Napoli. Il general manager dello Starhotels Terminus denuncia lo stato di abbandono di Piazza Garibaldi

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Napoli. «I turisti ci ripetono sempre la stessa cosa: “Bello l’albergo, ma fuori fa paura”». E sì che ne ha visti di visitatori, in questi anni, lo storico Starhotels Terminus di piazza Garibaldi. «Viaggiamo su occupazioni altissime», sottolinea con orgoglio di general manager Antonio Lettera. Peccato che il contesto della zona intorno alla stazione centrale non sia cresciuto nella stessa maniera. «Anzi, la situazione sta peggiorando», annuisce Lettera. L’allarme è stato rilanciato dai residenti del quartiere Vasto dopo la pubblicazione online del video della pattuglia di militari circondata in via Firenze da una folla di immigrati dopo aver fermato un uomo. «Siamo al collasso», afferma il presidente della municipalità Giampaolo Perrella, che si prepara a scrivere una lettera al Viminale: «Gli immigrati vanno distribuiti su tutto il territorio di Napoli e provincia. Al ministro Minniti – aggiunge Perrella – chiederemo misure straordinarie, simili a quelle adottate per la stazione di Milano, con controlli mirati nei confronti di queste persone per appurare che non siano spacciatori. Ma vogliamo anche un’indagine sui centri di prima accoglienza. Qui l’integrazione c’è sempre stata, ma questa nuova ondata di migranti non viene formata, non gli vengono dati strumenti. Vagano sul territorio fino a tarda notte e spesso si ubriacano provocando risse». Alfonso De Vito, della rete antirazzista, chiede per la zona di piazza Garibaldi «processi governati ma nel rispetto di tutti, perché i migranti sono un pezzo di piazza Garibaldi. I luoghi devono trasformarsi e migliorare nel rispetto di tutti». Chi chiede con forza «un intervento massiccio per risanare la zona» è il general manager dello Starhotels Terminus. Direttore Lettera, perché parla di «peggioramento della situazione»? «Tre anni fa, quando fu inaugurato il lato sinistro della piazza, avevamo assistito a un miglioramento della condizione del territorio. Ora invece le cose stanno andando nel senso opposto». Quali sono i nodi principali? «Innanzitutto la sicurezza. C’è una escalation della microdelinquenza notevole. Il nostro albergo ha 170 camere, ad agosto come a luglio saremo sempre pieni. Parliamo di turisti di livello, che vengono a visitare i luoghi d’arte, i musei, Pompei. Poi, puntualmente, si ritrovano vittime di scippi o rapine. Noi cerchiamo di garantire la massima assistenza, li seguiamo nell’iter con gli ospedali se necessario. Ma è umiliante. E non è neppure l’unico problema». A cosa si riferisce? «Al degrado della piazza. I marciapiedi sono invasi da ambulanti che la polizia municipale non riesce a tenere a bada. Certe volte sembrano poter arrivare fin dentro l’albergo. Per non parlare dei venditori di calzini. E c’è la questione della pulizia, le strade sono troppo spesso sporche». Ne avete parlato con l’amministrazione comunale? «Con il sindaco e con gli assessori siamo in stretto contatto. Ma occorre un intervento complessivo del Comune e della forza pubblica. Da tempo chiediamo di istituire nella piazza un presidio attivo 24 ore su 24. Come operatori stiamo facendo il massimo per attrarre turismo di qualità. L’intera città viaggia su livelli di occupazione dell’85 per cento. Noi abbiamo ristrutturato tutte le camere. Fuori però sembra di essere circondati. Non si può immaginare di voler fare di Napoli una delle capitali del turismo mondiale senza riqualificare la zona della stazione centrale». (la Repubblica)