De Laurentiis sommerso dall’affetto dei tifosi: «Lo scudetto non è un tabù»

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Alex Berenguer è sempre più vicino al Napoli. Lo ha ammesso ieri il presidente Aurelio De Laurentiis, sommerso dalla passione dei circa 4.000 tifosi azzurri presenti nel ritiro di Dimaro Folgarida. Il numero uno azzurro ha risposto a precisa domanda di un supporter partenopeo con un eloquente «sì, dovrebbe arrivare». E dalla Spagna confermano che tutto sta andando per il verso giusto visto che il giocatore, attualmente in ritiro con l’Osasuna, ha guardato i suoi compagni allenarsi senza scendere in campo per evitare eventuali complicazioni a un affare in dirittura d’arrivo. Il Napoli dovrebbe versare nelle casse della compagine spagnola 5 milioni e mezzo di euro più bonus, ma l’ufficialità potrebbe essere data solo dopo che sarà venduto Emanuele Giaccherini, finito nel mirino del Genoa anche se l’ingaggio di 2 milioni di euro annui percepito dal centrocampista italo-argentino rallenta la chiusura della trattativa. Intanto il neo acquisto Adam Ounas sta entrando nei cuori dei tifosi napoletani: ieri è stato uno dei più acclamati nella doppia seduta di allenamento cui il tecnico Maurizio Sarri ha sottoposto i suoi uomini. Supporters rimasti estasiati dalla prova con gol, il primo con la nuova maglia, offerta dall’algerino nella gara amichevole contro il Trento vinta 7-0. Ounas è stato elogiato anche dal presidente De Laurentiis: «Era uno che mordeva la porta, si è inserito molto bene. Mi fa piacere che Sarri lo abbia subito messo in campo». Il patron però ha parole dolci pure per l’allenatore toscano: «Lo vedo un altro uomo, sereno, molto tranquillo, sicuro di sé, della squadra, non è assolutamente preoccupato che gli altri si stiano rinforzando». Il numero uno dei partenopei non si tira indietro nemmeno quando si parla di scudetto, sogno e obiettivo più o meno proibito, per la prossima stagione: «In passato si diceva di non pronunciare questa parola perché se non l’avessimo vinto avrebbero detto che l’avremmo voluto vincere, ma è normale. Ho sempre pensato a vincere, anche a scuola», la sua conclusione. (La Città)  

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