Parte dalla Sicilia il nuovo il grido di allarme e di dolore dei Poliziotti !!!

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In una lettera congiunta i  Segretari Provinciale di Trapani, GIALLO SCHIFANO Pietro, e  Regionale Sicilia, RULLO Bruno, hanno inviato la seguente e grave missiva di forte allarme e di dolore al Capo della Polizia Prefetto Franco GABRIELLI, per il  pericolose coindizioni in cui versano l’Ordine e della Sicurezza Pubblica nella “lontana Sicilia” e, di conseguenza, in tutta l’Italia: “Eccellenza questa O.S. ha perso il conto ormai di quante volte abbia denunciato il rischio  che un idebolimento della presenza dello stato sul territorio potesse portare al riemergere di fenomeni criminali che parevano ormai sopiti.

MI riferisco innanzitutto a quanto accduto la scorsa settimana nel territorio di CAMPOBELLO DI MAZARA – Feudo del superlatitante MATTEO MESSINA DENARO.

Eccellenza proprio il giorno 6/07/2017 a Campobello di Mazara è stato ucciso in pieno giorno da due killer  Giuseppe MARCIANO, genero del boss di Mazara del Vallo Diego BURZOTTA.

Questo omicidio eseguito con tipiche modalità mafiose è un segnale lanciato al territorio, che le ricordo essere al altissima densità mafiosa, e vuole dire che chi controlla il territorio non è lo Stato ma “loro”, “gli altri”, quelli che hanno potere di vita e di morte su quanti osano contrastare il loro predominio.

E cosa dire Eccellenza del gravissimo episodio accaduto giusto ieri a Palermo dove è stato compiuto un vero e proprio raid vandalico alla memoria di uno degli eroi del nostro tempo, alla SCUOLA Giovanni FALCONE nel quartiere ZEN di Palermo, dove ignoti hanno staccato la testa e il busto del magistrato ucciso dalla mafia 25 anni fa.

Ma c’e di più, ignoti individui, sempre a Palermo, hanno anche bruciato un cartellone con  l’immagine del magistrato posizionato davanti i cancelli della scuola Alcide de Gasperi…

… o ancora delle minacce all’indirizzo del Giudice Nicola AIELLO (che lo vede impegnato nel processo a 40 boss del BORGO VECCHIO) e del cronista della Repubblica Salvo PALAZZOLO, e parliamo pure dell’omicidio di Giuseppe DAINOTTI, esponente di spicco del mandamento di Porta Nuova, ucciso con un colpo alla nuca  alla vigilia della strage di Capaci, dove persero la vita il Giudice Giovanni FALCONE la moglie Francesca MORVILLO E gli agenti della scorta.

Eccellenza è ancora viva nella memoria di chi scrive i fatti e gli eventi di quei tragici anni e degli allarmi lanciati a chi aveva il dovere di ascoltarli.

È ancora vivo nella memoria di noi GIUBBE BLU l’urlo di dolore la rabbia, e l’indignazione che provammo nel sentirci soli e abbandonati da chi aveva il dovere di non lasciarci da soli e il disprezzo provato verso quegli stessi individui dai quali non ci sentivamo più rappresentati, non ultimo il rifiuto di condividere con ESSI un dolore del quale non li ritenevamo degni di condividere quando, costernati dalla gravissima ed iccommensurabile perdita di questi eroici servitori dello Stato,  osarono presentarsi alle esequie col capo coperto di cenere.

Perché era il nostro dolore Eccellenza, Il dolore di chi stava combattendo una guerra  ed era stato lasciato da solo… era il nostro dolore Eccellenza e nessuno ce lo doveva togliere.

Ricordo ancora l’urlo lanciato dalla folla dai cittadini di Palermo che si stringevano attorno a noi, migliaia, milioni di GIUBBE BLU che urlavano il loro disprezzo nei loro confronti. In quel momento erano loro lo Stato e non chi li rappresentava.

Eccellenza, la storia si ripete quando la prima volta non c’era nessuno ad ascoltarla e questa O.S. non vuole credere che voglia aspettare il tragico evento per strumentalizzarlo ai fini politici.

Così come rifiutiamo assolutamente di credere che Ella non abbia ancora compreso di quanto grave sia il degrado verso il quale sta scivolando la nostra Amministrazione, che le ricordo essere l’unica FORZA DI POLIZIA ad ordinamento civile, una FORZA DI POLIZIA per tradizione vicina alla collettività e con la gente tra la gente, ma che specie negli ultimi anni sta conoscendo un declino e un depauperamento delle nostre risorse che pare ormai inarrestabile.

Noi ci rivolgiamo a Lei Eccellenza nella speranza che possa fermare la china che ci avvicina sempre più al baratro e ridare speranza a quanti confidano ancora nella Istituzione qui si onorano di appartenere.”