LETTERE DA PIANO DI SORRENTO GUERRA ALLO STATO – L’INCENDIO DEL VESUVIO

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO

GUERRA ALLO STATO – L’INCENDIO DEL VESUVIO

 

È iniziata la stagione degli incendi che, ancora una volta, ci trova impreparati. L’11 luglio scorso, soltanto in Campania, sono stati censiti 100 incendi. Quello che sgomenta di più è il disastro ambientale che ha colpito il Vesuvio, un incendio che ha raggiunto proporzioni incredibili, qualcuno ha parlato di “Apocalisse”. Il fuoco sulla testa dei turisti, case evacuate, strade chiuse, gente barricata nelle abitazioni, pericolo per persone ed animali, un’aria divenuta pesante ed irrespirabile…un inferno!

Sono tanti gli interrogativi che si pongono. Perché dopo gli innumerevoli episodi di piromania che affliggono il nostro Paese, non si fa una campagna di prevenzione, non c’è controllo del territorio, non si sorvegliano le zone più a rischio e non ci sono, poi, mezzi ed uomini sufficienti e tempestivamente impiegati? Già l’anno scorso il Vesuvio fu colpito da un incendio, sia pure di dimensioni minori, ma questo doveva costituire un allarme; inoltre c’era da considerare la predisposizione, per l’assenza di pioggia e paurosa siccità, ad un simile evento. Perché dunque non si è provveduto al controllo e messa in sicurezza del territorio? Perché non si è intervenuti all’inizio quando i focolai erano ancora contenibili? Sono tutti perché che meriterebbero una risposta.

Dai primi accertamenti delle Procure gli incendi appaiono dolosi e dietro c’è molto probabilmente la mano della Camorra che, profittando dell’assenza delle Istituzioni, sguinzaglia criminali a costo zero, i quali utilizzando sistemi anche di estrema barbarie, appiccano il fuoco. La guerra è allo Stato, la Camorra non accetta che i Parchi Naturali, le Oasi ambientali, le zone protette siano sottratte alla loro gestione, al loro dominio e appiccano fuochi, devastando il Paese. C’è da dire che, nel cammino dell’Umanità, c’è gente che ha sacrificato la propria vita per difendere la propria terra ed il patrimonio storico ambientale che ha ereditato, da noi purtroppo c’è che distrugge impunemente tutto questo, in un’insana folle corsa all’autodistruzione e così, di anno in anno, ettari ed ettari di terreno vanno in fumo e noi ci limitiamo a censirli ed a prenderne atto.

Don Maurizio Patriciello ha detto: “la politica ha ucciso lo Stato”. È significativa questa affermazione; mentre l’Italia va in fumo, alcuni nostri rappresentanti, in altre faccende affaccendati, si esibiscono nei talk-show.

È la notte della Repubblica; profittando dell’oscurità i ratti escono dalle fogne.

 

(avv. Augusto Maresca)

 

È iniziata la stagione degli incendi che, ancora una volta, ci trova impreparati. L’11 luglio scorso, soltanto in Campania, sono stati censiti 100 incendi. Quello che sgomenta di più è il disastro ambientale che ha colpito il Vesuvio, un incendio che ha raggiunto proporzioni incredibili, qualcuno ha parlato di “Apocalisse”. Il fuoco sulla testa dei turisti, case evacuate, strade chiuse, gente barricata nelle abitazioni, pericolo per persone ed animali, un’aria divenuta pesante ed irrespirabile…un inferno!

Sono tanti gli interrogativi che si pongono. Perché dopo gli innumerevoli episodi di piromania che affliggono il nostro Paese, non si fa una campagna di prevenzione, non c’è controllo del territorio, non si sorvegliano le zone più a rischio e non ci sono, poi, mezzi ed uomini sufficienti e tempestivamente impiegati? Già l’anno scorso il Vesuvio fu colpito da un incendio, sia pure di dimensioni minori, ma questo doveva costituire un allarme; inoltre c’era da considerare la predisposizione, per l’assenza di pioggia e paurosa siccità, ad un simile evento. Perché dunque non si è provveduto al controllo e messa in sicurezza del territorio? Perché non si è intervenuti all’inizio quando i focolai erano ancora contenibili? Sono tutti perché che meriterebbero una risposta.

Dai primi accertamenti delle Procure gli incendi appaiono dolosi e dietro c’è molto probabilmente la mano della Camorra che, profittando dell’assenza delle Istituzioni, sguinzaglia criminali a costo zero, i quali utilizzando sistemi anche di estrema barbarie, appiccano il fuoco. La guerra è allo Stato, la Camorra non accetta che i Parchi Naturali, le Oasi ambientali, le zone protette siano sottratte alla loro gestione, al loro dominio e appiccano fuochi, devastando il Paese. C’è da dire che, nel cammino dell’Umanità, c’è gente che ha sacrificato la propria vita per difendere la propria terra ed il patrimonio storico ambientale che ha ereditato, da noi purtroppo c’è che distrugge impunemente tutto questo, in un’insana folle corsa all’autodistruzione e così, di anno in anno, ettari ed ettari di terreno vanno in fumo e noi ci limitiamo a censirli ed a prenderne atto.

Don Maurizio Patriciello ha detto: “la politica ha ucciso lo Stato”. È significativa questa affermazione; mentre l’Italia va in fumo, alcuni nostri rappresentanti, in altre faccende affaccendati, si esibiscono nei talk-show.

È la notte della Repubblica; profittando dell’oscurità i ratti escono dalle fogne.

 

(avv. Augusto Maresca)