Piano di Sorrento tagliati i Pini di Villa Fondi il WWF scrive al sindaco

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Piano di Sorrento tagliati i Pini di Villa Fondi il WWF scrive al sindaco

Egregio Signor Sindaco,

Le scrivo a riguardo dei grossi ed importanti esemplari storici di Pini che si ergevano maestosi nel parco della Villa Fondi De Sangro nel Comune di Piano di Sorrento ed erano divenuti a pieno titolo un simbolo affettivo oltre che topografico del luogo.

Su quali siano state le cause che abbiano portato alla repentina morte di due degli esemplari arborei oggetto di taglio ed al deperimento di altri due è difficile dare una risposta certa, e dubito che si abbia la reale volontà di cercarla da parte delle istituzioni.
Sono diverse le ipotesi: probabili modifiche e/o danni all’apparato radicale causati da interventi antropici, attacco di agenti patogeni fungini e malattie virali o batteriche oppure, ed è la tesi più preoccupante, eventuale sabotaggio operato ai danni degli stessi? Tali ipotesi avrebbero trovato adeguata e scientifica risposta solo con un’attenta e accurata analisi delle parti del tronco e delle chiome delle piante, da eseguirsi in contemporanea con le operazioni di taglio con la presenza/ausilio sul posto di un esperto fitopatologo. Duole prendere atto di come si procederà anche all’abbattimento di due esemplari di Pino ancora vivi, scelta che ha prevalso sulle richieste accorate di cure e messa in sicurezza avanzate dalla nostra associazione!

Gli esemplari arborei oggetto dell’abbattimento erano stati censiti dalla nostra Associazione già nel 2000. L’età stimata era di oltre 100 anni: una veneranda età, ma non tale da considerarsi la punta massima del ciclo vitale del Pinus Pinea, di cui si conoscono esemplari di almeno il doppio di età. Nelle varie perizie e documentazioni prodotte dall’amministrazione vi è una palese discordansa sull’attribuzione dell’età degli alberi in questione.

Nella mattinata odierna allertati dai cittadini abbiamo constatato l’inizio delle operazioni di abbattimento degli alberi. Con l’abbattimento delle piante, e la palese impossibilità tecnica/agronomica di rimettere le stesse piante allo stesso posto, la modifica del paesaggio e dello stato dei luoghi appare irreversibile e definitiva!!! Riteniamo, pur tuttavia, che gli esemplari arborei in oggetto non debbano necessariamente tutti trasformarsi in legna da ardere.

Sarebbe interessante, come più volte proposto dallo scrivente, nei numerosi incontri avuti con l’amministrazione nel recente passato, di lasciare in situ (o semplicemente “recuperare”) una parte del lungo tronco alla base (circa 4 m) e, con l’ausilio di un valente artigiano, creare un’artistica e simbolica scultura lignea.

L’opera d’arte realizzata potrà, se lo si ritenesse opportuno, anche essere spostata dal sito, per evitare che il tronco rimanendo a contatto con le radici nel sottosuolo possa accelerare il suoi processi di degradazione. Tale scultura potrebbe essere affiancata da un pannello didattico, inserito in una bacheca in legno di pino, in cui leggere, in varie lingue, la storia del grande albero e la sua trasformazione in opera d’arte.

Sarebbe inoltre assolutamente importante riuscire a recuperare dalla sezione dei tronchi delle grosse “fette” circolari. In tali fette estratte per ciascuno albero (a circa 1,30 m da terra) sarebbero leggibili gli anelli di accrescimento stagionali della pianta e si potrebbe dedurre, di conseguenza, l’età precisa della pianta e la sua storia, oltre che interessanti osservazioni sugli andamenti climatici (piovosità, siccità, ecc.) che si sono succeduti negli ultimi secoli nel comune di Piano di Sorrento. Tali studi ed osservazioni andrebbero svolte anche con l’ausilio di tecnici preparati e qualificati in materia (agronomi, meteorologi, biologi, ecc.).
Sarebbe interessante esporre alcune grosse “fette” dei grandi pini (opportunamente trattate con vernice e quant’altro) alla base della scultura realizzata nel tronco e, perché no, anche nel palazzo municipale a ricordo dei patriarchi arborei.
Il WWF Terre del Tirreno, come da prassi, con la presente nota coglie l’occasione per fare formale richiesta di ottenere una sezione del legno, di ogni albero oggetto di abbattimento nel Parco della Villa Fondi, da custodire presso la nostra sede.

Con l’azionarsi delle motoseghe venute dalla Puglia, da stamane, si sta mettendo la parola “FINE” alla storia dei patriarchi arborei di Villa Fondi, ma possiamo ancora cogliere l’occasione per far riflettere sull’importanza dei grandi alberi, testimoni del passare del tempo, della storia e delle vicende umane.

E’ senza dubbio auspicabile che, al posto dei pini preesistenti, si lavori seriamente e con “scientificità” per ottenere, nella stagione agronomicamente opportuna, l’effettivo e concreto reimpianto di nuovi Pini (inutile ribadire che “allo stesso posto” sarà improbabile se non impossibile andare a rimetterli!) che abbiano al momento dell’impianto già discrete dimensioni (6/8 m di altezza e circonferenza tronco 60/70) in modo da svolgere a pieno, tra molti decenni, il ruolo svolto dai predecessori. Infine, visto lo stato di precario e annoso abbandono del verde e degli alberi nella Villa Fondi si chiede di voler reperire risorse, recuperandole anche dalla vendita delle tonnellate di prezioso legname ricavato dall’abbattimento, per procedere al reimpianto anche di TUTTI gli altri alberi (palme, lecci, cipressi, siepi, ecc.) eliminati, seccati e/o abbattuti nel parco procedendo alla realizzazione ed approvazione di un progetto di riqualificazione dell’intera area. In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

WWF
Terre del Tirreno
Il Presidente
Claudio d’Esposito