Positano concerto con Alexis Lefevre in spiaggia il 15 “Dèja vu” VIDEO

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“Dèja vu”

 Alexis Lefèvre, violino. Michele Iaccarino, chitarra. Felipe Mato, flamenco, Massimo Cusato, percussioni.

Positano,venerdi 15 settembre, ore 21, Spiaggia Grande

Ingresso libero.

Positano.  L’edizione di quest’anno  di “Positano premia la danza, Léonide Massine”, chiude con tre maestri del flamenco in concerto: Alexis Lefèvre al violino, e  Michele Iaccarino alla chitarra; sulle loro note, i passi di flamenco di Felipe Mato.

Le musiche sono quelle del loro ultimo album: “ Dèja vu”, già visto: ma già visto dove?

Dove si erano gia’ visti e quando, Alexis Lefèvre e Michele Iaccarino?

Quante volte quel violino e quella chitarra si sono sfiorati, prima di incontrarsi ?

Lefèvre e Iaccarino, due musicisti cresciuti al Sud, a poca distanza l’uno dall’altro, partiti molto giovani per strade diverse e che, un giorno si sono trovati a Siviglia.

Due stranieri che avevano squarciato un varco nel flamenco.

Alexis nasce proprio qui, a Positano. Impara a conoscere il violino fin da piccolo. A diciotto anni se ne va: Sudamerica, Europa, poi Siviglia.

Le sue incursioni nel flamenco iniziano alla Carboneria, dove poeti, artisti e personaggi della notte avevano trovato rifugio nell’ultimo periodo franchista.

Tra quei tavoli di legno, si sarebbero visti anche Pete Seeger e Frank Zappa. In poco tempo, Lefèvre è al fianco di  Vicente Amigo, di Juan Carlo Romero, di Tomatito. La sua ricerca trasversale  non si ferma. Compone musica per le coreografie di Javier Baron e di Ruben Olmo. Forma gli “Ultra Hight flamenco” . Nel suo primo album da solista, “ Como puede ser”, suona viola, violino, chitarra. Sua è anche la voce.

Ma a Siviglia, in quel varco di flamenco, c’è anche Michele Iaccarino, quel ragazzo di Napoli che aveva cominciato a suonare la chitarra classica a sette anni, a collaborare con alcuni protagonisti del pop e a scrivere colonne sonore.

“ Ma qualcosa cambiò – ricorda Iacarino- quando ascoltai “Fuente y caudal” di Paco de Lucia. E cosi’ anche lui lascia Napoli e arriva a Siviglia.

Presto è al fianco di El Labrijano, di Chano Lobato. E’ tra i protagonisti della Biennale del Flamenco, del Festival di Jerez.

La sua chitarra e la sua ricerca attraversano la danza, la coreografia, la scuola e, ancora, il flamenco.

“Perché  – spiega il musicista- non c’è  modernità, se non si conosce la tradizione”.

E un giorno lontano, Lefèvre e Iaccarino, quei due stranieri che si erano aperti un varco nel flamenco, si incontrano.

Accade a  Siviglia quindici anni fa, ma solo l’anno scorso, decidono di fare un disco insieme: nasce cosi’ “ Dèja vu” . Nell’irripetibile palcoscenico di Positano, i brani  di questo concerto si intrecciano ai passi di danza di Felipe Mato. Un altro maestro, un altro incontro e un’altra storia. Quella di un ragazzino di Siviglia che studia al Conservatorio di Matilde Coral e che, a quattordici anni, anche lui, se ne va.

Ora Felipe Mato è tra i ballerini piu’ famosi di Spagna, e la sua scuola è un punto di riferimento a Siviglia.

Alle percussioni, venerdì 15 settembre, Massimo Cusato , un altro musicista che viene dal Sud, dalla Calabria. Un funk Mediterraneo il suo, contaminato da sonorità arabe, greche, afro-cubane.

Un concerto, insomma, dove le culture si incontrano, dove le storie, i suoni e tante strade si ricompongono e scompongono, davanti al mare, attraverso quel varco nel flamenco.