Sant’Agnello su elezioni interviene Michele Vitiello

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Sant’Agnello  ( Penisola Sorrentina, Sorrento Coast ) Gentile Direttore, ho avuto modo di leggere l’articolo all’interno del quale si ipotizza una mia candidatura in Consiglio Comunale o a Sindaco della nostra amata Sant’Agnello. Come mio solito, per una questione di chiarezza e rispetto nei confronti dei cittadini, voglio chiarire la nostra posizione. Nell’ultimo periodo sono aumentate, forse legittimamente, le voci che riguardano il mio impegno politico, se così possiamo definirlo, assieme al gruppo di amici che mi accompagna, un gruppo di ragazzi in gamba, preparati, che mettono a disposizione della comunità il proprio tempo e le proprie professionalità. In questi anni in cui ci siamo occupati di attivismo giovanile e sociale abbiamo avuto modo di confrontarci con tantissimi cittadini e associazioni, imprenditori e dipendenti, giovani e adulti. Li abbiamo ascoltati, e abbiamo riscontrato in loro un forte bisogno di “rappresentanza”, di disponibilità all’ascolto e di capacità di risoluzione dei problemi, che forse non hanno riscontrato in tutti i nostri rappresentanti, sia della maggioranza che dell’opposizione. C’è un senso generale di sfiducia e di stanchezza, che porterà moltissimi a non andare a votare alle prossime elezioni comunali. Questo sentimento lo comprendo, e credo sia il frutto di una politica di bottega, di un modo di fare sbagliato, che scambia la critica costruttiva con quella personale (e si offende), di un approccio all’amministrazione troppo egoistico, troppo impegnato a pensare a sé, ai propri ristretti amici, o alle battaglie ai nemici: è così che a volte si finisce per porre in secondo piano le esigenze del quotidiano, cioè l’amministrare, perdendo tante opportunità. Da dicembre non sono più presidente del Forum di Sant’Agnello, ho scelto di dimettermi, di fermarmi un attimo, di tirare il freno a mano: mi serviva un cambio di prospettiva, ho avvertito la necessità di guardare dal di fuori il nostro percorso di questi anni, e di capire se la strada imboccata era quella giusta. Ho avuto l’opportunità di dedicarmi ad altro, anche di più a me stesso, e questo mi ha dato una visione dello scenario più oggettiva. C’è una cosa di cui mi sono fortemente convinto durante questi mesi, e in questo caso la verità è così potente che la prospettiva da cui ti poni non ha importanza: molti amministratori peninsulari hanno esaurito il contributo che potevano dare, hanno perso l’entusiasmo e l’amore per la cosa pubblica, ed è giusto che si porti un po’ di aria fresca e di rinnovamento. Le persone ne avvertono l’esigenza. Questa cosa bisogna dirla, anche se in pochi hanno il coraggio di farlo. Tutto, o quasi, viene affrontato nell’emergenza, senza una reale programmazione a medio e lungo termine, o meglio, senza una chiara strategia di crescita che veda l’impegno congiunto di tutti i settori in un unico, lucido, disegno. Anche sovracomunale. Noi giovani, oggi, abbiamo il dovere morale di immaginare come vogliamo che sia Sant’Agnello da qui ai prossimi venti anni. E per fare questo vogliamo utilizzare il metodo del confronto e della condivisione. Credo che il sindaco Sagristani abbia fatto cose buone in questi anni, ma ho anche visto coi miei occhi che spesso si è ritrovato solo, o assistito da pochi, a dover affrontare l’amministrazione del Paese, con tutte le difficoltà che questo oggi comporta. E’ naturale che in questo modo, senza collaboratori coesi che pensino al bene del Paese più che al mantenimento della posizione, si possano anche fare degli errori. Noi lo abbiamo sempre detto, esponendoci pubblicamente, sottolineando le inefficienze, portando proposte ed elogiando invece quello che di buono è stato prodotto, senza badare alla parte dalla quale queste cose provenissero. Questa sincerità, che è il frutto della nostra libertà, ci ha portato non pochi rivali, pronti anche a diffamare con falsità, o a porre notevoli bastoni tra le ruote lungo il cammino. Ma la reazione è sempre stata la stessa, andare avanti a fare una cosa alla quale non rinunceremmo mai: provare a migliorare Sant’Agnello. Crediamo che la Politica, quella bella, quella vera, sia fatta di due momenti in particolare: uno di ascolto e di confronto, l’altro di programmazione e realizzazione. Questa è per noi la vera rappresentanza. Per questo motivo è necessario che le forze sane del Paese riacquistino con un moto d’orgoglio lo spazio che meritano, impegnandosi in prima persona nella politica comunale col loro contributo diretto o indiretto. C’è bisogno di sana aggregazione e di senso di comunità, quello che un po’ abbiamo perso nelle vite di oggi, così individuali, dove tutti siamo un po’ più soli. Noi siamo disponibili a coordinare questi momenti di incontro, che possano portare a proposte concrete per la risoluzioni dei problemi. Se i cittadini poi, ci chiederanno un passo in più, con un impegno all’interno delle istituzioni, accoglieremo con coraggio questa responsabilità.

Michele Vitiello

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2 COMMENTI

  1. Ben venga il ricambio generazionale, ma solo se accompagnato da adeguata saggezza. Quella di scegliere i propri collaboratori in primis, fra persone per bene ed incorruttibili. Persone fedeli ai princìpi, e non ai loro comandanti. Purtroppo reclutare persone valide in un contesto cattolico-baronale come quello peninsulare non sarà facile. Spero altresì che la vecchia guardia capisca che è tempo di rinnovarsi, innanzitutto condividendo sul web il proprio operato, e chiedendo consiglio ai cittadini con i moderni mezzi che la tecnologia offre: sondaggi, questionari online da sottoporre al cittadino, ecc.. per tenere il polso del popolo e privilegiare il bene di molti rispetto a quello dei soliti pochi, nella speranza di un’amministrazione VERAMENTE TRASPARENTE.
    Sicuramente ad un “nativo digitale” queste cose verranno più spontanee, e mi auguro che i nuovi candidati non si lascino mai corrompere dal potere, ma siano sempre savi e disposti a vedere le cose da più punti di vista.

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