Sorrento, sulla vicenda Conservatorio, dal Senato il Movimento 5 Stelle sollecita la Soprintendenza

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Con un’istanza, a firma dei senatori Sergio Puglia e Michela Montevecchi, membro della Commissione permanente Beni Culturali, indirizzata alla Soprintendenza di Napoli, il M5S chiede una verifica dei presupposti per il rilascio delle autorizzazioni per l’attuazione dei necessari presupposti per la tutela storico-architettonica dell’immobile

Sorrento – Non accenna a placarsi la polemica su Conservatorio Santa Maria delle Grazie, il caso che ha tenuto banco in città negli ultimi mesi. Dopo che sembravano decadute le possibilità di destinare una parte dell’immobile come attività extralberghiera (casa  vacanza, B&B,affittacamere) con annessi e connessi servizi di ospitalità e di natura commerciale, da parte della Società a cui il Consiglio di Amministrazione dell’Ente Morale  ha dato in locazione, dal Comune si era prospettato la possibilità di realizzare finanche un Ostello. Il progetto ipotizzato dal tecnico comunale Arch.Daniele De Stefano sembrerebbe però altresì essere tramontato poiché contrasterebbe con la destinazione catastale dell’immobile che non prevede affatto tale possibilità. L’intera vicenda non poteva sfuggire all’attenzione del Movimento 5 Stelle, che grazie all’impegno del rappresentante locale, l’ex candidato sindaco Rosario Lotito, si è riusciti a portare la questione persino in Senato. Un impegno concreto quello del M5S affinché si scoraggi qualsiasi progetto volto a modificare lo storico immobile. La vicenda non poteva non cogliere l’attenzione dei senatori pentastellati i quali immediatamente, come primo step, hanno inoltrato un’istanza alla Soprintendenza . A tale proposito dal meet up penisola sorrentina si rileva la seguente dichiarazione: “In seguito al vergognoso tentativo da parte di amministratori insensibili, in spregio alla volontà testamentaria della dama Sorrentina Berardina Donnorso e alla conservazione di un bene dei cittadini, di fittare a privati una parte del conservatorio S.Maria delle Grazie per essere trasformata in una struttura ricettiva turistica, abbiamo sollecitato i nostri rappresentanti in senato, Senatrice Michela Montevecchi, membro della 7ª Commissione permanente beni culturali e Senatore Sergio Puglia, al fine di porre l’attenzione su questa inspiegabile e vergognosa decisione. Dopo la svendita del vallone dei mulini non siamo restati con le mani in mano e di certo non saremo spettatori passivi di tali scempi. Di seguito la lettera inviata alla Soprintendenza archeologica delle belle arti dell’area metropolitana di Napoli”.

 Spett.le Soprintendenza Archeologica  Belle Arti Area Metropolitana Napoli.

Alla c.a. Dott.ssa Adele CAMPANELLI Piazza del Plebiscito (Palazzo Reale), 1 80132 Napoli OGGETTO: lavori di ristrutturazione edilizia Ente Morale Conservatorio Santa Maria delle Grazie – Autorizzazione Prot. CL.34.19.04/34.38

Gli scriventi Senatori Michela Montevecchi e Sergio Puglia, formulano la presente per porre l’attenzione sulla inspiegabile decisione dell’Ente Morale Conservatorio Santa Maria delle Grazie di concedere in locazione una porzione del Conservatorio, sottoposto alle disposizioni di cui al codice dei beni culturali, per l’esercizio dell’attività di affittacamere, casa vacanze, Bed and Breakfast, albergo diffuso, ostello, vendita e somministrazione di alimenti e bevande ivi comprese alcolici e superalcolici, dolciumi e gelati, vendita al dettaglio della gastronomia locale, di souvenir ed articoli da regalo, agenzie per servizi turistici, noleggio di auto, moto, scooter, biciclette, natanti e imbarcazioni. Preme rilevare non solo che la porzione immobiliare, così come l’intero edificio, insiste nel centro storico della Città, ma anche che da oltre un cinquantennio attualmente il piano primo oggetto di locazione è destinato ad aule scolastiche ed il piano secondo, dal tempo del suo risanamento, è stato sempre destinato all’attività scolastica. L’edificio inoltre insiste in “zona A – Insediamenti e nuclei premoderni – disciplinata dall’art. 15 del P.U.C.; quest’ultimo in tale zona prevede che gli interventi simo rivolti al risanamento conservativo complessivo dell’organizzazione urbana, alla tutela e conservazione dei beni culturali ed ambientali, al restauro dei beni di particolare valore storico, architettonico, tipologico ed etnoantropologico, nell’obiettivo di una valorizzazione dei beni e della conservazione dei valori culturali e tradizionali del territorio. Il citato art. 15 del P.U.C consente destinazioni d’uso per attività turistico-ricettive solo se già esistenti e per i beni vincolati ai sensi del D.lgs. 42/2004 solo interventi di restauro, come definiti dall’art. 29 del medesimo d.lgs. e dall’art. 8 del RUES (ex plurimis la conservazione o l’integrazione delle caratteristiche fondamentali dell’impianto distributivo -organizzativo originario). E’ evidente che un intervento della natura di quello in oggetto, non sia consentito nella zona ove insiste l’edificio di proprietà del “Conservatorio” (centro storico) perché contrario alla normativa edilizia, escluso in ragione sia delle opere che deve eseguire sia dell’attività che deve svolgere. Con la presente quindi, si chiede una verifica dei presupposti per il rilascio delle autorizzazioni per l’attuazione dei necessari presupposti per la tutela storico-architettonica dell’immobile. – 28 ottobre 2017 – salvatorecaccaviello.