Oggi è un giorno triste per Sorrento e per tutti noi, se ne è andato Alessandro Schisano

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Oggi è un giorno triste per Sorrento e per tutti noi, se ne è andato Alessandro Schisano. Alessandro, uomo buono, intelligente, di sani principi, ambientalista, impegnato nel sociale e nei diritti civili, uno dei consiglieri comunali più puri e onesti , e di buon senso, che la penisola sorrentina abbia mai avuto, ci ha lasciato. Ha combatutto contro il suo male col sorriso,  e non ha mai fatto venir meno per un minuto i suoi impegni per le sue battaglie per i cittadini. Poco più di un mese fa lo avevo invitato al mio compleanno, gli ho raccontato delle minacce ricevute per il mio lavoro di giornalista, di come ho evitato col sorriso una “paliata” da un grosso camionista arrabbiato per le foto di una discarica ,  e mi disse “Il sorriso è importante, ti aiuta in tante situazioni..” Mi sono ripreso, uscii da quell’ansia che a volte ti prende quando ti metti contro certe situazioni che non riesci più ad affrontare con la stessa energia , e incoscienza, di una volta..  Ora con questo sorriso Alessandro scala nuove vette.. Ti sia lieve la terra Alessandro.

Pubblichiamo il suo ultimo post che ci ha colpiti nel cuore

I MIEI 8.000 METRI

Ci sono scalatori, alpinisti, che passano la vita a raggiungere le vette delle montagne più alte del mondo. Le cime oltre gli 8.000 metri che si trovano in Nepal, Pakistan, India, Cina, Tibet.

Anche io da quasi due anni e mezzo sto scalando metaforicamente i miei 8.000, anche se nella vita reale sono arrivato al massimo a 3.200 metri.

Si parte dal campo base per la cima, che potrà essere raggiunta in più tappe. Tutte impegnative, tutte faticose.

Pochi mesi fa ero all’ultimo campo prima di attaccare la cima, ma una tempesta ha travolto tutto e posso dire di essere fortunato nel poterlo raccontare. Quando questo accade torni giù al campo base, rassicuri la famiglia, gli amici, quelli che ti spingono a non mollare, e decidi cosa fare.

Ci sono giorni dove prevale la sfiducia e molleresti davvero tutto. Ma arrivare in cima è come una calamita. Non si può mollare.

E allora riprendo a salire. Sistemo i vari campi ad altezze differenti nell’attesa delle previsioni che mi indichino quando e come muovermi.

Ci sono giorni buoni dove il calore del sole, la luce e la bellezza di quello che mi circonda mi accompagnano nel cammino.

Ci sono giorni, invece, dove la fatica è l’unica compagna di viaggio, che sembra avere la meglio tra una caduta e l’altra.

Spesso anche in mezzo alla tempesta raccolgo tutte le forze, ricordo gli incitamenti di chi sta seguendo questa impresa e riprendo il cammino. Perché bisogna arrivare su, perché indietro non si torna.

Perché una volta in cima la stanchezza, la sofferenza, le cicatrici delle tante cadute scompariranno e saranno solo un lontano ricordo. Perché raggiungere i miei 8.000 – che non ho scelto, ma mi sono stati assegnati dal destino – è la cosa più bella e importante che avrò realizzato.

“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.”

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