Torre del Greco. Pd in pressing, richiesta al prefetto dopo l’arresto del sindaco: “Ora sciogliete quel Comune”

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Il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello arrestato dalla Guardia di Finanza, Torre del Greco, 07 Agosto 2017. Si è concluso oggi 08 agosto 2017 l'interrogatorio di garanzia di Ciro Borriello, arrestato ieri con l'accusa di aver intascato tangenti sugli appalti per la nettezza urbana. Assistito dal suo avvocato, Giancarlo Panariello, il primo cittadino dimissionario, arrestato nell'ambito di un'inchiesta su presunti ''fondi neri'' elargiti per favorire le attività legate al servizio di raccolta dei rifiuti, ha risposto alle domande del pm della Procura di Torre Annunziata titolare dell'inchiesta, Silvio Pavia, e del gip Emma Aufieri, provando a chiarire i punti che gli vengono contestati. ANSA/CESARE ABBATE

Il sindaco leghista Ciro Borriello è in carcere da lunedì scorso per tangenti sull’affare rifiuti, sei assessori su sette e dieci consiglieri comunali su 24 sono dimissionari, il Palazzo Baronale è in frantumi ma il vicesindaco Romina Stilo, che due giorni fa si era fatta da parte, continuerà a guidare il Comune di Torre del Greco almeno per un’altra settimana, fino all’ultimo giorno utile a Borriello per ritirare le dimissioni presentate il 28 luglio, cioè prima di essere arrestato. Se Borriello non dovesse ritirarle a quel punto, il 17 agosto, l’amministrazione sarà sciolta per legge. Queste le indicazioni emerse dalla prefettura proprio mentre sul prefetto Carmela Pagano piovono richieste di scioglimento e commissariamento dell’amministrazione. Da piazza del Plebiscito è stato infatti inviato un “parere” del dipartimento Affari territoriali del ministero dell’Interno in cui si mette in evidenza che “le dimissioni del vicesindaco, che assume a tutti gli effetti i compiti di sindaco come nel caso specifico di Torre del Greco, diventano efficaci allo scadere dei venti giorni dalla data di presentazione delle stesse”. Romina Stilo, dimissionaria da 48 ore, ha raccolto il segnale rientrando nel pomeriggio al Palazzo Baronale: «Con grande senso delle istituzioni e totale spirito di servizio porto a compimento il lavoro affidatomi, garantendo il mio massimo impegno per la corretta gestione». Ma intanto il Pd torrese ha inviato una lettera al prefetto Pagano, l’europarlamentare democrat Andrea Cozzolino ha scritto al ministro dell’Interno Marco Minniti, una delegazione di parlamentari e consiglieri Mdp-Articolo è stata ricevuta stamattina in piazza del Plebiscito. «Ho informato il ministro Minniti – spiega Cozzolino – e ho avuto un lungo colloquio con il viceministro Filippo Bubbico sulla necessità di accelerare le procedure relative alla nomina del commissario dopo l’arresto per corruzione del sindaco Borriello. Bisogna garantire ad una così importante città una guida esperta ed autorevole in grado di accompagnare Torre del Greco fuori da questo vortice di malaffare». Anche il Pd torrese ha scritto al prefetto chiedendo la «nomina urgente di un commissario che assuma il governo del Comune». La nota è firmata dalla consigliera regionale Loredana Raia, dal segretario cittadino Antonio Cutolo e dai consiglieri dimissionari, Salvatore Romano, Clelia Gorga, Lorenzo Porzio e Michele Polese: «Dieci consiglieri comunali si sono dimessi ritenendo finita l’esperienza amministrativa all’indomani dei gravi fatti. Si evidenzia l’irresponsabile comportamento di consiglieri comunali ed assessori che non hanno la dignità di dimettersi. Siamo seriamente preoccupati ritenendo che non si possa lasciare la quarta città della Campania in balia di qualche sopravvissuto assessore». Ciro Borriello è stato arrestato lunedì mattina con l’accusa di avere ricevuto “fondi neri” in cambio di favori alla ditta “Fratelli Balsamo” che si occupava fino allo scorso giugno della raccolta dei rifiuti in città. In un primo interrogatorio il sindaco, che si era dimesso una settimana prima di finire in carcere, ha negato tutto. Nel frattempo ieri mattina si è dimesso un sesto assessore (su sette), Domenico Balzano (Protezione civile): «Non è assolutamente una sfiducia nei confronti del sindaco, che sono convinto saprà dimostrare la propria innocenza, ma un atto di responsabilità che non ho fatto prima solo perché mi trovavo in vacanza». In aula, dopo i consiglieri di Pd e Ncd, ha lasciato anche Antonio Trieste di una lista civica. (la Repubblica)