LA POLITICA PERVERSA DI RAVELLO

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Seneca affermava che “l‘unico bene è ciò che è onesto“…ma di onesto nella scelta della maggioranza consiliare ravellese, rispetto alla cittadinanza onoraria per il ministro Brunetta, c’è nulla o quasi. Sembra quasi un’azione di forza quella che si è consumata il 30 giugno scorso durante il consiglio comunale. Gli stessi maggiorenti del ministro hanno probabilmente avvertito un senso di disagio nei confronti dei concittadini presenti. A parte la discussione forzata, a porte chiuse (sono stati cacciati tutti fuori), che già cela una preoccupante assenza di trasparenza, intimorisce la sostanza.

Perchè a uno dei massimi esponenti di questo governo è stata assegnata la cittadinanza onoraria, carica prestigiosa riservata a personaggi illustri, riconosciuti a livello internazionale? Forse basta acquistare un rudere a Ravello, trasformarlo, con modalità ancora poco chiare, in una sontuosa villa e diventare amico del patron della città, oggi presidente del Formez? Cosa raccontare quando l’onorevole Brunetta non sarà più ministro? Dove è finito il prestigio e la fama mondiale della città della musica?

 

Come giustifichiamo una simile scelta perversa? Chi offende la dignità di milioni di precari, affermando di essere “la parte peggiore d’italia”, non può diventare cittadino onorario della costiera, che vive di lavoro precario, stagionale. È quello stesso ministro, con i suoi esponenti locali, che permette che le nostre terre siano invase da rifiuti di ogni genere, solo per giochi di palazzo e di potere, speculando sulla nostra pelle.

 

Ci piacerebbe sapere cosa di onesto e serio ha fatto il super ministro per la costiera amalfitana, e per Ravello in particolare. Del resto se contro la sua cittadinanza onoraria si è espressa tutta l’opposizione, che numericamente rappresenta la maggioranza dei ravellesi, un motivo c’è. Ed è lo stesso motivo che ci porta ad essere presenti in piazza Vescovado il prossimo 10 luglio, data del matrimonio del ministro. Solo per dire, pacificamente e civilmente, che la presenza di un ministro in costiera amalfitana non ci interessa. Consapevoli che chi offende la dignità e l’intelligenza di milioni di persone non merita rispetto, figuriamoci la cittadinanza onoraria…

A queste perversioni ci opponiamo, perchè siamo stanchi, ma soprattutto indignati, come i fratelli greci e spagnoli. “Que se vajan todos”; questa classe dirigente ci ha affamato e ci ha tolto il diritto a sognare e progettare il nostro futuro, Brunetta in primis.

info: indignaticostamalfi@libero.it

NON DELEGARE, LOTTA ! ciclostilo in proprio ravello – luglio ’11