Capaccio Paestum. Al Comune l’ex “Villaggio degli amici”, sequestrato per abusi edilizi nel 2005

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Capaccio Paestum. Il sequestro per abusi edilizi scattò nel 2005. E Nel corso degli anni numerose sono state le violazioni dei sigilli apposti dall’autorità giudiziaria, con le conseguenziali denunce. Alla fine, con una sentenza di Cassazione del 2009, per lottizzazione abusiva scattò la confisca. In otto anni l’ex “Villaggio degli amici” è divenuto una vera discarica a cielo aperto: sull’area sono stati abbandonati cumuli di rifiuti di ogni genere, dagli ingombranti a materiali plastici, oltre ai resti deteriorati di strutture presenti nell’ex complesso turistico. La nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franco Palumbo, ha ora disposto l’acquisizione del bene al patrimonio pubblico e la bonifica di tutta l’area. «Porremo rimedio anche a quest’altro scempio che abbiamo ereditato», afferma il primo cittadino capaccese. Il Comune, infatti, ha attivato la procedura di trascrizione presso la Conservatoria dei registri immobiliari in virtù della sentenza della Corte di Cassazione (11/99 del 2009, passata in giudicato il 19/05/2016) per l’acquisizione al proprio patrimonio dell’ex struttura turistica, situata nella contrada marittima della Linora. Dopo aver formalizzato in consiglio comunale l’acquisizione al patrimonio comunale dell’ex villaggio, l’amministrazione attiverà, in tempi celeri, tutte le procedure necessarie per la bonifica dell’area, in danno agli ex proprietari del complesso. «È sicuramente un colpo al cuore vedere una delle nostre aree più belle in queste condizioni vergognose – afferma Palumbo – è ancora più triste, poi, pensare che chi ci ha preceduto, in virtù di una sentenza di Cassazione, avrebbe potuto già procedere all’acquisizione dell’area e bonificarla. Non è nostra intenzione continuare a sopportare quello scempio. Abbiamo attivato tutto l’iter per formalizzare il passaggio al patrimonio comunale dell’area e bonificarla; ovviamente gli interventi saranno effettuati in danno agli ex proprietari. Mi stupisce, tuttavia, come tale spazio, oggetto fino al 2011 di controlli, come si può evincere anche dalla denunce pervenute alla polizia municipale per violazione dei sigilli, sia stato poi, improvvisamente, abbandonato a se stesso. Restituiremo decoro e dignità anche in quell’area della fascia costiera, sul quale investiremo per il rilancio dell’economia del nostro territorio». Palumbo conclude: «Certamente le connivenze hanno mortificato l’interesse pubblico e questa amministrazione si caratterizza, e si caratterizzerà, solo nel porre in essere azioni che tutelino il patrimonio dell’intera comunità». La struttura turistica fu sequestrata l’8 aprile del 2005 dal comando di polizia municipale perché sprovvista delle autorizzazioni necessarie. Il sequestro, convalidato dalla Procura di Salerno nel maggio del 2005, interessò un’area di circa 3.500 metri quadrati, dove erano state eseguite varie opere edili senza alcun titolo autorizzativo. Il 30 giugno 2005 il Comune emise un’ordinanza di demolizione mai eseguita dai 17 proprietari dell’area. Negli anni, inoltre, sono state fatte diverse denunce per violazione di sigilli, nonostante fossero stati nominati tre custodi giudiziari tra i proprietari. (La Città)