Napoli, 7 giorni per ripartire. Ritmi bassi e soliti difetti ma Sarri vuole il «suo» Napoli nel test contro l’Espanyol

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La scorsa stagione è stata caratterizzata dai record, molti esaltano la fase offensiva. In 49 gare ufficiali gli azzurri hanno segnato 115 gol, mai così tante reti erano state realizzate nella storia del Napoli. Questi numeri sono frutto dell’identità di gioco costruita da Sarri, che ha consentito al Napoli, nonostante la cessione di Higuain e l’infortunio di Milik, di migliorare i dati della stagione precedente. Nell’annata 2016-17 la squadra di Sarri ha portato a casa in serie A la miglior percentuale di possesso palla più alta (62,1%) e la miglior percentuale di passaggi riusciti (87.2%). Nel precampionato gli azzurri si sono espressi come se il campionato non fosse mai finito, l’armonia nella costruzione della manovra sin dalla prima amichevole è stata evidente. Un livello così alto di compattezza e di conoscenza dei meccanismi tattici impartiti dall’allenatore ha permesso al Napoli di dominare ampi spezzoni di partite disputate contro avversari di spessore internazionale. I numeri del precampionato per la fase offensiva sono buoni: trentaquattro i gol realizzati in sette amichevoli. Sono dieci, quindi la media di due a partita, se si escludono i test poco probanti contro la Bassa Anaunia e il Trento. A Bournemouth il Napoli ha finalizzato molto meno rispetto alle palle-gol costruite. Diciassette tiri, dodici verso lo specchio della porta e quindici occasioni per realizzare solo due reti, rischiando anche di perdere la partita. La sensazione è che il Napoli, con più lucidità e cattiveria sotto porta e Milik a disposizione per tutta la stagione, possa andare anche oltre il record dei 115 gol. Ben vengano le reti in più ma il salto di qualità passa per la fase difensiva. I sei gol subiti tra Carpi, Chievo Verona, Atletico Madrid, Bayern Monaco e Bournemouth sono frutto di tante variabili. La preparazione è in corso, la brillantezza non c’è, il livello di condizione atletica non può essere al massimo e allo stesso tempo cala anche la concentrazione. Queste amichevoli sono spesso condizionate dal cospicuo numero di sostituzioni e dalla difficoltà ad adattarsi a gara in corso ai cambi realizzati. Sullo sfondo c’è, però, un’analisi strutturale: il Napoli s’esprime al meglio in entrambe le fasi quando riesce a tenere i ritmi altissimi, appena cala il livello dell’intensità diventa vulnerabile. Riguardo alla fase difensiva, il gruppo di Sarri deve migliorare nella lettura delle situazioni, nella capacità di difendere in area di rigore anche quando è sotto pressione. L’organizzazione a difesa schierata è il sistema che trasmette certezze, non il dogma assoluto da cui non uscire neanche nelle emergenze. Non si può sempre difendere con la linea, talvolta bisogna accettare il duello individuale e vincerlo, avendo come punto di riferimento sia l’avversario che il pallone, non solo quest’ultimo. Un aiuto può arrivare dalla crescita delle risorse interne: Maksimovic ha superato i problemi fisici ed esprime un anno di lavoro nel sistema di gioco di Sarri, i giovani talenti del centrocampo azzurro hanno ampi margini di miglioramento nella fase di non possesso. Sarri ha concesso due giorni di riposo ai suoi, si ricomincerà a lavorare domani pomeriggio per preparare l’amichevole contro l’Espanyol, l’ultimo test prima del Nizza che ha acquistato Wesley Sneijder. (Corriere del Mezzogiorno)