TAV, GUERRIGLIA AL CANTIERE: FERITI 188 POLIZIOTTI COLLE: "AZIONI INTOLLERABILI". VIDEO

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La notizia è di apertura di tutti i giornali del mondo. Positanonews, quotidiano online “glocal”, dal territorio della costa d’ Amalfi e Sorrento, di cui siamo il riferimento, però per la vocazione della costiera amalfitana e penisola sorrentina siamo anche il giornale online locale della Campania più letto all’estero e nel resto d’Italia e  non possiamo non dare uno sguardo all’informazione nazionale e internazionale..

All’ospedale Cto di Torino in serata è arrivato il bus lazzeretto della polizia: ha scaricato agenti con le divise strappate e lorde di sangue, occhi tumefatti, zigomi fracassati. Contusioni, ustioni. La furiosa battaglia della Valle di Susa sta anche nella fredda contabilità: 188 feriti tra poliziotti (136), carabinieri (37) e finanzieri (15). Una quindicina i No Tav feriti, ma tanti hanno preferito evitare i pronto soccorso, per non essere identificati. Uno degli operai addetti al cantiere è crollato colpito da una pietra, i lavori sono stati bloccati: troppo pericoloso. Un risultato che ieri sera faceva esultare il leader No Tav Alberto Perino: «Volevamo assediare il cantiere e lo abbiamo fatto: quindi abbiamo vinto». Ieri in Valle di Susa è successo quello che la questura paventava: un assalto organizzato in stile militare al cantiere della Maddalena, conquistato solo una settimana fa dalla polizia. Una violenza contro la quale è intervenuto anche il presidente Napolitano: «Quel che è accaduto in Val Susa sollecita tutte le istituzioni e le componenti politiche a ribadire la più netta condanna, e le forze dello Stato a vigilare con massima fermezza». E la condanna della politica è bipartisan: Pdl e Lega, il Pd di Bersani, anche – pur ribadendo la contrarietà alla Tav – la Sel e i Verdi. Sulle difese allestite dalle forze dell’ordine a protezione di un centinaio di operai che aprono la via alla Tav si sono riversate orde di attivisti arrivati da tutto il Paese e dall’estero, due, tremila vietcong. Con caschi, scudi, mascherine antigas: black bloc, la definizione della questura, un nome che rievoca subito Genova. Protetti dai boschi, hanno tirato sugli elmetti di tutto: pietre, biglie lanciate con le fionde, bombe carta, bottiglie di ammoniaca. La polizia ha risposto coi lacrimogeni, sparati anche – denunciano i manifestanti – ad altezza uomo. Quattro giovani sono stati arrestati. Una battaglia lunga otto ore, a Chiomonte: che ha vanificato le intenzioni del corteo buono del mattino, 50mila persone, i palloncini, i bambini, gli striscioni per dire che la valle non vuole il supertreno. Poi quelli vestiti di nero hanno indossato i caschi e cambiato la notizia.

(di Giammarco Oberto da Leggo del 4 luglio)