Capri violenta fermato aggressore di albanese, ma si chiede più sicurezza

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Capri violenta fermato aggressore di albanese, ma si chiede più sicurezza
Capri. È stato individuato dai carabinieri il giovane albanese che domenica sera sulla spiaggia di Marina grande aveva aggredito un bagnante di nazionalità cingalese. Intanto, anche sull’ordine pubblico sono diverse le posizioni dei due sindaci. Ieri il sindaco di Capri, Gianni De Martino, ha girato alle autorità di polizia la nota ricevuta dall’avvocato Simeoli, presidente dell’Associazione Nazionale Liberi Consumatori, nella quale si chiedeva alla luce dei fatti accaduti un potenziamento delle forze dell’ordine a Capri e Anacapri. De Martino nell’occasione ha anche confermato la disponibilità della sua amministrazione a fornire i supporti logistici necessari.
«La necessità di un potenziamento della vigilanza sul territorio è inderogabile – ha dichiarato il sindaco – anche e soprattutto nelle ore notturne, in ragione del particolare periodo della stagione turistica, quando proprio nelle ore notturne vi sono in attività tanti esercizi pubblici e molti turisti in giro». Conclude il sindaco: «Era già stata garantita la nostra ldisponibilità a fare utilizzare i locali e gli spazi di proprietà del Comune per collaborare il più possibile all’aumento della sorveglianza del territorio».
Diverso il parere del sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, che sul tema sicurezza, dichiara: «L’isola con le sue due comunità è una delle località più tranquille e sicure al mondo. Il caso di domenica è stato ampliato sino all’estremo. I nostri ospiti vivono tranquillamente la loro vacanza e molti non sono nemmeno venuti a conoscenza dell’accaduto, che tra l’altro si tratta di una lite tra due persone, seppur violenta».
Poi, conclude Cerrotta: «Il territorio isolano è costantemente monitorato e vigilato da tutte le forze dell’ordine locali». Intanto i carabinieri continuano le indagini sull’episodio che ha fatto scatenare furibonde polemiche in rete, sul web e tra le istituzioni anche per la violenza del pestaggio. Ieri mattina la svolta, l’ aggressore è stato individuato dai i militari dell’Arma che seguendo un fil rouge attraverso riscontri, deposizioni e dichiarazioni rese a verbale tra le persone che hanno assistito all’episodio e quelle che hanno commentato sul web l’accaduto (tra cui italiani, capresi e i connazionali dell’aggressore), i carabinieri sono riusciti ad individuare il domicilio del colpevole.
Il giovane S.P. nato nel 1983, di nazionalità albanese, si è reso irreperibile ancor prima che i militari entrassero in via provinciale Marina Grande nella casetta dove lui conviveva con la sua compagna, una coetanea di nazionalità ucraina. La giovane risulta essere residente a Capri, dove vive e lavora svolgendo attività di domestica in abitazioni private, mentre lo straniero albanese non ha nessun domicilio sull’isola e quindi potrebbe essersi allontanato o aver trovato ospitalità in un’abitazione di qualche connazionale.
Infatti, nel corso degli interrogatori sui fatti, si è alzato dagli stessi suoi connazionali un muro omertoso, tanto che uno di questi è stata denunciato dai militari per ostacolo alle indagini e per aver reso false dichiarazioni nel corso dell’interrogatorio al fine di scagionare il proprio connazionale. Intanto la vittima dell’aggressione, S.R. nato in Sri Lanka nel 1977, che risiede a Capri da diversi anni dove svolge l’attività di idraulico ed è nato un bambino avuto dalla sua compagna, è stato trasferito dal Capilupi presso il Secondo Policlinico di Napoli nel reparto maxillo facciale, per aver riportato la frattura del setto nasale e una profonda ferita lacero-contusa alla mascella sinistra, a causa dei colpi infertigli durante l’aggressione. Ieri, dopo che le sue condizioni sono migliorate, i sanitari del Capilupi hanno organizzato il trasferimento dell’uomo nella struttura specialistica del Policlinico. Intanto i carabinieri di Capri continuano la caccia all’albanese. Anna Maria Boniello , Il Mattino