Camerota. Dopo il sequestro dei parcheggi traffico in tilt e disagi. Il sindaco: «ora arretrate i sigilli»

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A 24 ore dal sequestro eseguito dai carabinieri delle aree abusive adibite da decenni a parcheggio sotto il costone roccioso di Cala del Cefalo a Marina di Camerota, il caos regna sovrano lungo questi cinque chilometri di spiaggia. Anche ieri la scena non è cambiata: traffico in tilt, code in doppia e terza fila, auto in sosta vietata e pochi fortunati arrivati sin dalle prime ore del mattino per riuscire a trovare qualche spazio libero nell’area delimitata dalle strisce blu, l’unico spazio in cui ora è possibile sostare con le auto. Ma l’improvvisa riduzione dei posti per quasi cinquemila auto si è ripercossa non tanto sui parcheggiatori, privi dal 1990 di una concessione regolare quanto sui legittimi titolari degli stabilimenti balneari che si sono visti ridurre improvvisamente e drasticamente le presenze dei clienti. «Ieri e oggi il fatturato – spiega Raffaele Esposito, presidente dell’Associazione Balneari di Camerota – è calato del 50 per cento e le prospettive per noi imprenditori sono sicuramente di totale disperazione». L’amministrazione comunale da ieri ha avuto diversi incontri, anche con le forze dell’ordine ed i magistrati della Procura che si occupano del caso. In realtà il sequestro non è stato ancora convalidato e si attende da Vallo della Lucania una decisione definitiva per domani mattina. «Chiediamo un arretramento dei sigilli per permette una via di fuga sulla strada – ribadisce il sindaco di Camerota, Mario Scarpitta – è solo una questione di sicurezza. Per il resto stiamo attivandoci per trovare alcune soluzioni palliative per permettere ai bagnanti di raggiungere la spiaggia del Mingardo. Ma queste soluzioni tampone sono solo per il breve periodo perché è arrivata l’ora dopo 30 anni di nulla, di risolvere la situazione in modo strutturale e una volta per tutte. Ed anche per questo chiediamo al presidente della Regione di adoperarsi per metterci in condizione di venirne a capo». E monta nel frattempo anche l’esasperazione dei turisti, di coloro che hanno prenotato strutture e lidi a suon di denaro e che ora vedono la loro vacanza naufragare, anche perché trovare spazi altrove a mese di agosto inoltrato è una vera e proprio impresa. Resta l’amarezza per una vicenda, quella dei parcheggi gestiti abusivamente in quest’area, che non era affatto ignota, ma ben conosciuta anche dagli amministratori comunali che si sono succeduti negli ultimi 27 anni a Camerota. Si è preferito irresponsabilmente chiudere un occhio affidandosi alla fortuna, anziché cercare una soluzione che mettesse tutti al riparo da quanto poi si è verificato nelle ultime 48 ore. E chissà che però ora i magistrati avendo scoperchiato finalmente questo «vaso di Pandora» non presentino ai responsabili un conto salato. (Corriere del Mezzogiorno)

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