CHI BEN COMINCIA …

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Al peggio non c’è mai fine.

Il Comune di Maiori dal 2018 gestirà direttamente l’igiene urbana tramite la controllata Miramare srl. Alla nuova azienda i cittadini e imprese maioresi (almeno quelli di loro che pagano la spazzatura) pagheranno più o meno due milioni di euro all’anno.

Per questo, come da noi proposto il 27 luglio scorso in Consiglio, l’amministratore andava selezionato con una procedura ad evidenza pubblica, o almeno affidandosi a primarie società di ricerca di personale.

Parole al vento.

Dal cilindro di Capone è spuntato il perito agrario teramano Gabriele Di Pietro, già Presidente (dal 2007 al 2011) della SOGESA, partecipata pubblica di gestione dei rifiuti, e che ora lavora alla ECO.LAN, altra società di servizi ambientali di proprietà pubblica.

Fin qui, nulla da eccepire, se non che la candidatura del Signor Di Pietro, così come quella pervenuta da altri due candidati, è evidentemente piovuta dal cielo con annesso angelo custode (tant’è che il protocollo del Comune non ne ha notizia).

In più, il nuovo amministratore dev’essere anche un filantropo, perché per dirigere la società e rappresentarla di fronte a terzi ed in giudizio, gli bastano 314 euro al mese.

Per favore, diteci chi sono gli angeli custodi, non fosse che per ringraziarli.

Ma c’è dell’altro. Risulta che per il Signor Di Pietro la magistratura ha richiesto a settembre scorso un rinvio a giudizio per bancarotta preferenziale per il crac che è costato milioni di euro alla SOGESA e il posto a una cinquantina di lavoratori.

Quindi adesso siamo tutti più tranquilli, perché abbiamo una specie di polizza assicurativa completa di esperienza che ci copre dalla culla alla tomba delle società pubbliche di igiene urbana.

Non facciamo i giudici, naturalmente, e ne aspettiamo fiduciosi le decisioni, augurando al Signor Di Pietro di chiarire senza ombre la propria personale condizione.

Però qualcosa da chiarire con Capone e i caponiani ce l’abbiamo.

Che Sindaco e compagni non si siano documentati adeguatamente ci può stare: sono gli ormai abituali standard della loro ormai caratteristica “half-assed administration” (si sa.. “le scartoffie non servono”); ma che il candidato Di Pietro non abbia avuto la decenza di informarli ci conduce a un bivio: o il nuovo amministratore ha un problema grave di etica delle relazioni professionali o risponde ad altri e non al Comune di Maiori.

Perciò provate a spiegare a noi e ai maioresi prima perché l’avete scelto, e poi come fanno adesso ad esistere le condizioni di fiducia alla luce della mancata informazione al Consiglio del suo status di indagato.

Sempre che questa scelta l’abbiate fatta davvero voi senza “l’aiutino” di qualcun altro.

P.S. L’eventuale silenzio non vi risolverà nessuno dei problemi prevedibili in materia per il futuro.