Vico Equense mercato diretto del pesce a Seiano un milione speso per nulla

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Vico Equense mercato diretto del pesce a Seiano un milione speso per nulla ne parla Ilenia De Rosa su Il Mattino di Napoli .Sono costati oltre un milione di euro, da un anno e mezzo sono pronti ma non possono essere ancora usati. Si tratta degli otto locali per la pesca costruiti al porto di Marina d’Aequa nell’ambito del megaprogetto di ammodernamento della banchina.
I lavori sono stati ultimati a fine 2015 ma ad oggi soltanto alcuni tra questi sono utilizzati come deposito per l’attrezzatura da pesca. Obiettivo del progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale, in parte finanziato attraverso il «fondo europeo per la pesca 2007-2013 Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca», era la valorizzazione della pesca.
Gli immobili realizzati sul molo, oltre ad accogliere reti, secchi e attrezzi vari, dovevano servire anche ad altri scopi: uno per la cella frigorifera e la macchina di produzione del ghiaccio, un altro riservato all’impianto per l’aspirazione e stoccaggio di oli esausti e scarichi di sentina, l’altro per servizi igienici e spogliatoi. Il tutto finalizzato alla creazione di un punto di vendita diretta del pescato presso la marina e allo sviluppo di un mercato a chilometro zero. Al momento niente di ciò è stato realizzato.
A lamentarsi sono soprattutto i pescatori che da un anno e mezzo non si spiegano il perché di un tale immobilismo. Il progetto, che nel complesso è costato 1milione e 545mila euro, ha previsto l’ampliamento e la messa in sicurezza del tratto iniziale della banchina, la pavimentazione con il basolato in pietra vulcanica, l’impianto di illuminazione dell’intero molo e la creazione di una rete di distribuzione idrica-elettrica composta da colonnine posizionate a bordo banchina per la fornitura dei servizi.
Un restyling su cui hanno avuto molto da ridire anche gli ambientalisti del Wwf e dei Vas che hanno più volte parlato di «bunker in cemento armato» sottolineandone l’eccessiva altezza «che copre parte dello scenario naturalistico della penisola». Un sacrificio in termini di paesaggio che al momento è servito a ben poco. Al danno, dunque, la beffa.
Principali ragioni che impediscono l’uso della cella frigorifera e delle altre apparecchiature sono la mancanza di corrente elettrica e la pendenza interna dei locali, diretta verso l’interno piuttosto che l’esterno. Sulla questione dell’elettricità è già all’opera il comune di Vico Equense insieme all’Enel.
«Attualmente la cabina elettrica dell’Enel nella piazzetta è insufficiente per soddisfare il fabbisogno dell’intero borgo marinaro – spiega Gennaro Cinque, assessore ai lavori pubblici – ma entro la fine del mese verrà collegata ad anello con quella di via Murrano, nell’attesa della realizzazione di una nuova cabina durante il prossimo inverso. In questo modo si otterrà una potenza tale da consentire l’attivazione anche dei macchinari nei locali sul molo comr cella frigorifera, macchina di produzione del ghiaccio, impianto per l’aspirazione. Tra poche settimane, tutto andrà a regime».

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