Roma. Chirurgo cocainomane stuprava la compagna, filmava gli abusi con il cellulare e li mostrava al figlio di 10 anni

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Roma. Violentava la compagna, filmava gli abusi sessuali e li mostrava dal telefonino e dal tablet al figlio di appena 10 anni. Un chirurgo ortopedico dell’ospedale Grassi di Ostia è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Roma. F.P., medico di 55 anni, da anni molestava sessualmente la fidanzata e costringeva il bambino a vedere quelle scene di violenze e soprusi. Un aguzzino in camice bianco dalla doppia personalità, stando ai racconti dei colleghi di lavoro del presidio sanitario di Ostia: affabile con i pazienti, mostro in famiglia. Un incubo per la donna durato diversi mesi finché, ormai stremata dai continui maltrattamenti, non ha trovato il coraggio di denunciare tutto alla polizia. Agli agenti ha raccontato il suo dramma fatto di lesioni, botte e ricatti, aggravati dall’uso smodato di droga. Violenze che si consumavano spesso sotto l’effetto di cocaina e crack. Sostanze che il medico assumeva da tempo. Una dipendenza che lo ha allontanato, negli ultimi mesi, anche dal lavoro. Per questo il chirurgo aveva deciso di mettersi in malattia rimanendo lontano dall’ospedale e dai pazienti, ma non dalla famiglia. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno ricostruito ogni dettaglio della vicenda che ha tra le vittime anche un bambino di 10 anni, costretto a vedere i filmati dell’orrore e ad assistere anche ad alcune orge. Un inferno domestico. Un padre orco che non perdeva occasione per mostrare agli occhi del figlio le continue violenze. Filmati che hanno scosso anche gli agenti per la loro crudezza. In casa dell’uomo, tra Casal Palocco e l’Infernetto, è stato anche sequestrato del materiale informatico. Gli agenti vogliono verificare l’eventuale sussistenza anche dei reati di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, ipotesi che al momento non hanno riscontro. Il medico, che alternava il lavoro di chirurgo ortopedico tra l’ospedale Grassi di Ostia e la Asl Roma 3, non è la prima volta che si trova al centro di vicende giudiziaria a causa proprio della droga. Nel 2007 fu coinvolto in un giro di spaccio di cocaina all’interno dell’ospedale Grassi. In quell’occasione, stando alle prove acquisite all’epoca dai Carabinieri, il professionista avrebbe ricevuto una dose di cocaina in cambio di un certificato medico fasullo rilasciato a un parente di uno dei pusher coinvolti nel traffico. Il “malato”, in cambio, avrebbe beneficiato di un riposo lavorativo di 25 giorni per una diagnosi fantasma. Il medico fu accusato di falso e corruzione. Dopo il fermo lo specialista restò tre mesi in prigione. Dopodiché fu trasferito e sospeso dall’ospedale. Nel 2012 la condanna in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione. Poi il reintegro al lavoro e una lunga assenza per malattia, finita con l’arresto da parte della Squadra Mobile di Roma. (Il Messaggero)    

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