Napoli e Louise Bourgeois.

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Louise Bourgeois - Gatto

Segnalazione di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo l’interessante nota di Maria Carla Tartarone su Louise Bourgeois.

Louise Bourgeois
Presentata al Museo Madre
In mostra nel Museo di Capodimonte

Al Museo MADRE il 23 marzo 2017 è stata presentata la nuova stagione a Napoli di Louis Bourgeois con la proiezione del film “Louise Bourgeois: The Spider, the Mistress and Tangerine” (2008) delle registe Marion Cajoried e Amei Wallach.
Sempre al Madre nel pomeriggio Jerry Garavoy presidente della Easton Foundation di New York e storico, amico della Bourgeois, insieme al direttore Andrea Viliani hanno presentato il lungo e rilevante lavoro dell’artista.
Il giorno successivo allo Studio Trisorio abbiamo visto “Voyage without a destination” con in mostra quattro sculture in bronzo e trentaquattro disegni realizzati tra il 1940 e il 2009.
Metà di questi erano inediti.
Il giorno 25 al Museo di Capodimonte è stata inaugurata la mostra dove è stata esposta per la prima volta in Italia l’opera “Femme couteau” del 2002 a confronto con “Il Martirio di Sant’Agata” di Francesco Guarino nella sala dedicata al grande pittore del Seicento.
L’artista di fama internazionale nacque a Parigi nel 1911, si formò come scultrice all’Ecole des Beaux-Arts di Parigi per poi arrivare giovanissima a nel 1938 negli Stati Uniti dove sotto l’influenza surrealista si dedicò dagli anni sessanta a manipolare i metalli per le sue sculture con sempre maggiore successo.
L’artista aveva trovato a mano a mano la sua maniera, ispirandosi soprattutto ai cambiamenti del corpo umano e dei sentimenti nelle diverse condizioni dell’uomo con sensibile percezione, non solo nell’elaborazione dei disegni, di quegli anni è anche “la Femme Maison”, ma ancor più nella elaborazione delle sculture, quando nel 1949 mostrò le sue prime opere tridimensionali, tralasciando un poco alla volta la pittura, come nella mostra alla Peridot Gallery dove espose immagini scultoree di persone che aveva amato.
Nel 1982 il MOMA le dedicò una retrospettiva che definitivamente consacrò l’artista in campo internazionale.
I temi erano l’infanzia, le amanti del padre, la madre e lei bambina impegnate nel restauro di arazzi, la sublimazione, lo specchio, il ragno, l’amore ma anche i suoi istinti distruttivi.
In quel periodo il bello e scandaloso fotografo Robert Mapplethorp (1946-1989) la ritrasse impellicciata con un grosso gallo da lei scolpito sotto il braccio.
Partita dalla pittura e dalla scultura partecipò a “Documenta” nel 1983 e alla “Biennale di Venezia” nel 1993, quando ricevette il Leone d’Oro.
La famiglia influenzò, incisivamente, i suoi contatti e il suo modo di concepire i sentimenti, il sesso, il suo mondo creativo.
Nel 2000 tenne una importante mostra all’ Ermitage di Sanpietroburgo.
Ebbe maggior successo e riuscì a esporre nelle più illustri Gallerie: la “Tate Modern” di Londra in occasione del suo novantacinquesimo compleanno quando vi si allestì nel 2007 una retrospettiva delle sue opere.
Nel 2010 un’analoga retrospettiva le fu dedicata a Venezia.
Poco dopo morì a New York nello stesso 2010 quasi centenaria L’artista già aveva esposto in Italia, alla Biennale di Venezia rappresentando gli Stati Uniti nel 1993; alla Fondazione Prada nel 1997 e alla Fondazione Bevilacqua La Masa nel 2000.
A Napoli erano molti anni che non si vedevano le sue opere.
Presentò a Capodimonte nel 2008 “Per il Museo di Capodimonte” una mostra in cui tra le altre opere espose “Maman” il grande ragno che sorreggeva sul dorso ovuli e cellule, realizzato nel 1999 in bronzo, acciaio, inox e marmo, esposto nel cortile interno della Reggia.
Quell’enorme ragno che allo Studio Trisorio troviamo in un piccolo disegno, cm.40×40, tracciato con tenere linee rosee.
Nel 2010 l’artista ci lasciò.
Oggi troviamo a Capodimonte la mostra “Incontri sensibili Bourgeois-Guarino”, curata da Sylvain Bellenger direttore del Museo e da Laura Trisorio, direttrice del suo Studio.
Sono state unite nella Sala Guarino l’opera,“La Femme couteau” una scultura in stoffa imbottita una donna trafitta da un doppio coltello e decapitata, opera di Luise Bourgeois del 2000, accanto il grande quadro de “ Il Martirio di Sant’Agata”, una pittura drammatica seicentesca, di Francesco Guarino.
Questi ricordi, i delicati disegni esposti allo Studio Trisorio e la brutale scultura degli “incontri sensibili”, ci riportano appieno i caratteri più significativi della grande artista.

Maria Carla Tartarone

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