RITROVATO UN RITRATTO DI TORQUATO TASSO IN UNA ANTICA CHIESETTA DELLA VALLE BREMBANA

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Segnaliamo un post di Luigi Garbo, importantissimo per i cultori sorrentini del Tasso, e mutuando il linguaggio dei bollettini ai naviganti : le navi in transito prestino attenzione, noi diciamo ai concittadini sorrentini che in vacanza o viaggio,  se vi trovate da quelle parti andate a vederlo.

Certo questo nuovo ritratto del Tasso, non può ripagare la perdita di quello che il Vescovo Pepe nel 1799 offrì al generale francese Championet, Torquato Tasso dipinto da francesco Zuccari, ma sicuramente per gli studiosi è un ritrovamento importante.

A Camerata Cornello (BERGAMO) restaurando la chiesina del Bretto Risalirebbe all’inizio del ’600: un affresco con iscrizione. Il volto longilineo, la fronte coronata d’alloro, i baffi, ma soprattutto l’iscrizione ai piedi dell’affresco sembrano non lasciare dubbi: il ritratto venuto alla luce sulla parete sinistra della navata, nella chiesina del Bretto a Camerata Cornello, è quello di Torquato Tasso (Sorrento 1544 – Roma 1595), il poeta autore della «Gerusalemme Liberata», discendente del casato bergamasco del Cornello.

Il dipinto, che, secondo le prime ipotesi, risalirebbe all’inizio del 1600, è stato scoperto nei giorni scorsi, durante i lavori di restauro e consolidamento della piccola chiesa, iniziati la scorsa primavera ad opera del Comune.
Ciò che lascia pochi margini di errore sull’identità del volto sono, in particolare, le restanti parole di un’iscrizione di lode del poeta, emerse alla base del busto dopo la pulitura dall’intonaco: “Memoria admiratio… Torquati… heu quant… celebritas…”.
E la corona d’alloro che si intravede sulla fronte fa datare sicuramente l’affresco dopo il 1595, anno della morte di Torquato: lo scrittore, infatti, scomparve poco prima di ricevere l’incoronazione poetica in Campidoglio, titolo che era stato proposto da papa Clemente VIII.La chiesina del Bretto, dedicata a Ludovico di Tolosa, si trova poco a monte del Cornello, patria del casato dei Tasso; la presenza di un affresco di Torquato, quindi, diventa ancora più comprensibile, tanto più che l’edificio religioso per secoli fu di proprietà proprio della dinastia da cui uscirono corrieri postali e letterati. Spiega Tarcisio Bottani, insegnante di San Giovanni Bianco che, con gli studenti dell’Istituto superiore Turoldo di Zogno ha scritto un libro proprio sulla chiesa del Bretto e i suoi affreschi: «La scoperta è avvenuta durante la pulizia della superficie intonacata della parete sinistra della chiesa.

Prima sono iniziate ad affiorare le parole dell’iscrizione.
E già lì i restauratori si sono sorpresi. Poi la conferma è arrivata dal volto sopra le parole: i baffi, il volto e la corona d’alloro non lasciavano dubbi.
Era proprio Torquato Tasso».Il volto, così come ora appare, è peraltro molto rovinato; manca buona parte della guancia sinistra che è però stata staccata volutamente e messa al sicuro in attesa del restauro dell’affresco.
Recupero che, sempre sotto la direzione della Soprintendenza ai beni architettonici della Lombardia, avverrà una volta concluso il consolidamento di tutto l’edificio (chiuso dal 2003 per il pericolo di crollo della volta del presbiterio).
Si è provveduto, inoltre, a consolidare la parete, in modo che dal dipinto non si stacchino altri frammenti. Bisognerà poi cercare di ricostruire l’intera iscrizione della base, cosa che potrebbe dare ulteriori informazioni sulle motivazioni e la datazione dell’affresco.Intanto è ancora Bottani ad avanzare un’ipotesi: «Nella prima metà del Seicento, proprietario della chiesa del Bretto era il canonico Luigi Tasso, insieme ai fratelli Maffeo e Giuseppe.
In quegli anni la famiglia fece ristrutturare e ampliare l’edificio e fu in quell’occasione, molto probabilmente, che decise di fare raffigurare il busto dell’illustre parente sul muro della navata, alla destra dell’altare laterale (ora rimosso) che era sormontato da una pala di Sant’Alessandro, fatta dipingere dallo stesso canonico in ricordo del padre Giovanni Battista.

Ma allora – si sono chiesti i restauratori – alla sinistra dello stesso altare, dovrebbe esserci un altro busto, simmetrico a quello di Torquato.Ecco, infatti, emergere sulla sinistra dell’altare frammenti di affresco con le tracce di un’iscrizione.
Troppo poco, però, per riuscire a indicare chi vi fosse raffigurato, ma non è fuori luogo supporre che si tratti del poeta Bernardo, padre di Torquato, con famiglia originaria del Cornello».

Il ritratto di Torquato, probabilmente, venne, quindi, realizzato a inizio Seicento. Fu poi coperto, nell’Ottocento, da altri affreschi di santi che si trovano ancora oggi sulle pareti d’ingresso della chiesa, sempre nella parte fatta aggiungere dal canonico Luigi Tasso. «L’almo paese onde l’origin trassi» chiama affettuosamente Torquato la terra d’origine del suo casato.

E seppure nato a Sorrento, da padre veneziano ma di origini bergamasche e da nobile madre pistoiese, il poeta inquieto del Rinascimento, come dimostrano anche i suoi scritti, ebbe sempre a cuore la «terra che ‘l Serio bagna e ‘l Brembo inonda».
A pochi anni dalla morte, quel ritratto affrescato in un luogo sacro e col volto incoronato d’alloro quasi sicuramente volle essere un omaggio-ricordo della sua terra all’illustre parente.