Sorrento, il Movimento 5 Stelle trascina Penisolaverde in Parlamento.

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I ministri Minniti, Galletti e Madia,interrogati in merito ai canoni di fitto delle aree concesse dall’Amministrazione comunale di Sorrento alla Società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti. L’atto ispettivo era già stato annunciato dal Consigliere, nonché portavoce, del M5S di Piano di Sorrento, Salvatore Mare.

Roma – Il M5S interroga i Ministri Minniti, Galletti e Madia, in merito ai canoni di fitto delle aree concesse dalla Pubblica Amministrazione di Sorrento (città metropolitana di Napoli) alla Società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti Penisolaverde S.p.A.
I Senatori Puglia, Donno, Moronese, Cappelletti, Paglini, Giarrusso, Nugnes e Lezzi, chiedendo inoltre se ritengano opportuno che uno stretto parente del Sindaco Cuomo, nel caso un cugino di primo grado, ricopra l’incarico di direttore generale con un cospicuo stipendio.
L’atto ispettivo era già stato annunciato dal portavoce del M5S di Piano di Sorrento, Salvatore Mare, altro comune che si avvale dei servizi di Penisolaverde S.p.A, nell’ultimo consiglio comunale in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo.

Senato della Repubblica

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07428

Atto n. 4-07428

Pubblicato il 27 aprile 2017, nella seduta n. 814.

PUGLIA , DONNO , MORONESE , CAPPELLETTI , PAGLINI , GIARRUSSO , NUGNES , LEZZI – Ai Ministri dell’Interno, dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. –

Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti, da un articolo pubblicato su “NapoliSud news” il 7 agosto 2015, a seguito della denuncia in Consiglio comunale del capogruppo dell’opposizione Marco Fiorentino, il quale poneva all’attenzione dell’assemblea i conti della società di raccolta rifiuti “Penisolaverde” SpA, si apprende che quest’ultima, partecipata al 68 per cento dal Comune di Sorrento (Napoli), “occupa due aree di proprietà dell’Amministrazione guidata dal sindaco di Sorrento”, Giuseppe Cuomo, “adibite a discariche: quella ubicata” nei pressi “di San Renato, e l’altra” nelle vicinanze “del cimitero”;

considerato che:

a quanto risulta agli interroganti il contratto di locazione stipulato tra il Comune di Sorrento e Penisolaverde non è reperibile;

inoltre, si apprende dall’articolo che: “Secondo i dati ricavati nella sezione “Amministrazione Trasparente” del Comune di Sorrento, i canoni di fitto [per le citate discariche] sono (meglio: sarebbero) rispettivamente di 9657,91 e 19.584,10 euro all’anno”;

il contratto di locazione non è disponibile sull’albo pretorio del Comune di Sorrento;

dall’ultimo Consiglio comunale del 30 marzo 2017, parrebbe che il debito della compartecipata Penisolaverde verso il Comune, sia salito a 2.400.000 euro;

il direttore generale di Penisolaverde è il dottor Luigi Cuomo, cugino di primo grado del sindaco Cuomo, che percepisce un compenso annuo lordo di 71.000 euro;

considerato altresì che, per quanto risulta agli interroganti, non sono stati predisposti atti tali da evincere la richiesta del mancato introito da parte della pubblica amministrazione e nessuno fra i dirigenti o amministratori si starebbe facendo carico della riscossione,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

se non ritengano inopportuno che un parente del sindaco, come nel caso di specie, riceva un incarico dirigenziale di una società partecipata con una cospicua retribuzione;

se non ritengano di adoperarsi, per quanto di competenza, presso il Comune di Sorrento, affinché venga reso pubblico sul proprio sito, così come previsto dal decreto legislativo n. 33 del 2013, il contratto di locazione e verificato se siano stati predisposti i dovuti atti relativi alla riscossione di quanto dovuto e, nel caso, se siano state intraprese eventuali procedure sanzionatorie al riguardo;

se non intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, attivarsi affinché siano avviate procedure idonee ad individuare eventuali responsabilità per mancato incasso dei canoni d’affitto e per la reiterata assenza di richieste o messe in mora da parte della pubblica amministrazione;

se ritengano che quanto descritto possa comportare un danno erariale per le casse comunali.

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