Sorrento,ripristino stabilimenti balneari. Quale credibilità da parte delle Autorità preposte?

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Coloro che, applicando i regolamenti,  dovrebbero fornire elementi affinché si trovi una adeguata soluzione, clamorosamente messi in difficoltà da una relazione, relativa a sopralluoghi del 2007, fornita dalle Associazioni contro le illegalità ed ora al vaglio della Magistratura.

Sorrento –  Dopo il niet categorico della Soprintendenza e l’inchiesta tuttora in corso della Procura della Repubblica di Torre Annunziata,  a quasi metà maggio, non si riesce a trovare una soluzione ad una vicenda che si trascina ormai da un anno. Tuttora gli stabilimenti del litorale San Francesco, in attesa di un permesso in sanatoria,restano chiusi  per abusivismo edilizio.  A tale proposito dagli Uffici Comunali , sebbene molto restrittiva, sembrerebbe venire una proposta che  dovrebbe essere vagliata in questi giorni in Procura. Una sanatoria con oltre 30 prescrizioni ,con la riapertura fondamentale del passaggio pubblico, la proposta avanzata dall’Arch. Daniele De Stefano, da parte del Comune.

Ora al di là delle tante polemiche scaturite dalle indicazioni dell’ Ente soprintendente ed alla possibilità di salvare posti di lavoro (che come al solito vengono sbandierati da coloro che sebbene consapevoli di operare in modo non del tutto legittimo non si adoperano per mettersi in regola) potrebbe essere proprio l’operato degli Uffici comunali preposti ad essere messo in discussione.  Una segnalazione presentata le scorse settimane alla Procura delle Repubblica dagli esponenti territoriali delle Associazioni contro le illegalità, con foto e documenti allegati, invoca ulteriori accertamenti. In particolar modo nei confronti di Autorità locali che nel corso dei decenni hanno permesso che  tali abusi potessero continuare ad espandersi. Evidenziando, anche in tale vicenda, un comportamento alquanto discutibile. –  Dai documenti allegati alla denuncia a firma dei rappresentati locali delle Associazioni Conta anche Tu”, I Cittadini contro le mafie e la corruzione” ed Antonino Caponnetto” si rileva che nel rispondere ad un precedente esposto del 2010,  relativo ad evidenti abusi edilizi in corso lungo gli stessi stabilimenti, l’Ufficio Antiabusivismo  ed il Settore  Demanio dell’Ente comunale,  dichiararono  che lo stato dei luoghi  non presentava alcuna difformità  rispetto alle concessioni demaniali rilasciate all’epoca. Sottolineando quanto risultava da sopralluoghi avvenuti nel 2007 da parte delle Forze dell’Ordine. –  La  segnalazione inoltrata anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione, ai Ministeri della Giustizia e dall’Ambiente, mette sotto i riflettori della Procura della Repubblica ed in particolare del Sostituto Procuratore, titolare del caso, Dott. Silvio Pavia,  il comportamento tenuto all’epoca dagli Uffici comunali. Gli stessi che adesso, a distanza di dieci anni,  si cimentano nel trovare una soluzione appropriata, all’intera vicenda.  Infatti, senz’altro anomalo, risultò all’epoca (gennaio 2010), la risposta da parte degli Uffici comunali alla richiesta di chiarimenti circa le concessioni demaniali  rilasciate agli stabilimenti, avanzata dal Movimento “Conta anche Tu”. La replica dell’Ente comunale, (allegata alla segnalazione) a firma  dei titolari delle posizioni organizzative dei settori Anti-abusivismo e Demanio, rispettivamente l’Arch. Daniele De Stefano e l’Ing. Adriano Morelli  fu categorica . Da un rapporto della Polizia Municipale, relativo al luglio 2007, si evinse che al  termine di una ispezione  congiunta, tra gli stessi funzionari comunali , la Polizia Municipale, la Capitaneria di Porto,i Carabinieri e Polizia di Stato di Sorrento, non vennero rilevate difformità rispetto al rilascio delle concessioni. “ In particolare” si legge nel documento, ora la vaglio della Procura, “è stato redatto dalla Polizia Municipale un dettagliato dossier  fotografico  per documentare  lo stato dei luoghi  che è risultato conforme  alle concessioni demaniali  rilasciate” – inoltre – “ A seguito di una ulteriore  verifica si è constatato  che lo stato dei luoghi  è risultato  immutato  e non vi sono  altri provvedimenti in corso” . Di fronte a tali dichiarazioni chiaramente la Procura della Repubblica saprà valutare le varie responsabilità. Soprattutto ora che coloro che si adoperano a fornire una soluzione tecnica al problema, da quanto evidenzia il documento, all’epoca chiusero in modo evidente entrambi gli occhi. Le sezioni sorrentine delle Associazioni contro le illegalità, nel fornire anche un ampio servizio fotografico dello stato dei luoghi ante 1962, il cui confronto con lo stato attuale evidenzia abusi edilizi realizzati nel corso degli ultimi decenni lungo il litorale, propendono, come tutta la cittadinanza, per il ripristino dello stato dei luoghi e l’apertura  del percorso pedonale di proprietà del Comune. Punti fondamentali che dovrebbero essere, anche da quanto imposto dalla Soprintendenza, i primi passi  affinché le imprese sotto inchiesta, prendendo esempio da altri imprenditori rispettosi delle regole,  possano  finalmente  riprendere le attività lavorative. – 12 maggio 2017 – salvatorecaccaviello

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2 COMMENTI

  1. Ma quale legalità … solo le persone che non godono di protezione alcuna vengono colpite ed affondate con chirurgica precisione, tutte le altre possono impunemente violare la legge settanta volte sette perché temuti, impuniti, impunibili e protetti.
    Cosa dire della marinella di Sant’Agnello trasmessa da padre in figlio maschio senza che alcuna denuncia successione sia stata presentata e nulla sia stato dato ai fratelli e/o alle sorelle cadette del prescelto né dello stabilimento balneare, né della casa familiare!
    Cosa dire di spiagge utilizzate per 365 giorni all’anno e di concessioni pagate per il lasso di tempo che copre solo una ridotta stagione balneare?
    Cosa dire di ombrelloni e sedie a sdraio offerte alla clientela tutto l’anno?
    Cosa di dire di terrazze allestite sul ridotto arenile delle nostre spiagge e che fungono da ristoranti all’aperto?
    Cosa dire delle ruspe utilizzate dagli stabilimenti balneari e parcheggiati sugli arenili gratuitamente?
    Cosa dire degli scheletri degli stabilimenti lasciati a marcire negli arenili?
    Cosa dire delle connivenze tra datterai e ristoratori?
    Cosa dire delle false residenze dei villeggianti che si sottraggono al pagamento delle imposte e delle tasse che il possessore di una seconda casa dovrtebbe pagare?
    Cosa dire dei Commissari esterni che per anni, pur alloggiando in un appartamento proprio, hanno esibito corpose fatture rilasciate da compiacenti albergatori?
    Cosa dire di permessi a costruire annullati a gente inerme che dovev e poteva essere fragata e di permessi nulli che sono stati gelosamente occultati?
    Cosa dire di archivi comunali inaccessibili ed incompleti … e di archivi privati nei quali qualsiasi documento e/o atto può essere reperito?
    Come siamo caduti in basso!

  2. E cosa dire degli alberghi o delle case dei soliti che crescono a dismisura nel silenzio assordante di chi è’ preposto ai controlli. ?

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