Sorrento, scarichi abusivi, con una errata informazione, le palesi mancanze delle Autorità locali preposte, vengono addebitate al Genio Civile.

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Una serie di inesattezze provenienti da coloro che dovrebbero in prima persona vigilare (su di un fenomeno fino a qualche anno fa ignorato) ed adoperarsi affinché il Comune (e non il Genio Civile) adotti, secondo Legge, i dovuti provvedimenti amministrativi e quindi sanzionatori. Constatare poi l’eccessiva enfasi da parte di chi, in piazza, si autoproclama di fare” la migliore informazione”, diventa oltremodo intollerabile. Da ricordare l’azione concreta e costante negli anni da parte dell’Ente Regionale ed in particolar modo delle Associazioni contro le illegalità.

Sorrento – Continuare a trattare con una certa sufficienza tematiche come il dissesto idrogeologico e l’inquinamento delle nostra acque, che per un territorio, come il nostro, morfologicamente fragile la cui economia è altresì legata totalmente al turismo, non rappresenta affatto il metodo giusto affinché si possa in breve tempo giungere ad una concreta e duratura soluzione. Affrontare con la dovuta competenza, mettendosi in prima persona in discussione, è il minimo che la cittadinanza si aspetta da parte di chi, con autorità, è chiamato a risolvere( e non ulteriormente complicare) determinate situazioni.  Se poi chi dovrebbe informare in modo tecnicamente corretto, circa tali delicate problematiche, pecca di ignoranza (in merito), alla fine di sicuro non si fornisce un ottimo servigio alla comunità, ma soprattutto ad un territorio verso la cui tutela ognuno (a chiacchiere) dichiara di adoperarsi. Ultimamente, in particolar modo l’attenzione è caduta sulle ultime dichiarazioni, da parte dei vertici delle Autorità locali preposte, circa l’operato del Genio Civile ed la successiva pubblicazione sulle pagine di un organo di stampa locale, che nel magnificarsi di dare la migliore informazione, come già accaduto in passato, oltre che di presunzione, pecca in affidabilità, circa le notizie divulgate. Probabilmente un approfondimento su determinate tematiche potrebbe dare un maggiore supporto ad una informazione la cui credibilità è già messa in discussione poiché palesemente indirizzata a favore di una unica direzione. Senza soffermarci su errori grossolani, che denotano una certa impreparazione sull’argomento, (come affermare che l’acqua che scende dal rivolo che attraverso il Vallone dei Mulini  arriva a Marina Grande, ignorando altresì che la suddetta attraversando il percorso sottoposto a Piazza Tasso e via  Luigi De Maio viene scaricata nei pressi del Porto di Marina Piccola) quello che lascia perplessi sono ancora una volta le critiche rivolte ingiustificatamente al Genio Civile. Secondo la fonte in questione il Genio Civile della Regione Campania non avrebbe  compiuto alcun atto per incassare i due milioni di euro di sanzioni amministrative pecuniarie contestati, nel Comune di Sorrento, alle 33, tra civili abitazioni o attività alberghiere ed extralberghiere,  colpevoli di sversamenti fognari abusivi in violazione delle prescrizioni del Testo Unico Ambientale.-  a seguito del lavoro svolto , negli ultimi dodici mesi, dalla speciale “task-force” costituita dalla Polizia Municipale e dalla Gori. Non risulterebbero a tale proposito, ordinanze di ingiunzioni di pagamento emesse dal Genio Civile regionale nei confronti di coloro che sono stati individuati come responsabili di smaltimento irregolare.  Circa 60mila euro per contravvenzione per un totale di 1 milione e 980mila euro la cifra totale da incassare  che potrebbero senza alcun intervento da parte dell’ente regionale essere addirittura prescritti. Sulla vicenda, il settimanale locale in questione ,evidenzia una dichiarazione  del Vice Comandante della Polizia Municipale di Sorrento che però in modo intelligente non si lascia trascinare nella polemica impostata dal giornale. “Non posso esprimermi sulle attività di competenza di altri uffici e soprattutto di altri Enti. Quello che posso dire è che trovo ingiustificabile se non proprio delatorio qualsiasi attacco alla Polizia Municipale di Sorrento che su questo tema è in prima linea. Siamo stati e siamo anche oggi impegnati con notevole dispiego di personale in un’attività ispettiva complessa che però è di competenza specifica di altri soggetti istituzionali a ciò deputati, cui offriamo la consueta collaborazione istituzionale”. Una dichiarazione che sembrerebbe più che altro difendere l’operato, più volte criticato, anche dal nostro giornale, della Polizia Municipale circa il monitoraggio del territorio. In particolare del dissesto idrogeologico e dei corsi d’acqua, sia per quanto riguarda gli scarichi ma soprattutto per le tante costruzioni abusive sorte nel corso degli ultimi anni lungo gli alvei in totale dispregio da quanto previsto dal ’Art. 54 del D.lgs n. 267 del 18/08/2000;ma soprattutto dalle norme imposte dal  Regio Decreto n.523 del 25 luglio 1904Testo unico sulle opere idrauliche, che tuttora in vigore, che evidentemente spesso viene ancora ignorato anche dalle Forze di Polizia preposte. In merito alla “consueta collaborazione istituzionale” circa ispezioni lungo il reticolo idrografico comunale, checché ne dica il Vicecomandante, è stato invece il Genio Civile  a lamentare più volte uno scarso contributo da parte della Polizia Municipale a causa di improvvise disdette di sopralluoghi in precedenza stabiliti. Giustificate da costanti sopravvenute emergenze causando, in tal modo, una serie di visite a vuoto da parte dei Tecnici regionali. ( nota Regione Campania – Genio Civile: Prot. 2017 – 0223268 del 27/03/2017- inviata: Comune di Sorrento, Comando Polizia Municipale Sorrento,Procura della Repubblica Torre Annunziata, Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare).

Venendo invece al nocciolo della questione circa le competenze nell’emettere provvedimenti atti ad incassare le sanzione amministrative per sversamenti fognari abusivi, il settimanale locale evidenzia che:” Su 54 controlli effettuati, talvolta in aree complesse da raggiungere, in 33 casi sono stati scoperti allacci o forme di smaltimento irregolare, oggetto quindi delle relative verbalizzazioni.  L’obiettivo dell’attività di verifica, ancora in corso, è di evitare che nelle acque bianche finiscano scarichi fognari e non consentire che i reflui delle abitazioni o di attività alberghiere finiscano nei rivoli. Due fattori questi che alimentano, in modo diretto, l’inquinamento del mare”.  Ebbene è evidente che si sta parlando di scarichi abusivi nel sistema fognario che a Sorrento come è noto risulta ancora essere misto. Per tali immissioni abusive ,come è noto, la competenza è comunale. Se puoi questi scarichi vengono immessi e/o convogliati nei rivoli senza parere e/o autorizzazione da parte del Genio Civile, tali illeciti devono essere prima denunciati alla Procura della Repubblica per poi essere sanzionati. Al momento tuttavia non risulterebbero al Genio Civile, comunicazioni da parte della Polizia Municipale circa  gli esiti di eventuali immissioni nei rivoli,  eseguiti con la Gori.  A tale proposito sarebbe opportuno ripassare il Regolamento n. 6 del 24/09/2013 –  della Regione Campania  sui Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche. – Ricordando  altresì che  le attività di competenza svolte dal Genio Civile sono prevalentemente di natura tecnica ed esecutiva, quindi  ,non essendo un’Autorità Amministrativa, non compete a tale Ente emettere ingiunzioni di pagamento, né tanto meno provvedimenti atti ad incassare le sanzioni amministrative per sversamenti fognari abusivi.  A tale proposito risulta chiaro quanto previsto dal  Decreto Legislativo  3 aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale (G.U. n. 88 del 14 aprile 2006) al Titolo V – Sanzioni – Capo I – Sanzioni amministrative

  1. 133. Sanzioni amministrative
  2. Chiunque, salvo che il fatto costituisca reato e fuori dai casi sanzionati ai sensi dell’articolo 29-quattuordecies, commi 2 e 3, nell’effettuazione di uno scarico superi i valori limite di emissione fissati nelle tabelle di cui all’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto, oppure i diversi valori limite stabiliti dalle regioni a norma dell’articolo 101, comma 2, o quelli fissati dall’autorità competente a norma dell’articolo 107, comma 1, o dell’articolo 108, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa da 3.000 euro a 30.000 euro. Se l’inosservanza dei valori limite riguarda scarichi recapitanti nelle aree di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano di cui all’articolo 94, oppure in corpi idrici posti nelle aree protette di cui alla vigente normativa, si applica la sanzione amministrativa non inferiore a 20.000 euro.
    (comma così modificato dall’art. 11, comma 1, d.lgs. n. 46 del 2014)
  3. Chiunque apra o comunque effettui scarichi di acque reflue domestiche o di reti fognarie, servite o meno da impianti pubblici di depurazione, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 124, oppure continui ad effettuare o mantenere detti scarichi dopo che l’autorizzazione sia stata sospesa o revocata, è punito con la sanzione amministrativa da 6.000 euro a 60.000 euro. Nell’ipotesi di scarichi relativi ad edifici isolati adibiti ad uso abitativo la sanzione è da 600 euro a 3.000 euro.
  4. Chiunque, salvo che il fatto costituisca reato, al di fuori delle ipotesi di cui al comma 1 e di cui all’articolo 29-quattuordecies, comma 2, effettui o mantenga uno scarico senza osservare le prescrizioni indicate nel provvedimento di autorizzazione o fissate ai sensi dell’articolo 107, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 15.000 euro.
    (comma così modificato dall’art. 11, comma 1, d.lgs. n. 46 del 2014).

 

Sarebbe ulteriormente utile ricordare,anche al Comando di Polizia Municipale che l’opera di monitoraggio dei percorsi d’acqua componenti il reticolo idrografico comunale fu avanzata , in tempi non sospetti, (4 dicembre 2013), dalla Sezione territoriale dell’ Associazione

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Nazionale contro le illegalità “ Antonino Caponnetto che sollecitando proprio il Genio Civile di Napoli e Provincia, nonché il Ministero dell’Ambiente ed informando la Procura della Repubblica, propose ,per la prima volta, una serie di sopralluoghi nei rivoli. Fu soltanto grazie alla immediata disponibilità dei Tecnici del Genio Civile e l’apporto del Nucleo Operativo dei Carabinieri che tali sopralluoghi e relative relazioni sullo stato dei corsi d’acqua ,con innumerevoli difficoltà ambientali, in alcuni mesi, furono portate a termine. Successivamente fu la stessa Associazione  Caponnetto a sollecitare l’ Ente comunale( informando, la Regione Campania ed il  Ministero dell’ Ambiente) circa  il controllo degli scarichi pluviali nei rivoli compresi nel reticolo idrografico del territorio comunale ( Comune  di Sorrento, prot. 46287 del 31/10/2014)  tuttora in corso.  Pertanto, risulta essere una situazione alquanto singolare (volendo usare un eufemismo) se si pensa che , nonostante le recenti polemiche, non si registri ancora alcuna  concreta disponibilità nel dare assistenza al Genio Civile da parte della Polizia Municipale circa gli imminenti ulteriori sopralluoghi. Nello sperare in una più oggettiva futura informazione da parte di qualche organo di stampa locale, lascia tuttavia perplessi, l’atteggiamento dei vertici della P.M quando si dichiara di essere sottoposti ad attacchi ingiustificati  mentre si  pienamente disponibili, con dispiego di forze, nel contrastare qualsiasi illegalità.  Quando altresì è evidente lo stato di abbandono, senza alcun controllo, non solo sotto tale aspetto, del territorio. D’altronde il preferire in futuro, da parte del Genio Civile, l’assistenza del Nucleo Operativo dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e Polizia di Stato, in sostituzione della più volte sollecitata Polizia Municipale …è tutto un dire! – 29 aprile 2017 – salvatorecaccaviello.

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