Napoli. Molti turisti, ma troppi negozi e ristoranti chiusi. Disagi nei trasporti e stop anticipato delle funicolari

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Napoli. Annie Papa, attrice e commerciante di abbigliamento in piazza San Pasquale, parla con foga: «È una vergogna, è tutto chiuso. Questa mattina un uomo ha accusato un mancamento e non abbiamo avuto neanche la possibilità di comprargli un succo per farlo riprendere. Noi e pochi altri negozi di via Poerio resteremo aperti, con eccezione di due giorni a Ferragosto, proprio per lanciare un segnale, per dire: “Ci sono i turisti: bene, li accogliamo”». Cronache dal salotto buono della città che puntuale a ogni estate chiude vetrine e sbarra negozi. Closed. Chiuso fino al 28 agosto, se va bene. Oppure al 4 settembre, data indicata da molti come rientro. Paradosso: i turisti ci sono, ma la città sembra incapace di coccolarli. E così nella settimana di Ferragosto nella zona di Chiaia, lungomare a parte, saranno uno o due al massimo i bar attivi per dare un caffè a chi è arrivato dall’estero per ammirare una città che crede aperta e invece trova chiusa. Come si fermano le funicolari dopo le 22. Tutti a piedi se non si coglie al volo l’ultima metropolitana che parte intorno alle 23. Non fa eccezione neanche la storica Caffettiera di piazza dei Martiri che non lavorerà a Ferragosto. Eppure la città non si è svuotata: ed è piena di napoletani che hanno rinunciato alle ferie agostane e di visitatori. Molti i veneti come Enrico, Valeria e Roberta: «Andiamo a San Martino, siamo qui per i musei». Vengono dalla provincia di Verona Giovanni e Luca: «Resteremo una settimana». Sono tutti entusiasti dell’accoglienza. Ma si lamentano dei trasporti. Un refrain continuo: «È difficile anche comprare i ticket». Gerardo, l’edicolante della Funicolare centrale, assicura: «Resterò aperto per vendere i biglietti». Nell’ufficio del turismo sotto il colonnato della Galleria Umberto è un flusso continuo. «Molti italiani, francesi e spagnoli – spiegano Miriana e Ilaria – chiedono informazioni sull’Artecard e si lamentano quando trovano i monumenti inaspettatamente chiusi, come è avvenuto domenica per il Maschio Angioino. E del fatto che i collegamenti con Pompei per le aperture serali sono praticamente inesistenti dopo le 21». Tante le pecche di una città che ancora non è riuscita a fare un salto di qualità e non è capace di fare sistema. All’ufficio del turismo entrano due famiglie del Nord della Francia. Vorrebbero andare a vedere il preliminare di Champions di mercoledì, quando al San Paolo si affronteranno Napoli e Nizza. Le addette all’ufficio, non per colpa loro, non hanno indicazioni da fornire neanche sul fatto che la vendita dei biglietti è vietata a chi vive in Francia. Se a Chiaia, con l’eccezione di una gelateria e poco altro, è tutto serrato, meglio dovrebbe andare in via Toledo e nei Decumani. Alcuni locali di ristorazione resteranno regolarmente in servizio: «Anche a Ferragosto» spiegano da un noto locale di piazza Bellini ma ci sono anche dei ritrovi storici che alzeranno le saracinesche. E i turisti? «Pazienza. Torneranno», dice un pizzaiolo della zona di Forcella. (la Repubblica)