evidenziare il contenuto. Secondo i due firmatari, di quello che a tutti gli effetti si presenta come un vero e proprio esposto, alcuni Uffici comunali seguirebbero delle procedure anomale al fine di condizionare aggiudicazioni ed affidamenti con l’obbiettivo di favorire tra l’altro anche amministratori compiacenti integrando l’ipotesi di voto di scambio. Nel citare una prossima procedura da parte di un dirigente, per l’affidamento del servizio di supporto per la progettazione di fondi comunitari, i due firmatari indicano in anticipo che vincerà una cooperativa compiacente  che assumerà a sua volta persone segnalate dal dirigente stesso e da un assessore. L’obbiettivo ribadiscono i due firmatari è ovviamente il voto di scambio. Tra la cooperativa  in questione e gli amministratori di maggioranza, si evidenzia nella missiva,” vi sarebbero rapporti molto intimi ed inoltre la stessa sembrerebbe annoverare tra i dipendenti amministratori e consorti”. – Prendendo chiaramente con le molle tale scritto e sperando nella non veridicità di tale missiva, augurandosi che determinate realtà rimangano sempre lontane dal nostro territorio, purtroppo anche in questo caso bisogna fare i conti i social network, che come è noto ampliano e diffondono in brevissimo tempo le notizie. Pertanto bene farebbe il nostro Primo Cittadino a smentire quella che a tutti gli effetti appare come uno scritto diffuso con il solo scopo di portare scompiglio nel Palazzo di Piazza Sant’Antonino. In caso contrario…  – 12 novembre 2017 – salvatorecaccaviello

 

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4 COMMENTI

  1. Strano che la denuncia o esposto che sia abbia in calce solo i nomi e non le generalità complete dei due firmatari.
    Forse è l’ennesima boutade di chi rosica perché ha perso l’elezioni ed è fuori dalla maggioranza.

  2. Intanto sarebbe opportuno che dal Comune smentissero di aver ricevuto tale scritto in modo da fare definitivamente chiarezza su tale imbarazzante situazione. Fin quando ciò non avviene determinate supposizioni continuano ad avere una loro validità. Comunque vada, al di là delle solite inutili dichiarazioni,ed alcuni goffi tentativi di rimuovere l’articolo da facebook, sembrerebbe che i soliti cittadini organizzati in associazioni abbiano deciso di informare, sull’intera vicenda, Autorità ed Enti Istituzionali preposti

  3. Caccaviello se leggi bene sulla lettera tra gli indirizzi dei destinatari non c’è quello del Comune di Sorrento, dunque per quale motivo dal comune dovrebbero smentire di aver ricevuto questa lettera se non è indirizzata a loro?
    Forse dici che dovrebbero smentire nel merito gli illeciti di cui sono accusati dai due fantomatici autori?
    Ma se gli amministratori dovessero usare il loro tempo per rispondere a tutte le accuse che quotidianamente gli vengono rivolte staremmo inguaiati.
    Piuttosto, fossi nei panni di chi è citato per nome e cognome come autore di misfatti in questa strana lettera, io agirei con una denunzia per diffamazione e chiederei alle autorità competenti di venire a capo di chi ha messo in rete la finta denunzia e anche di quali giornalisti l’hanno diffusa senza verificarne l’autenticità e soprattutto senza oscurare il nome del dirigente supposto reo.

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