SALERNO. ALTRE 48 ORE SENZA AUTOBUS, GLI AUTISTI: UTENTI AIUTATECI

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 SALERNO. ALTRE 48 ORE SENZA AUTOBUS, GLIAUTISTI: UTENTI AIUTATECI

Seconda giornata di sciopero selvaggio dei mezzi di trasporto pubblici. E a Salerno scoppia il caos. Traffico in tilt nelle ore di punta, utenti inferociti alle fermate, centralini delle autolinee presi d’assalto per le richieste di informazioni. E il fatto che anche oggi e forse domani, nessun autobus uscirà dai depositi, non migliora certo il quadro complessivo. Dopo la prima mezza giornata di disagi, ieri si è avuto il culmine, con gli autobus del Cstp, della Sita e di tutte le autolinee private in sciopero continuo, per protestare contro i tagli al servizio e sostenere la lotta a favore dei circa 200 lavoratori che rischiano il posto di lavoro in tutta la provincia. Molti i salernitani che dopo la prima giornata di protesta pensavano di aver archiviato i disagi. Quindi quasi nessuno ha provveduto a trovare una soluzione alternativa. Se non d’urgenza, ricorrendo, quindi, all’auto e congestionando ulteriormente il traffico cittadino che nelle ore di punta si è fatto insostenibile. C’è poi la schiera formata da coloro che la soluzione alternativa non ce l’hanno e che si sono dovuti arrangiare di conseguenza. Non si contano le telefonate agli uffici e ai luoghi di lavoro per annunciare ritardi, così come qualcuno ha dovuto addirittura rinunciare alla giornata lavorativa. L’unica, magra, consolazione è che le scuole sono chiuse ormai da tempo, altrimenti il caos sarebbe diventato davvero incontrollabile. Gli epicentri dello sconcerto sono Piazza della Concordia e Piazza Ferrovia, mentre a via Vinciprova, dove stazionano gli autobus della Sita, è quasi un deserto. Una situazione che fa riflettere su quanto sia necessario un sistema di trasporto pubblico locale funzionante e funzionale alle esigenze della gente. Di chi non può permettersi una sosta a pagamento troppo lunga o di chi semplicemente non vuole perdere tempo a cercare un parcheggio o ancora di chi non ha alternative e deve adattarsi. Dai lavoratori e dai sindacati arriva però l’appello all’utenza, affinché capiscano le ragioni di una protesta così clamorosa. «In ballo c’è il destino di centinaia di famiglie – spiega Matteo Cuomo della Cisl – Sappiamo bene che la nostra protesta sta causando disagi pesantissimi all’utenza, ma chiediamo alla gente di stare dalla nostra parte e di combattere insieme a noi una lotta che è anche la loro, viste le condizioni in cui sono costretti a viaggiare da quando sono in vigore i tagli». E ieri è stata la volta della «marcia su Napoli». In divisa, a bordo di 11 autobus, circa 700 autisti provenienti da tutta la provincia di Salerno hanno paralizzato il traffico in centro a Napoli. Muniti di striscioni e fischietti, intonando cori da stadio, sono arrivati fin sotto le finestre di Palazzo Santa Lucia. Un corteo guardato a vista dalle forze dell’ordine, ma non c’è stato bisogno di intervenire. Alla fine Vetrella ha concesso loro un incontro, così come sono stati ricevuti dalla segreteria tecnica del presidente Caldoro. L’assessore non ha concesso, però, più di quattro minuti ai segretari provinciali delle sigle di categoria. Vetrella ha ribadito di non avere a disposizione i soldi per risanare il settore e ha invitato province e comuni a finanziare i servizi aggiuntivi per permettere alle aziende di sopravvivere. «Risposte evasive» secondo i lavoratori, convinti a proseguire con lo sciopero a oltranza. O almeno fino domani, quando in regione si riunirà un tavolo tecnico presieduto dall’assessore al lavoro Nappi per valutare le misure da intraprendere per riaprire il discorso degli ammortizzatori sociali in deroga che martedì erano stati negati.

Carmen Ielpo IL MATTINO DI NAPOLI