Meta di Sorrento, difendendo l’agrumeto, VAS ricorre al TAR contro la realizzazione delle due autorimesse.

3

Non perde tempo l’Associazione ambientalista guidata dal Senatore Guido Pollice, inoltrando due ricorsi al Tribunale Amministrativo della Campania, dopo aver saputo dei  due permessi a costruire varati dal Comune di Meta di Sorrento, per la realizzazione di 47 box interrati, causando lo sventramento dell’ennesimo agrumeto sorrentino. Ancora una volta VAS dimostra il forte legame con un’area ritenuta di forte pregio storico-ambientale, tutelata da vincoli e piani paesistici, quale la Penisola Sorrentina.

Meta di Sorrento – L’Associazione nazionale VAS –Verdi Ambiente e Società , come stabilito dal proprio Statuto, favorisce e promuove iniziative  volte a prevenire ed a contrastare ogni genere e specie di inquinamento dell’ambiente e di alterazione  degli ecosistemi. Da sempre l’Associazione presieduta dal Senatore Guido Pollice nutre un particolare interesse per la Penisola sorrentina. Un ultradecennale legame che si traduce da tempo in una presenza stabile su di un territorio ritenuto di incomparabile bellezza e naturalmente predisposto alla sensibilità ambientalista. Tanto che ogni anno la Citta di Sorrento è sede del Premio internazionale “Verde Ambiente” assegnato a personalità che si sono contraddistinte per l’impegno a difesa dell’ambiente. Proprio su tali principi ed i forti legami con il territorio che l’Associazione , dopo aver appreso da notizie di stampa ,si è interessata  dei permessi di costruire n. 2 del 27/09/2016 e n.3 del 30/09/2016 approvati con Delibere del Consiglio comunale di Meta di Sorrento (23/03/2016 n.7 e 8) che autorizzavano la trasformazione di una pregiata area verde adibita ad agrumeto, in autorimessa interrata, per un numero complessivo di 47 box pertinenziali, rispettivamente di 14  (p.lle 222 e 226)e 33 box auto (p.lla 183).  Interventi considerati di grave lesività  in un’area pregiata tutelata dal Piano Urbanistico Territoriale della Penisola sorrentina che ha costretto l’Associazione Vas a ricorrere al Tar Campania.

Su tali interventi, valutati tra l’altro di forte impatto ambientale ed urbanistico, che l’Associazione Vas con forte determinazione ha infatti formalizzato nei giorni scorsi due ricorsi. Il primo contro il Comune di Meta di Sorrento (in persona del sindaco in carica)  e nei confronti della società So.Ge.Pa. tra i cui soci risulterebbe anche l’attuale vice sindaco, Cacace, per l’annullamento previa sospensione, del permesso a costruire n.3 del 30/09/2016 avente per oggetto la realizzazione di una autorimessa interrata di n.33 box nel comune di Meta all’altezza del civico, 17 di  Corso Italia. Mentre il secondo ricorso, oltre al Comune di Meta (in persona del Sindaco in carica) vede coinvolti i proprietari delle aree interessate all’intervento, i Sigg.ri Canale e D’Alise per l’annullamento previa sospensione del permesso a costruire n.2 del 25/09/2016 per la realizzazione di n.14 box interrati nel Comune di Meta, all’altezza del civico 25 di Corso Italia.

Sebbene soltanto durante la scorsa estate l’Associazione VAS veniva a conoscenza di tali Permessi di Costruire e della Delibera di Approvazione dello Schema Urbanistico Attuativo (SUA) relativo agli interventi edilizi, non ha perso tempo ed ha incaricato i propri legali per il  ricorso.  In relazione al permesso a costruire n.3 del 30/09/2016, si fa emergere la completa difformità tra il contenuto della SUA e le prescrizioni paesistiche derivanti dal Piano Urbanistico Territoriale della Penisola sorrentina  e dai plurimi vincoli paesistici insistenti sull’area, la quale tra l’altro individua  una Zona Agricola  e che tutti gli interventi  che su di essa insistono devono essere interpretati e riguardati nella prospettiva  degli usi agricoli, l’Associazione ritiene pertanto di evidente illegittimità gli interventi edilizi contestati. Infatti per quanto riguarda sia il  ricorso ( nei confronti della società So.Ge.Pa) relativo alla realizzazione di n.33 box interrati al corso Italia, n, 17 che del ricorso contro i proprietari (Canale e D’Alise) relativo al permesso di costruire  n. 14 box interrati al Corso Italia n. 25, ritenuti entrambi  paesisticamente  pregiudizievoli delle esigenze di tutela della pregiata area, emerge la Violazione del Piano Regolatore Generale  del Comune di Meta – Decreto del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Napoli 13/09/2005, n.961 – Violazione della Legge 29/06/1939,n.1497 e della Legge regionale della Campania  27/06/1987,n.35 – Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino-Amalfitana – Violazione dell’Art.44 Costituzione – Eccesso di potere per difetto assoluto del presupposto, di istruttoria e di motivazione, nonché contraddittorietà irrazionalità ed illogicità manifesta.- Travisamento – Sviamento – Perplessità.

In particolare  nel ricorso contro il Sigg.ri  Canale e D’Alise si evidenzia che nel venire a conoscenza del permesso di costruire e della Delibera di Approvazione  dello Schema Urbanistico Attuativo (SUA), l’Associazione VAS si avvedeva , oltre alla completa difformità tra il contenuto del SUA e le prescrizioni paesistiche derivanti dal Piano Urbanistico della Penisola sorrentina e dei plurimi vincoli paesistici insistenti sull’area, della completa inefficacia del Permesso di  costruire  de quo scaduto nel settembre 2017 ,senza l’inizio di alcun lavoro. Quindi, oltre a contestare l’intervento realizzato in un’area paesisticamente tutelata, emerge l’inefficacia del permesso di costruire. Infatti l’Art.15, comma 2 , del T.U, 380/2001 dispone che “ il termine per inizio dei lavori  non può essere superiore  ad un anno  dal rilascio del titolo, mentre quello di ultimazione non può superare i tre anni dall’inizio dei lavori”. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto, tranne che anteriormente non venga richiesta una proroga. Nello specifico il Permesso di costruire n.2  rilasciato il 27/09/16 precisava che i lavori dovevano iniziare  entro 12 mesi dalla data del rilascio del Permesso. Pertanto per non incorrere dalla decadenza del titolo abilitativo, l’intevento doveva iniziare entro e non oltre il 30/09/2017. Da come emerge dai servizi fotografici dello stato dei luoghi ciò non è avvenuto. Tali interventi, si ribadisce nei ricorsi, insistono su area di pregio come è individuata la Penisola sorrentina, che risulta essere tutelata da specifici vincoli e piani paesistici. Pertanto l’associazione VAS è titolare di un interesse alla conservazione del suo paesaggio e quindi è del tutto evidente l’interesse della ricorrente affinché non siano posti in essere interventi edificatori privi di titoli efficaci e quindi abusivi. – 29 ottobre  2017 – salvatorecaccaviello.

 

Condividi
PrecedenteRAVELLO 2020 COME PAPHOS
ProssimoSentiero degli Dei : ieri potevano essere due i morti. Agerola , Praiano , Positano occorre intervenire sulla sicurezza

3 COMMENTI

  1. Non molto tempo fa lasciai alcune considerazioni in coda ad uno scritto dell’avvocato Augusto Maresca (cosa ne avete fatto della penisola sorrentina). Non mi ripeto ovviamente. Credo però di poter dire: “meglio tardi che mai”. La Penisola Sorrentina coi suoi profumi è scomparsa da un pezzo e, prima dei giardini, sono scomparsi i contadini sostituiti da eredi/proprietari poco inclini a valorizzare, per loro e per la collettività, gli agrumeti sopravvissuti alla speculazione edilizia. Nella migliore delle ipotesi gli agrumeti servono, abbandonati a se stessi, a fare ombra a parcheggi di dubbia legalità. Anche i proprietari che ancora ci credono devono fare i conti con le forze che mancano; forze fisiche e finanziarie. Così anche quello che si è salvato va in caduta libera verso un destino di progressivo abbrutimento ambientale. Ben vengono quindi le critiche e le opposizioni ad ulteriori scempi; quello di Corso Italia a Meta ne sarebbe un esempio eclatante. Ma non basta la critica, perché servirebbe solo a spostare nel tempo il problema. Bisogna impegnarsi a trovare soluzioni coerenti coi tempi: proposte e non solo gridi di allarme. La tenuta dei giardini, la coltivazione di aranci e limoni, nelle stragrande maggioranza dei casi, non è più economicamente conveniente inducendo all’incuria, all’abbandono, ad un uso “blasfemo” di fondi che dovrebbero essere un polmone che filtra tanti altri guasti indotti dalla moderna “civiltà”. I giardini producono ancora sia aranci che limoni; lo fanno per loro natura, non per cura, ma i frutti son destinati a cadere, marcire, intristire chi vede sognando il passato che non può ritornare. Perché non incentivare il riordino di questi giardini? Perché non coinvolgere i giovani, comunitari e non, per produrre ossigeno ed il profumo dei fiori invece della puzza di poca frutta marcita? La risposta pratica non può darla il volenteroso cittadino. La risposta/azione spetta alla politica che deve essere “pre-veggenza” e non assalto al potere per approfittarne di presente in presente.

  2. I vas dove erano quando e stato distrutto l agrumeto del parcheggio del discaunt dico a via delle rose a piano di sorrento per far spazio al cemento e alle auto o a sorrento in via rota 69 fondo agricolo dove si trova da anni il cantierel della napoletana gas e che spesso viene usato come parcheggio ai vari albergli della zona stadio compreso illecitamente oltre ai vari sbancamenti box interrati???!!!!!

  3. Sono un migrante, ma mi sento colpevole come tutti i cittadini della penisola Sorrentina; quei cittadini che in vario modo e per interessi privati hanno continuato ad eleggere e sostenere amministrazioni impegnate ad approfittare del momento proteggendo per farsi proteggere nel loro perdurare al potere da usare, come ho già detto, per il proprio tornaconto e quello di “amici” conniventi. Adesso non è più tempo di retrospettive ma di prospettive altrimenti il “cancro” va in metastasi e mentre ” e ciucc s’appiccan e varrill si scassan “. Auguri e sempre vigili !!
    p.s. queste considerazioni mi nascono spontanee leggendo quanto scritto da XMAN

Lascia una risposta